Consenso informato alla procedura di Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti è un Trattamento, talvolta denominato anche "Protesi odontoiatrica fissa 'all on six'", che rientra nell'area specialistica di Odontoiatria. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "23.6 Impianto di protesi dentaria".

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Consenso Informato Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti: Illustrazione grafica

Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti
Implantologia a carico immediato su 6 impianti: protesi fissa supportata da sei impianti osteointegrati per ripristinare funzionalità ed estetica dentale completa.
Schema arcate dentarie per implantologia a carico immediato all on six
L'implantologia a carico immediato all on six può riguardare entrambe le arcate dentarie, superiore o inferiore, e consiste nell'applicazione di una protesi che simula da 10 a 14 denti per arcata.
Fasi di un impianto dentale
Fasi dell'implantologia dentale: incisione gengivale e preparazione ossea (A), inserimento della vite implantare (B), fissaggio della protesi (C).

Consenso Informato Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti: Descrizione della procedura

Cosa è:

L’implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti, nota anche come "All on six," è una procedura odontoiatrica avanzata finalizzata alla riabilitazione dell’intera arcata dentale. Consiste nell’inserimento di sei impianti dentali in titanio nell’osso mascellare o mandibolare. Su questi impianti viene posizionata una protesi fissa che sostituisce tutti i denti dell'arcata.

L’osteointegrazione è il processo mediante il quale l’impianto si unisce all’osso, fornendo stabilità e resistenza. Il carico immediato significa che la protesi viene fissata sugli impianti appena inseriti, senza dover attendere il tradizionale periodo di guarigione ossea.

A cosa serve:

La procedura "All on Six" è finalizzata alla riabilitazione funzionale ed estetica di pazienti edentuli (cioè privi di denti) o con dentizione gravemente compromessa. Serve a ripristinare la capacità di masticare, parlare e sorridere in modo naturale. La protesi fissa, supportata da sei impianti, offre una soluzione stabile e duratura, migliorando la qualità della vita del paziente rispetto a protesi mobili, dentiere rimovibili o altre soluzioni temporanee.

Che natura ha:

La natura della procedura è chirurgica, invasiva e permanente. Coinvolge l'inserimento di impianti in titanio nell'osso mascellare o mandibolare, seguita dal fissaggio immediato di una protesi dentale. La procedura è considerata invasiva perché richiede l'incisione delle gengive, la preparazione dell'osso e il posizionamento degli impianti. È anche considerata dolorosa, sebbene il dolore sia gestito con anestesia locale e, se necessario, con sedazione. Il trattamento comporta un intervento chirurgico significativo con potenziali rischi associati.

Cosa comporta:

La procedura coinvolge la preparazione chirurgica delle arcate dentali superiori e/o inferiori, con particolare attenzione all'osso mascellare o mandibolare. Il trattamento interessa l'intera arcata dentale e prevede l'inserimento di sei impianti distribuiti strategicamente per garantire una stabilità ottimale della protesi. In seguito all'inserimento degli impianti, viene montata una protesi fissa temporanea, che verrà sostituita da una definitiva dopo un periodo di guarigione. L'intervento comporta anche un'adeguata gestione del dolore e del recupero post-operatorio.

Quanto dura:

La durata complessiva della procedura varia generalmente tra le 2 e le 4 ore, a seconda della complessità del caso e delle condizioni cliniche del paziente. Il tempo chirurgico specifico per l'inserimento degli impianti e il fissaggio della protesi fissa immediata può durare circa 1,5-2 ore per arcata. Dopo la procedura, è previsto un periodo di guarigione che può durare da alcune settimane a pochi mesi, durante il quale il paziente sarà monitorato per assicurare il corretto processo di osteointegrazione e il successo dell'intervento.

Consenso Informato Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti: Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

L’implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti, comunemente definita tecnica All on Six, consente di ottenere benefici rilevanti nei pazienti che necessitano di una riabilitazione completa di un’arcata dentale. Uno dei principali vantaggi attesi è il ripristino funzionale immediato, poiché la procedura permette di recuperare la funzione masticatoria e l’estetica del sorriso nello stesso giorno dell’intervento, evitando l’utilizzo di protesi rimovibili provvisorie e consentendo un rapido ritorno alle normali attività quotidiane.

L’inserimento di sei impianti garantisce una elevata stabilità e comfort della protesi, permettendo una masticazione efficace e sicura. Questo rappresenta un miglioramento significativo rispetto alle dentiere tradizionali, che possono risultare instabili e causare disagio durante l’alimentazione. Un ulteriore beneficio è la preservazione dell’osso mascellare o mandibolare, poiché gli impianti osteointegrati esercitano uno stimolo funzionale sull’osso, contrastando il riassorbimento che si verifica in assenza di denti. Tale effetto contribuisce al mantenimento della struttura facciale e aiuta a prevenire l’aspetto invecchiato del volto spesso associato all’edentulia.

Dal punto di vista estetico, la protesi fissata sugli impianti viene realizzata in modo personalizzato per riprodurre l’aspetto naturale dei denti, offrendo un risultato estetico soddisfacente e favorendo un miglioramento dell’autostima e del benessere psicologico del paziente. Se correttamente eseguita e mantenuta attraverso un’adeguata igiene orale, la riabilitazione su impianti può inoltre garantire una lunga durata nel tempo, rappresentando una soluzione stabile e duratura rispetto alle protesi mobili tradizionali.

La percentuale di successo dell’implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti è elevata e, secondo la letteratura scientifica, si colloca indicativamente tra il 95% e il 98% nel lungo termine. Tali risultati sono influenzati da diversi fattori, tra cui la qualità e quantità dell’osso, l’assenza di abitudini nocive come il fumo e il rispetto delle indicazioni di cura e controllo post-operatorio.

Esistono tuttavia alcuni limiti e considerazioni da tenere presenti. Nonostante l’elevato tasso di successo, persiste un rischio minimo di mancata osteointegrazione di uno o più impianti, che potrebbe rendere necessari ulteriori interventi chirurgici. La procedura richiede inoltre una adeguata disponibilità ossea; nei casi di atrofia ossea significativa può essere indicato un intervento preliminare di rigenerazione ossea, con conseguente aumento dei tempi e della complessità del trattamento. Dal punto di vista economico, la riabilitazione su sei impianti comporta costi generalmente superiori rispetto a soluzioni protesiche rimovibili, elemento che può rappresentare un limite per alcuni pazienti. È inoltre fondamentale una manutenzione costante, basata su una rigorosa igiene orale domiciliare e su controlli periodici, per garantire la durata degli impianti e prevenire complicanze come la perimplantite. Infine, alcuni pazienti possono necessitare di un periodo di adattamento alla nuova protesi, durante il quale possono comparire disagi temporanei, quali lievi alterazioni della fonazione o sensazioni di tensione nel cavo orale.

Nel complesso, i benefici dell’implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti risultano ampiamente superiori ai limiti, in particolare nei pazienti affetti da edentulia totale che desiderano una soluzione fissa, stabile e affidabile.

Consenso Informato Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti: Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

La procedura di implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti, nota come tecnica All on Six, è generalmente associata a un basso rischio di complicanze, ma, come per qualsiasi intervento chirurgico, possono verificarsi eventi avversi che è necessario conoscere.

Dopo l’intervento è frequente la comparsa di dolore e gonfiore nella zona trattata; tali manifestazioni sono di norma temporanee e si risolvono nell’arco di pochi giorni, fino a circa una settimana, grazie all’uso di analgesici e farmaci antinfiammatori prescritti. Nelle ore successive all’intervento può inoltre verificarsi un lieve sanguinamento, considerato un evento normale; solo raramente questo può protrarsi oltre i primi giorni e rendere opportuno un controllo clinico. Nei giorni immediatamente successivi all’applicazione della protesi provvisoria, alcuni pazienti possono avvertire difficoltà nella masticazione, legate al processo di adattamento alla nuova riabilitazione; tali disagi sono in genere transitori e tendono a ridursi progressivamente.

Tra le complicanze generali, comuni a molte procedure chirurgiche, rientra il rischio di infezione nella sede dell’impianto, con una probabilità stimata tra il 2% e il 5%. Questo rischio può essere ridotto mediante una corretta igiene orale e, quando indicato, attraverso l’assunzione di una terapia antibiotica profilattica. È inoltre possibile, sebbene molto raramente, che si manifesti una reazione allergica ai materiali utilizzati, come il titanio; la percentuale di allergia a tali materiali è comunque inferiore all’1%. In casi eccezionali può verificarsi la rottura o il danneggiamento di un impianto, generalmente correlati a carichi eccessivi o a problemi di malocclusione, con possibile necessità di un intervento aggiuntivo per la sostituzione.

Tra le complicanze specifiche della procedura, una delle principali è la mancata osteointegrazione di uno o più impianti, evento che può interessare circa il 2–5% dei casi. In tale circostanza l’impianto può risultare instabile e rendere necessaria la sua rimozione, seguita da un periodo di guarigione prima di un eventuale nuovo inserimento. Durante la fase chirurgica esiste anche un rischio, generalmente inferiore all’1%, di lesione dei nervi adiacenti, in particolare del nervo alveolare inferiore nella mandibola, con possibili sintomi quali intorpidimento, formicolio o dolore persistente a carico del mento, delle labbra o della lingua; nella maggior parte dei casi tali disturbi sono temporanei, ma possono talvolta persistere nel tempo. Nell’arcata superiore, l’inserimento degli impianti può comportare, in una percentuale stimata tra lo 0,5% e il 2%, la penetrazione nella cavità sinusale, con conseguente rischio di sinusite che può richiedere ulteriori trattamenti. Nel lungo termine può svilupparsi una perimplantite, ovvero un’infiammazione dei tessuti che circondano l’impianto, simile alla parodontite, che può determinare perdita ossea di supporto e, nei casi più gravi, la rimozione dell’impianto; alcuni studi riportano una prevalenza fino al 10–20% dei pazienti portatori di impianti nel lungo periodo.

Per quanto riguarda i rischi sistemici, durante l’intervento viene utilizzata anestesia locale e, in alcuni casi, sedazione. Esiste un rischio molto basso, stimato intorno a 1 caso su 1.000, di reazioni avverse sistemiche all’anestesia, che possono includere manifestazioni allergiche o alterazioni cardiovascolari; eventi estremi come lo shock anafilattico sono possibili ma rari, e l’adozione di protocolli anestesiologici moderni e di un attento monitoraggio intraoperatorio riduce significativamente tali evenienze. È inoltre teoricamente possibile che un’infezione locale si diffonda nel circolo sanguigno dando luogo a una infezione sistemica o sepsi, condizione grave che richiede trattamento medico urgente, ma la probabilità di tale evento è molto bassa, soprattutto in presenza di adeguata profilassi antibiotica. Nei pazienti con patologie cardiovascolari preesistenti, lo stress legato all’intervento chirurgico può, in casi eccezionali, favorire la comparsa di complicanze quali aritmie o, molto raramente, eventi ischemici; per questo motivo la valutazione preoperatoria riveste un ruolo fondamentale nel ridurre tali rischi.

In conclusione, sebbene i rischi e le complicanze dell’implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti siano complessivamente contenuti, è essenziale che il paziente sia pienamente informato e segua scrupolosamente le indicazioni del professionista, al fine di ridurre al minimo la probabilità di eventi avversi e favorire un esito clinico favorevole.

Consenso Informato Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti: Controindicazioni

Relative:

La procedura di implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti può essere eseguita anche in presenza di alcune condizioni cliniche che non ne impediscono in modo assoluto l’esecuzione, ma che richiedono una valutazione particolarmente attenta del rapporto rischio/beneficio da parte del medico. In tali situazioni, l’intervento è possibile solo adottando precauzioni specifiche o apportando modifiche al piano terapeutico, al fine di garantire la massima sicurezza per il paziente.

Nei soggetti affetti da diabete mellito, la procedura può risultare più complessa poiché la patologia può determinare ritardi nella guarigione dei tessuti e un aumentato rischio infettivo. Tuttavia, quando il diabete risulta adeguatamente controllato, con valori glicemici stabili, l’intervento può essere preso in considerazione, previa accurata valutazione preoperatoria.

Il fumo di sigaretta rappresenta un fattore di rischio rilevante, in quanto può compromettere il processo di osteointegrazione e favorire l’insorgenza di complicanze post-operatorie, come la perimplantite. Pur non costituendo una controindicazione assoluta, il paziente viene informato dell’impatto negativo del fumo sugli esiti del trattamento e, in alcuni casi, può essere consigliata la sospensione del fumo prima e dopo l’intervento per migliorare la probabilità di successo implantare.

La presenza di malattie parodontali non trattate, caratterizzate da infezioni o infiammazioni dei tessuti gengivali, può interferire negativamente con l’osteointegrazione degli impianti. In tali casi, la procedura può essere eseguita solo dopo un adeguato trattamento parodontale e la risoluzione del quadro infiammatorio.

I pazienti affetti da disturbi della coagulazione o in terapia anticoagulante necessitano di una valutazione clinica approfondita, poiché l’intervento può comportare un rischio aumentato di sanguinamento. In funzione del caso specifico, può rendersi necessaria una modifica temporanea della terapia farmacologica o l’adozione di misure cliniche dedicate alla gestione dell’emostasi.

In presenza di osteoporosi, la riduzione della densità ossea può incidere sulla stabilità primaria degli impianti. Tuttavia, con una pianificazione accurata e un’attenta valutazione dello stato osseo e delle terapie in corso, l’intervento può essere considerato in casi selezionati.

La gravidanza non comporta rischi diretti specifici legati all’implantologia, ma rappresenta generalmente un periodo non ideale per l’esecuzione di interventi chirurgici elettivi. In assenza di urgenze, la procedura viene di norma rinviata al termine della gestazione.

La presenza di disturbi psichiatrici o comportamentali, quali ansia grave o fobia dentale, può rendere necessaria una gestione multidisciplinare, eventualmente con supporto psicologico, al fine di garantire la collaborazione del paziente e il corretto svolgimento dell’intervento.

Assolute:

Esistono condizioni cliniche che costituiscono controindicazioni assolute, nelle quali la procedura non può essere eseguita poiché comporterebbe un rischio inaccettabile per la salute del paziente. In tali casi, l’implantologia osteointegrata a carico immediato risulta controindicata.

Tra queste rientrano le malattie sistemiche gravi non controllate, come l’insufficienza cardiaca avanzata, l’insufficienza renale cronica o la cirrosi epatica, che aumentano in modo significativo il rischio chirurgico. Anche le immunodeficienze gravi, comprese le forme avanzate di HIV/AIDS, espongono a un elevato rischio di infezioni e a una scarsa capacità di guarigione ossea, rendendo l’intervento non praticabile.

Le malattie ossee sistemiche, come l’osteopetrosi o il morbo di Paget, possono alterare profondamente il metabolismo osseo e compromettere il processo di osteointegrazione, costituendo una controindicazione all’inserimento di impianti. Analogamente, la terapia con bifosfonati per via endovenosa, frequentemente utilizzata in ambito oncologico, è associata a un rischio elevato di osteonecrosi dei mascellari e rappresenta una controindicazione assoluta.

La presenza di neoplasie maligne in fase attiva, in particolare a carico del distretto testa-collo, o l’esecuzione di radioterapia a livello mandibolare o mascellare, controindicano l’intervento, poiché l’osso irradiato presenta una ridotta capacità di guarigione e integrazione implantare. Anche la dipendenza da alcol o da sostanze stupefacenti interferisce in modo significativo con i processi di guarigione, con l’igiene orale e con la gestione post-operatoria, rendendo la procedura non eseguibile.

Rientrano tra le controindicazioni assolute anche le condizioni psichiatriche gravi non controllate, come alcune forme di psicosi, che impediscono una collaborazione adeguata del paziente. Infine, l’età troppo giovane, con crescita ossea non ancora completata, rappresenta una controindicazione, poiché l’inserimento di impianti potrebbe interferire con lo sviluppo scheletrico e determinare alterazioni dell’occlusione.

Il paziente dichiara di aver compreso quanto sopra esposto e di non essere affetto da alcuna delle condizioni indicate.

Consenso Informato Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti: Alternative disponibili

Possibili alternative:

In alternativa alla procedura di implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti, sono disponibili diverse soluzioni protesiche finalizzate al recupero della funzionalità masticatoria e dell’estetica dell’arcata dentale, che possono essere valutate in base alle condizioni cliniche del paziente.

Una possibile opzione è rappresentata dalla protesi totale mobile, comunemente definita dentiera. Si tratta di una soluzione rimovibile che viene appoggiata sulle gengive e che il paziente può rimuovere autonomamente per le quotidiane manovre di igiene orale.

In presenza di alcuni denti naturali residui, può essere presa in considerazione la protesi parziale rimovibile, che si ancora agli elementi dentari rimanenti e consente di sostituire i denti mancanti sfruttando i denti naturali come supporto.

Un’ulteriore alternativa è costituita dalla protesi su impianti a carico differito, che si differenzia dall’implantologia a carico immediato in quanto prevede un periodo di guarigione di alcuni mesi prima del fissaggio definitivo della protesi sugli impianti. Questo intervallo consente una osteointegrazione più stabile prima del carico protesico.

È infine disponibile la soluzione implantare denominata All on four, che rappresenta una variante dell’implantologia e prevede l’inserimento di quattro impianti per arcata. Tale opzione può essere indicata nei casi in cui vi sia una ridotta disponibilità ossea, rendendo non praticabile l’inserimento di un numero maggiore di impianti.

Principali differenze:

Nel valutare le principali alternative all’implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti, è opportuno considerare una comparazione dei rischi e dei benefici associati a ciascuna opzione terapeutica.

La protesi totale mobile presenta come principali vantaggi un costo generalmente inferiore e una maggiore facilità di sostituzione o riparazione. Tuttavia, questa soluzione è caratterizzata da rilevanti limitazioni funzionali, tra cui una stabilità ridotta, una minore efficienza masticatoria e la possibile insorgenza di irritazioni delle gengive. Inoltre, non essendo in grado di stimolare l’osso sottostante, non contrasta la perdita ossea progressiva, che nel tempo può determinare modificazioni del profilo facciale.

La protesi parziale rimovibile può offrire una stabilità superiore rispetto alla dentiera completa, poiché si ancora ai denti naturali residui. Tuttavia, anche questa soluzione non garantisce i benefici biologici degli impianti, in particolare per quanto riguarda la stimolazione e il mantenimento dell’osso. La sua realizzazione presuppone inoltre la conservazione dei denti residui, che nel tempo potrebbero richiedere trattamenti odontoiatrici aggiuntivi.

La protesi su impianti a carico differito presenta un tasso di successo paragonabile a quello dell’implantologia a carico immediato e comporta un rischio inferiore di mancata osteointegrazione, poiché gli impianti vengono lasciati guarire per un periodo prima dell’applicazione della protesi definitiva. Tale approccio richiede però un tempo di trattamento più lungo, generalmente compreso tra tre e sei mesi, durante il quale il paziente deve utilizzare una protesi provvisoria mobile.

La soluzione All on four, che prevede l’inserimento di un numero inferiore di impianti rispetto all’All on Six, è indicata soprattutto nei casi di ridotta disponibilità ossea. Tuttavia, rispetto alla riabilitazione su sei impianti, comporta una minore stabilità complessiva e una distribuzione del carico masticatorio meno favorevole, fattori che possono incidere sulla durata della protesi e sulla funzionalità nel lungo periodo.

Conseguenze del rifiuto:

La decisione di non sottoporsi alla procedura di implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti può comportare una serie di conseguenze cliniche e funzionali che il paziente deve attentamente considerare. In particolare, l’assenza di denti o l’utilizzo di una protesi non adeguatamente stabile può determinare una significativa riduzione della funzione masticatoria, rendendo difficoltosa l’assunzione di una dieta completa, equilibrata e variata.

In mancanza della stimolazione meccanica esercitata dai denti naturali o dagli impianti, l’osso mascellare o mandibolare è soggetto a un progressivo riassorbimento, fenomeno che nel tempo può causare modificazioni del profilo facciale e rendere più complesse eventuali future soluzioni protesiche. A tali aspetti possono associarsi ripercussioni sul piano emotivo, poiché la perdita dei denti o il ricorso a una protesi mobile possono incidere negativamente sulla qualità della vita, sull’autostima e sulle relazioni sociali del paziente.

La mancata sostituzione degli elementi dentari o l’utilizzo di dispositivi protesici mobili può inoltre favorire la comparsa di problemi gengivali, quali infiammazioni, lesioni della mucosa orale e una maggiore difficoltà nel mantenimento di una corretta igiene orale.

Pur considerando che ciascuna alternativa terapeutica presenta specifici vantaggi e limiti, la scelta finale deve essere effettuata tenendo conto delle condizioni cliniche individuali, della disponibilità ossea e delle preferenze personali del paziente. È pertanto fondamentale un confronto approfondito con il professionista sanitario al fine di individuare la soluzione più appropriata.

Consenso Informato Implantologia osteointegrata a carico immediato su 6 impianti: Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Prima di sottoporsi all’intervento di implantologia osteointegrata a carico immediato su sei impianti, è essenziale che il paziente segua attentamente alcune indicazioni finalizzate a garantire una preparazione adeguata e a ridurre al minimo i rischi perioperatori. È necessario attenersi alle prescrizioni del medico per quanto riguarda l’esecuzione degli esami pre-operatori, quali esami del sangue, indagini radiografiche e tomografiche, indispensabili per valutare lo stato di salute generale e la qualità dell’osso.

Qualora vengano prescritti farmaci a scopo profilattico, come antibiotici o collutori antisettici, questi devono essere assunti secondo le modalità e le tempistiche indicate. Nei pazienti fumatori è fortemente raccomandata la sospensione del fumo almeno una settimana prima dell’intervento, poiché il fumo può interferire negativamente con i processi di guarigione.

In caso di sedazione cosciente o anestesia generale, è indispensabile rispettare le indicazioni relative al digiuno pre-operatorio, generalmente previsto nelle sei-otto ore precedenti la procedura. Nei giorni che precedono l’intervento deve inoltre essere mantenuta una igiene orale scrupolosa, utilizzando uno spazzolino a setole morbide ed eventuali collutori antisettici, se consigliati dal medico.

Cosa fare dopo:

Il periodo successivo all’intervento richiede particolare attenzione per favorire un decorso regolare e il corretto avvio del processo di osteointegrazione. Il paziente deve assumere con precisione tutti i farmaci prescritti, inclusi antibiotici, antidolorifici e antinfiammatori, al fine di prevenire infezioni e controllare il dolore post-operatorio. Nelle prime ventiquattro ore è consigliata l’applicazione di impacchi di ghiaccio sulla guancia in corrispondenza dell’area trattata, per contenere il gonfiore.

È opportuno osservare un adeguato periodo di riposo, evitando sforzi fisici eccessivi soprattutto nelle prime ore dopo l’intervento. L’igiene orale può essere ripresa in modo delicato a partire da ventiquattro ore dalla procedura, utilizzando uno spazzolino morbido e, se indicato, un collutorio antisettico. Per almeno una settimana è necessario seguire un’alimentazione morbida, privilegiando cibi freddi o a temperatura ambiente ed evitando alimenti troppo caldi, duri o croccanti che potrebbero compromettere gli impianti o la protesi provvisoria.

Cosa evitare:

Durante la fase di guarigione è fondamentale evitare comportamenti che possano interferire con la stabilità degli impianti e con l’osteointegrazione. In particolare, è necessario non fumare per almeno due-quattro settimane dopo l’intervento, poiché il fumo aumenta il rischio di complicanze. Deve essere evitato l’uso di cannucce o qualsiasi manovra di risucchio, in quanto la pressione negativa può disturbare i siti chirurgici.

Nei primi giorni è importante non masticare sulla zona operata ed evitare di esercitare pressioni sulla protesi, così da prevenire eventuali micromovimenti implantari. È inoltre raccomandato limitare l’attività fisica intensa, inclusi sport di contatto e sollevamento di pesi, per almeno una settimana.

A cosa prestare attenzione:

Dopo la procedura il paziente deve prestare attenzione ad alcuni segni e sintomi e contattare tempestivamente il medico in caso di anomalie. Un lieve sanguinamento può essere considerato normale, ma un sanguinamento abbondante o persistente richiede una valutazione immediata. È atteso un certo grado di dolore post-operatorio, tuttavia un dolore intenso che non si riduce con i farmaci prescritti o che peggiora improvvisamente dopo alcuni giorni necessita di controllo clinico.

Un gonfiore moderato è comune nelle prime quarantotto-settantadue ore, mentre un gonfiore che persiste oltre la prima settimana o tende ad aumentare può indicare una complicanza infettiva. La comparsa di febbre superiore a 38 °C rappresenta un possibile segno di infezione e richiede un intervento medico tempestivo. Qualsiasi sensazione di mobilità anomala degli impianti o della protesi deve essere segnalata immediatamente al dentista per una valutazione approfondita.

Il rispetto puntuale di tutte queste indicazioni consente di ridurre significativamente i rischi e di favorire il successo della riabilitazione implantare.

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