Consenso informato alla procedura di Faccette dentali estetiche

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Faccette dentali estetiche? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Faccette dentali estetiche è un Trattamento, talvolta denominato anche "Applicazione di veneers", che rientra nell'area specialistica di Odontoiatria. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "23.49 Altra riparazione dentaria".

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Consenso Informato Faccette dentali estetiche: Illustrazione grafica

Faccette dentali estetiche
Applicazione di faccette dentali estetiche: posizionamento di una sottile lamina sulla superficie del dente per migliorare estetica e forma del sorriso.
Faccette estetiche per incisivi, canini e, in rari casi, premolari
Faccette dentali estetiche: applicabili su entrambe le arcate per restaurare uno o più denti anteriori incisivi (A), canini (B) e, in alcuni casi, anche premolari (C).
Dettaglio applicazione faccette dentali estetiche sui denti anteriori
Dettaglio del processo di applicazione delle faccette dentali: adesione precisa delle sottili lamine sagomate per il restauro dei denti anteriori.

Consenso Informato Faccette dentali estetiche: Descrizione della procedura

Cosa è:

Le faccette dentali estetiche, note anche come "veneers", sono sottili lamine personalizzate in ceramica o materiale composito che vengono applicate sulla superficie esterna dei denti anteriori. Queste lamine hanno uno spessore che varia generalmente da 0,3 a 0,7 millimetri e sono progettate per migliorare l'aspetto estetico dei denti, coprendo imperfezioni come macchie, scheggiature, disallineamenti minori o alterazioni nella forma dei denti.

Le faccette vengono realizzate su misura per adattarsi perfettamente ai denti naturali del paziente e vengono cementate in modo permanente sulla superficie frontale del dente con una speciale resina adesiva, permettendo di modificarne colore, forma e allineamento.

A cosa serve:

Le faccette dentali sono dispositivi protesici applicati sulla superficie esterna dei denti con finalità prevalentemente estetiche e vengono impiegate per migliorare l’aspetto del sorriso in diverse situazioni cliniche. In particolare, consentono di correggere discromie dentali persistenti che non rispondono adeguatamente ai trattamenti di sbiancamento, di mascherare piccole imperfezioni dello smalto quali scheggiature o segni di usura, e di chiudere i diastemi, ovvero gli spazi presenti tra un dente e l’altro. Le faccette permettono inoltre di modificare la forma di denti irregolari o di dimensioni ridotte e di migliorare l’allineamento apparente dei denti nei casi di lievi malposizioni dentali, senza intervenire in modo significativo sulla posizione reale degli elementi dentari.

Che natura ha:

La procedura di applicazione delle faccette dentali è minimamente invasiva. Sebbene sia necessario rimuovere una piccola quantità di smalto dalla superficie del dente per consentire l'applicazione stabile delle faccette, questa rimozione è generalmente superficiale e non compromette la salute del dente in maniera significativa. La procedura può essere eseguita con o senza anestesia locale, a seconda della sensibilità del paziente e della quantità di smalto da rimuovere. Non è una procedura dolorosa, ma potrebbe causare un lieve disagio.

Cosa comporta:

La procedura comporta la preparazione della superficie del dente, che include la rimozione di una minima quantità di smalto per creare lo spazio necessario all'applicazione della faccetta. La preparazione del dente è irreversibile, anche se minimamente invasiva rispetto ad altre procedure come le corone complete. Successivamente, viene presa un'impronta dentale per creare faccette che si adattino perfettamente alla forma e alle dimensioni dei denti del paziente. Infine, le faccette vengono applicate e fissate ai denti tramite una resina adesiva speciale e una lampada polimerizzatrice che solidifica l'adesivo.

L'intervento coinvolge solo i denti anteriori, generalmente dell'arcata superiore e/o inferiore, senza interessare altre aree del cavo orale. Le faccette richiedono la stessa cura e manutenzione dei denti naturali, con particolare attenzione all'igiene orale quotidiana.

Quanto dura:

La durata complessiva della procedura può variare, ma generalmente si articola in due o tre sedute odontoiatriche. La prima visita è dedicata alla valutazione iniziale, pianificazione del trattamento e preparazione dei denti, inclusa la rimozione dello smalto e la presa dell'impronta dentale.

La seconda visita avviene dopo alcuni giorni o settimane, a seconda del tempo necessario per la realizzazione delle faccette in laboratorio, e prevede l'applicazione definitiva delle faccette. La durata della procedura per ogni seduta varia da 1 a 2 ore. Le faccette dentali, una volta applicate correttamente, possono durare diversi anni, generalmente tra 10 e 15 anni, a seconda della cura e manutenzione.

Consenso Informato Faccette dentali estetiche: Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

Le faccette dentali offrono numerosi vantaggi, in particolare sul piano estetico. Nella maggior parte dei casi consentono un miglioramento significativo e naturale del sorriso; la letteratura riporta risultati estetici favorevoli in circa il 95% dei pazienti. Con una corretta manutenzione e adeguati controlli nel tempo, le faccette possono presentare una buona durabilità, generalmente compresa tra 10 e 15 anni. Studi clinici indicano tassi di sopravvivenza superiori al 90% a 10 anni e intorno all’85% a 20 anni, con possibili variazioni legate al materiale utilizzato, alla tecnica esecutiva e alle condizioni individuali.

I materiali ceramici impiegati sono inoltre caratterizzati da un’elevata resistenza alle macchie e alle discromie causate da sostanze come caffè, tè o vino rosso. Rispetto alle corone tradizionali, le faccette richiedono di norma una preparazione dentale più conservativa, permettendo di preservare gran parte della struttura naturale del dente. I tempi di recupero sono generalmente rapidi e la maggior parte dei pazienti riprende le normali attività entro 24–48 ore dal trattamento.

Il successo clinico delle faccette dentali è considerato elevato: diversi studi riportano percentuali comprese tra il 95% e il 98% a 5 anni. Anche il livello di soddisfazione dei pazienti è generalmente alto, con valori frequentemente superiori all’80% e, in alcune casistiche, prossimi al 90% per quanto riguarda la piena soddisfazione del risultato estetico.

È tuttavia importante essere consapevoli di alcuni limiti del trattamento. Le faccette non rappresentano una soluzione permanente e, nonostante la loro durata, nel corso della vita possono rendersi necessarie riparazioni o sostituzioni. La procedura comporta inoltre un certo grado di irreversibilità, poiché la preparazione del dente, seppur minima, è permanente. Dal punto di vista funzionale, le faccette possono non essere indicate in presenza di bruxismo severo o di abitudini parafunzionali non controllate e possono richiedere modifiche delle abitudini quotidiane, come evitare di mordere oggetti duri.

Il risultato non può essere garantito al 100%. In una minoranza di casi possono verificarsi discrepanze di colore, riportate in circa il 5% dei trattamenti, o problemi di adattamento marginale, stimati intorno al 2-3%. È inoltre possibile la comparsa di sensibilità dentale dopo la procedura; nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo temporaneo che tende a risolversi entro 1-2 settimane, con regressione riferita in circa il 98% dei pazienti.

È fondamentale mantenere aspettative realistiche: le faccette dentali possono migliorare in modo rilevante l’aspetto del sorriso, ma non costituiscono una soluzione priva di limiti. Il risultato finale dipende da diversi fattori, tra cui la situazione dentale di partenza, l’anatomia facciale e le aspettative estetiche individuali. Per massimizzare la durata e il successo del trattamento è necessario mantenere un’eccellente igiene orale, sottoporsi a controlli periodici almeno semestrali, utilizzare un bite notturno qualora indicato dal dentista ed evitare comportamenti che possano danneggiare le faccette.

La decisione di procedere con le faccette dentali deve essere presa dopo un’attenta valutazione personale e una discussione approfondita con l’Odontoiatra, considerando in modo equilibrato sia i benefici attesi sia i potenziali limiti del trattamento.

Consenso Informato Faccette dentali estetiche: Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

La procedura di applicazione delle faccette dentali estetiche è generalmente considerata sicura e prevedibile; tuttavia, come per ogni trattamento sanitario, non è priva di rischi, effetti collaterali e possibili complicanze, la cui incidenza può variare in base alle condizioni cliniche individuali, alle abitudini del paziente e alle caratteristiche tecniche del trattamento.

Tra gli effetti collaterali più comuni e generalmente transitori rientra la sensibilità dentale, che può manifestarsi in circa il 40–50% dei pazienti nei giorni successivi alla preparazione e alla cementazione delle faccette. Nella maggior parte dei casi la sensibilità si risolve spontaneamente entro 1–2 settimane; più raramente (circa 2% dei casi) può persistere per un periodo più lungo, fino a 1–3 mesi. È inoltre possibile la comparsa di disagio o irritazione gengivale, osservata in circa il 25–30% dei pazienti, che tende a risolversi spontaneamente entro 5–7 giorni nel 95% dei casi. In una parte dei pazienti possono verificarsi alterazioni temporanee della fonazione, in particolare nella pronuncia di alcuni suoni; tali modifiche interessano circa il 15–20% dei casi e si risolvono generalmente con l’adattamento neuromuscolare, che avviene entro due settimane nel 98% dei pazienti.

Tra le complicanze generali, seppur rare, sono possibili infezioni locali, con un rischio stimato intorno all’1–2%, solitamente gestibili con adeguata terapia farmacologica. Possono inoltre verificarsi reazioni allergiche ai materiali utilizzati, con un’incidenza stimata tra lo 0,1 e lo 0,3%; nella maggior parte dei casi si tratta di manifestazioni locali a carico dei tessuti gengivali, mentre le reazioni sistemiche sono considerate eccezionali (meno dello 0,01%). Durante o dopo la procedura può verificarsi un trauma dei tessuti molli (labbra, guance o gengive), con un rischio stimato tra il 5 e il 10%, generalmente seguito da guarigione completa entro 7–10 giorni.

Esistono inoltre complicanze specifiche della procedura. Il distacco della faccetta rappresenta uno degli eventi più frequenti nel medio periodo, con un’incidenza stimata tra il 4 e il 7% a 5 anni, favorita da fattori quali bruxismo non trattato, traumi dentali o criticità tecniche nella fase di cementazione. La frattura della ceramica ha un rischio stimato tra il 5 e l’8% a 10 anni ed è più comune nei pazienti con abitudini parafunzionali o malocclusioni non corrette. Possono inoltre verificarsi problemi estetici, quali discrepanze di colore (circa 3–5% dei casi), visibilità dei margini (2–4%) o lievi asimmetrie (1–3%). Un’ulteriore possibile complicanza è rappresentata dalla carie secondaria sotto la faccetta, con un’incidenza stimata del 2–3% a 10 anni, più frequente in presenza di igiene orale inadeguata o infiltrazioni marginali.

Tra le complicanze a lungo termine, seppur poco frequenti, va considerata la possibile necessità di trattamento endodontico del dente trattato, con un rischio stimato tra l’1 e il 3% a 10 anni, generalmente correlato a traumi durante la preparazione o a sensibilità persistente. È inoltre possibile lo sviluppo di recessione gengivale, riportata in circa il 5–7% dei casi a 5 anni, che può compromettere il risultato estetico e rendere necessaria la sostituzione della faccetta.

Dal punto di vista dei rischi sistemici, l’applicazione di faccette dentali è considerata una procedura a basso rischio generale. L’uso dell’anestesia locale comporta rischi rari ma possibili, quali reazioni allergiche gravi (anafilassi), considerate estremamente rare (meno dello 0,001%), o complicanze cardiovascolari transitorie, stimate tra lo 0,5 e l’1% nei pazienti con specifici fattori di rischio. Non sono stati documentati casi di decesso direttamente attribuibili alla procedura di applicazione di faccette dentali.

Alcune condizioni possono aumentare il rischio di complicanze, tra cui la presenza di patologie sistemiche non controllate (come diabete, malattie autoimmuni o disturbi della coagulazione) e determinate abitudini del paziente, quali fumo, bruxismo o scarsa igiene orale. Per ridurre tali rischi, l’odontoiatra adotta misure preventive che includono una valutazione clinica preliminare approfondita, l’impiego di tecniche e materiali aggiornati, il rispetto di rigorosi protocolli di sterilità e la fornitura di istruzioni dettagliate per il periodo post-trattamento. In caso di complicanze, sono previsti protocolli specifici di gestione, un monitoraggio più ravvicinato nei mesi successivi e la possibilità di effettuare visite urgenti qualora necessario.

È importante sottolineare che, nonostante l’elencazione dei possibili rischi ed eventi avversi, la grande maggioranza dei pazienti segue un decorso regolare senza complicanze clinicamente rilevanti. Le evidenze disponibili indicano che oltre il 90% dei trattamenti con faccette dentali presenta un esito favorevole.

Consenso Informato Faccette dentali estetiche: Controindicazioni

Relative:

Le controindicazioni relative identificano condizioni cliniche che non escludono in modo assoluto il trattamento con faccette dentali, ma che possono aumentare il rischio di complicanze o ridurre la prevedibilità del risultato. In tali situazioni, l’indicazione deve essere valutata con particolare attenzione, attraverso un’attenta analisi del rapporto tra benefici attesi e potenziali rischi, ed eventualmente adottando specifiche misure preventive o correttive.

La presenza di bruxismo non trattato, ovvero l’abitudine a digrignare o serrare i denti in modo involontario, soprattutto durante il sonno o in situazioni di stress, rappresenta una condizione che può favorire usura precoce, fratture o distacco delle faccette. In questi casi è generalmente opportuno affrontare prima il problema del bruxismo, ad esempio mediante l’utilizzo di un bite notturno, al fine di ridurre il rischio di danneggiamento dei restauri.

Anche la gengivite o la parodontite costituiscono una controindicazione relativa, poiché l’infiammazione o la perdita di supporto dei tessuti gengivali e ossei possono compromettere la stabilità, la durata e il risultato estetico delle faccette. In presenza di tali condizioni, il trattamento viene di norma rimandato fino al completo ripristino di un adeguato stato di salute parodontale.

Nei pazienti con smalto dentale molto sottile, la necessità di una preparazione, seppur minima, può comportare un ulteriore indebolimento del dente, con aumento del rischio di sensibilità post-operatoria o di frattura. In questi casi il medico valuta attentamente se la quantità di smalto residuo sia sufficiente a garantire un’adesione stabile e sicura delle faccette senza compromettere la salute del dente.

I denti sottoposti in precedenza a trattamento endodontico (devitalizzazione) sono generalmente più fragili rispetto ai denti vitali. Ciò può aumentare il rischio di frattura o di insuccesso del restauro con faccette. L’indicazione va quindi ponderata con cautela e può rendersi necessario valutare soluzioni alternative o trattamenti protettivi aggiuntivi, come restauri di copertura più estesi.

La presenza di morsi aperti o gravi malocclusioni può ridurre l’efficacia funzionale ed estetica delle faccette, che potrebbero non essere sufficienti a compensare alterazioni occlusali significative. In tali situazioni può essere indicato considerare un trattamento ortodontico preliminare o valutare approcci terapeutici alternativi.

Infine, nei pazienti con ipersensibilità dentale preesistente, la rimozione di una quota di smalto necessaria per la procedura può accentuare i sintomi. Il medico deve pertanto valutare l’intensità della sensibilità, informare adeguatamente il paziente sui possibili effetti e, se opportuno, adottare misure preventive o desensibilizzanti prima e dopo il trattamento.

In presenza di una o più di queste condizioni, la decisione di procedere con le faccette dentali viene assunta caso per caso, sulla base di una valutazione clinica approfondita e di un’informazione completa e condivisa con il paziente.

Assolute:

Le controindicazioni assolute individuano condizioni cliniche che rendono il trattamento con faccette dentali non sicuro o non tecnicamente realizzabile. In presenza di tali situazioni, le faccette dentali non possono essere applicate e devono essere necessariamente prese in considerazione soluzioni terapeutiche alternative. Il paziente è pertanto tenuto a dichiarare di non essere affetto da alcuna delle condizioni di seguito descritte.

Una grave compromissione dello smalto dentale, come nei casi di marcata erosione o demineralizzazione, rappresenta una controindicazione assoluta. In tali circostanze, la rimozione di ulteriore smalto richiesta per l’applicazione delle faccette potrebbe causare un danno irreversibile al dente, rendendo il trattamento non sicuro. In questi casi, le faccette non sono indicate e possono essere valutate alternative quali corone o altre riabilitazioni protesiche.

La presenza di carie dentali attive o non trattate costituisce un’ulteriore controindicazione assoluta. L’applicazione di faccette su denti cariati comprometterebbe la salute del dente stesso e l’integrità del restauro, aumentando significativamente il rischio di insuccesso. È pertanto indispensabile che tutte le lesioni cariose vengano trattate e risolte prima di prendere in considerazione un trattamento estetico con faccette.

Anche le malattie parodontali gravi e non trattate, caratterizzate da significativa perdita di supporto osseo e/o mobilità dentale, rendono il trattamento non praticabile. Le faccette non possono essere applicate su denti instabili o inseriti in tessuti parodontali patologici. In tali situazioni è necessario procedere prima al trattamento della malattia parodontale e ottenere una condizione di stabilità clinica prima di qualsiasi intervento estetico.

Una allergia nota ai materiali dentali utilizzati, come resine adesive o materiali ceramici, rappresenta una controindicazione assoluta. In presenza di una documentata ipersensibilità o reazione allergica, la procedura deve essere evitata e devono essere considerate soluzioni alternative che non implichino l’uso dei materiali responsabili della reazione.

Infine, un inadeguato supporto dentale o radicolare, dovuto a una rilevante perdita di tessuto dentale o della struttura radicolare, non consente un’applicazione sicura e stabile delle faccette. In tali condizioni il dente non è idoneo a sostenere il restauro e risulta necessario valutare opzioni terapeutiche differenti, quali trattamenti protesici più complessi, estrazione e successiva riabilitazione implantare o protesica.

Tutte le controindicazioni, sia relative sia assolute, devono essere attentamente considerate prima di procedere con l’applicazione delle faccette dentali. È essenziale che il paziente comprenda pienamente tali limitazioni e collabori con il professionista nella valutazione della sicurezza e dell’idoneità del trattamento nel proprio caso specifico.

Il paziente dà atto che il dentista ha effettuato una anamnesi medica completa, un esame clinico approfondito e, ove necessario, accertamenti diagnostici quali radiografie o esami strumentali. Il paziente dichiara inoltre di aver compreso le controindicazioni illustrate e di non essere affetto da controindicazioni assolute al trattamento.

Il paziente si impegna a collaborare attivamente, fornendo una storia medica accurata e completa, informando tempestivamente il dentista di qualsiasi variazione delle proprie condizioni di salute e seguendo scrupolosamente tutte le indicazioni pre e post-trattamento, incluse quelle finalizzate alla gestione delle eventuali controindicazioni relative.

La presenza di controindicazioni non note o non dichiarate al professionista può compromettere il risultato del trattamento e aumentare il rischio di complicanze. Per tale motivo è fondamentale garantire la massima trasparenza e collaborazione tra paziente e odontoiatra.

Consenso Informato Faccette dentali estetiche: Alternative disponibili

Possibili alternative:

Esistono diverse alternative terapeutiche alla procedura di applicazione delle faccette dentali estetiche, ciascuna con caratteristiche, indicazioni, vantaggi e limiti specifici. La scelta dell’opzione più appropriata dipende dalle condizioni cliniche dei denti, dagli obiettivi estetici e funzionali del paziente e dalla valutazione professionale dell’odontoiatra.

Lo sbiancamento dentale professionale rappresenta una soluzione non invasiva, indicata principalmente nei casi in cui l’esigenza estetica riguardi il miglioramento del colore dei denti. La procedura utilizza agenti sbiancanti a base di perossido di idrogeno o di carbamide e consente di schiarire i denti naturali senza modificarne forma, struttura o posizione. Non è indicata per correggere difetti di forma, fratture o discromie profonde.

Le otturazioni estetiche in composito costituiscono un’ulteriore alternativa e possono essere impiegate per correggere difetti localizzati, come denti scheggiati, macchiati o affetti da piccole carie. Il materiale composito viene modellato direttamente sul dente e indurito mediante una fonte luminosa, consentendo un risultato esteticamente naturale. Tuttavia, rispetto alle faccette in ceramica, tali restauri possono presentare una minore resistenza all’usura e una maggiore tendenza alle discromie nel tempo.

Le corone dentali (capsule) rappresentano una soluzione più invasiva ma anche più strutturalmente protettiva. Esse ricoprono completamente il dente e sono indicate quando questo risulta gravemente compromesso dal punto di vista strutturale o funzionale. Le corone possono essere realizzate in diversi materiali, come ceramica o metallo-ceramica, e offrono una maggiore robustezza rispetto alle faccette, a fronte però di una maggiore riduzione del tessuto dentale naturale.

Il trattamento ortodontico, mediante apparecchi fissi o mobili, consente di correggere disallineamenti, spazi interdentali e malocclusioni agendo sulla posizione dei denti, senza alterarne in modo permanente la struttura. Questa opzione è particolarmente indicata nei pazienti che presentano, oltre a esigenze estetiche, anche problematiche funzionali dell’occlusione. I tempi di trattamento sono generalmente più lunghi rispetto alle soluzioni restaurative, ma il risultato è ottenuto attraverso una modifica biologica e non protesica.

La scelta tra le diverse alternative deve essere effettuata dopo un’adeguata informazione e un confronto approfondito con l’odontoiatra, al fine di individuare il trattamento più idoneo in relazione alle condizioni cliniche, alle aspettative del paziente e al rapporto tra benefici, limiti e possibili rischi di ciascuna opzione.

Principali differenze:

Le diverse alternative alle faccette dentali presentano differenze rilevanti in termini di benefici attesi, rischi, grado di invasività e durata dei risultati, che devono essere attentamente valutate prima di scegliere il trattamento più idoneo.

Lo sbiancamento dentale professionale comporta rischi generalmente limitati, rappresentati soprattutto da una sensibilità dentale temporanea o da una lieve irritazione gengivale. Si tratta di una procedura non invasiva che consente di migliorare il colore dei denti naturali senza modificarne forma o allineamento. Il principale beneficio è quindi il miglioramento cromatico, ma il trattamento non è in grado di correggere difetti strutturali o di forma; inoltre, il risultato non è permanente e richiede sedute di mantenimento nel tempo. Il livello di invasività è considerato basso.

Le otturazioni estetiche in composito presentano un rischio contenuto di frattura o di decolorazione progressiva del materiale, con la possibile necessità di rifacimento nel tempo. Offrono il vantaggio di una soluzione minimamente invasiva, indicata per la correzione di piccoli difetti estetici o funzionali localizzati, come scheggiature o discromie circoscritte. Anche in questo caso l’invasività è bassa, ma la durata dei risultati può essere inferiore rispetto alle soluzioni protesiche in ceramica.

Le corone dentali (capsule) richiedono una preparazione più estesa del dente, con rimozione di una quantità significativa di struttura dentale sana, e presentano pertanto un grado di invasività maggiore. Tra i rischi associati rientrano la possibilità di complicanze infettive o la necessità di trattamenti endodontici. Il beneficio principale consiste in una protezione completa del dente e in una correzione estetica e funzionale più duratura, risultando particolarmente indicate nei casi di denti gravemente compromessi. Rispetto alle faccette, l’invasività è considerata elevata.

Il trattamento ortodontico comporta generalmente tempi più lunghi e può essere associato a disagi o fastidi legati all’uso dell’apparecchio, oltre alla necessità di una fase di mantenimento (contenzione) al termine della terapia. Il principale beneficio è la correzione stabile dell’allineamento dentale e dell’occlusione, con miglioramento sia estetico sia funzionale, senza alterare in modo permanente la struttura dei denti. Il grado di invasività varia in base al tipo di trattamento ortodontico, ma è in genere considerato basso o medio.

La valutazione delle principali differenze tra le opzioni disponibili consente di orientare la scelta terapeutica in modo consapevole, tenendo conto delle condizioni cliniche individuali, delle aspettative del paziente e del bilanciamento tra benefici, rischi e invasività di ciascuna alternativa.

Conseguenze del rifiuto:

La decisione di non sottoporsi alla procedura proposta di applicazione delle faccette dentali può comportare conseguenze diverse, che variano in relazione alle motivazioni cliniche ed estetiche per cui il trattamento era stato inizialmente preso in considerazione.

In assenza di intervento, si determina il mantenimento delle condizioni estetiche e funzionali attuali. Ciò significa che eventuali discromie, imperfezioni di forma o lievi disallineamenti dei denti rimarranno invariati. Qualora siano presenti segni di usura o danni strutturali, tali condizioni potrebbero nel tempo peggiorare, con un possibile impatto anche sulla funzione masticatoria e sulla salute orale complessiva.

Il rifiuto del trattamento può inoltre favorire la progressione dei difetti dentali già esistenti. Piccole fratture, scheggiature o fenomeni di usura possono accentuarsi nel tempo in assenza di interventi correttivi, rendendo in futuro necessari trattamenti più complessi o invasivi rispetto a quelli inizialmente proposti.

Devono infine essere considerate le possibili ripercussioni psicologiche. L’insoddisfazione legata all’aspetto del proprio sorriso può influire negativamente sull’autostima, sulla sicurezza nelle relazioni sociali e, più in generale, sulla qualità della vita del paziente, pur trattandosi di aspetti soggettivi e variabili da persona a persona.

Il paziente è pertanto invitato a valutare con attenzione le alternative disponibili, considerando in modo consapevole i benefici, i rischi e le conseguenze di ciascuna opzione, incluso il mancato trattamento. La scelta finale dovrebbe essere assunta in collaborazione con il dentista, sulla base delle condizioni orali specifiche, delle esigenze estetico-funzionali e degli obiettivi terapeutici individuali.

Consenso Informato Faccette dentali estetiche: Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Prima della procedura di applicazione delle faccette dentali, è importante che il paziente segua alcune indicazioni preliminari al fine di consentire lo svolgimento del trattamento in condizioni ottimali e ridurre il rischio di complicanze.

È raccomandato mantenere una accurata igiene orale nei giorni precedenti la procedura, spazzolando i denti almeno due volte al giorno e utilizzando il filo interdentale per rimuovere la placca negli spazi interdentali. Una buona igiene contribuisce a ridurre l’infiammazione gengivale e a migliorare l’adesione dei materiali.

Prima del trattamento è inoltre necessario effettuare una visita di controllo per valutare lo stato di salute dei denti e delle gengive. Eventuali condizioni patologiche, come carie o gengiviti, devono essere diagnosticate e trattate preventivamente, poiché potrebbero compromettere la sicurezza o l’efficacia della procedura.

Nei giorni che precedono l’applicazione delle faccette è consigliabile limitare o evitare il consumo di sostanze che possono macchiare i denti, quali caffè, tè, vino rosso e tabacco. Tale precauzione favorisce una valutazione più accurata del colore naturale dei denti e una scelta più appropriata della tonalità delle faccette.

Di norma non è richiesto il digiuno prima della procedura, salvo diversa indicazione da parte del dentista. È tuttavia fondamentale informare il professionista di tutti i farmaci assunti abitualmente e attenersi scrupolosamente alle eventuali istruzioni fornite, in particolare in relazione a terapie anticoagulanti o antinfiammatorie, qualora fosse necessario modificarne temporaneamente l’assunzione.

Qualora la procedura preveda l’utilizzo di anestesia locale, il paziente dovrà seguire le specifiche indicazioni fornite dal dentista in merito all’assunzione di cibi e bevande prima dell’intervento.

Cosa fare dopo:

Dopo l’applicazione delle faccette dentali è fondamentale attenersi alle indicazioni post-operatorie al fine di favorire una corretta guarigione dei tessuti, preservare l’integrità delle faccette e garantire la stabilità del risultato nel tempo.

Il paziente deve proseguire con una regolare e accurata igiene orale, spazzolando i denti e utilizzando il filo interdentale secondo le consuete modalità, prestando particolare attenzione alla pulizia delle aree di contatto tra faccette, denti naturali e gengive, per ridurre il rischio di accumulo di placca e di carie.

È raccomandato programmare sedute di igiene dentale professionale periodiche, generalmente ogni sei mesi, salvo diversa indicazione clinica. Tali controlli consentono di mantenere la salute dei tessuti gengivali e permettono al dentista di verificare nel tempo lo stato di adattamento e conservazione delle faccette.

Nel periodo immediatamente successivo alla procedura può comparire una sensibilità dentale transitoria, soprattutto in risposta a stimoli termici come caldo o freddo. In tali casi è possibile utilizzare dentifrici specifici per denti sensibili. La sensibilità tende generalmente a ridursi spontaneamente; qualora persista o si intensifichi, è opportuno contattare il dentista per una valutazione.

Nei primi giorni dopo l’intervento è consigliabile adattare gradualmente la masticazione, privilegiando alimenti morbidi e prestando attenzione ai nuovi profili dei denti restaurati. È opportuno evitare di esercitare pressioni eccessive sulle faccette durante questa fase di adattamento iniziale.

Cosa evitare:

Per preservare l’integrità delle faccette dentali e ridurre il rischio di complicanze o danneggiamenti, è necessario evitare determinati comportamenti dopo la procedura.

È importante non masticare cibi particolarmente duri, come ghiaccio, caramelle dure, noci o ossa, poiché tali alimenti possono determinare fratture o scheggiature delle faccette. Analogamente, è consigliabile evitare cibi molto appiccicosi, che potrebbero esercitare trazioni anomale e favorire il distacco del restauro.

In presenza di bruxismo, ovvero l’abitudine a digrignare o serrare i denti, è fondamentale utilizzare il bite notturno qualora prescritto dal dentista, al fine di proteggere le faccette dalle forze eccessive che potrebbero comprometterne la durata.

È inoltre raccomandato limitare o evitare il fumo e il consumo frequente di bevande coloranti quali caffè, tè e vino rosso, che nel tempo possono contribuire ad alterazioni cromatiche delle faccette o dei margini di adesione.

Infine, i denti non devono essere utilizzati come strumenti di lavoro o di forza. Comportamenti quali aprire bottiglie, tagliare fili o esercitare pressioni improprie con i denti possono determinare il distacco o la rottura delle faccette e devono pertanto essere evitati.

A cosa prestare attenzione:

Dopo la procedura di applicazione delle faccette dentali è importante monitorare attentamente alcuni segni e sintomi che potrebbero indicare la necessità di contattare tempestivamente il dentista per una valutazione clinica.

Una sensibilità dentale prolungata o particolarmente intensa, soprattutto in risposta a stimoli caldi o freddi, che persista oltre alcune settimane o che assuma caratteristiche dolorose, deve essere segnalata al professionista, poiché potrebbe richiedere ulteriori accertamenti o trattamenti correttivi.

La comparsa di dolore persistente o un progressivo aumento del dolore nei giorni successivi alla procedura non è un evento atteso e può indicare la presenza di complicanze, quali un’infiammazione profonda, un’infezione o un interessamento della polpa dentale. In tali casi è necessario rivolgersi al dentista senza ritardo.

È altresì fondamentale prestare attenzione all’eventuale mobilità o distacco di una faccetta. Qualora una faccetta appaia instabile, si sollevi parzialmente o si distacchi completamente dal dente, è opportuno contattare il dentista il prima possibile per consentire una riapplicazione o una sostituzione tempestiva, riducendo il rischio di ulteriori danni.

Un altro segnale da non sottovalutare è la comparsa di gengive arrossate, gonfie o sanguinanti in corrispondenza delle faccette. Tali manifestazioni possono essere correlate a problemi di adattamento del restauro o a infiammazioni gengivali e richiedono una valutazione professionale.

Infine, eventuali modificazioni della chiusura dei denti o la sensazione che l’occlusione non sia più corretta devono essere riferite al dentista, poiché potrebbe rendersi necessario un aggiustamento delle faccette per ristabilire un corretto equilibrio funzionale.

In conclusione, il rispetto delle indicazioni fornite e una comunicazione tempestiva e trasparente con il dentista in presenza di sintomi anomali sono elementi essenziali per prevenire complicanze e garantire un risultato stabile e duraturo del trattamento.

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