Consenso informato alla procedura di Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere è un Accertamento, talvolta denominato anche "Accertamento psichiatrico della capacità naturale", che rientra nell'area specialistica di Psichiatria. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "94.11 Valutazione psichiatrica dello stato mentale".

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Consenso Informato Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere: Descrizione della procedura

Cosa è:

La valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere è un accertamento che serve a verificare se una persona, in un determinato momento, è in grado di comprendere il significato e le conseguenze delle proprie azioni (intendere) e di decidere e controllare il proprio comportamento (volere). Si svolge con un colloquio clinico, l’osservazione del comportamento e, se necessario, semplici test delle funzioni mentali (attenzione, memoria, orientamento). Il medico raccoglie anche informazioni sanitarie e sociali e redige una relazione conclusiva.

A cosa serve:

La Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere serve a stabilire se una persona, in un determinato momento, possiede la capacità di comprendere il significato e le conseguenze delle proprie azioni (intendere) e di autodeterminarsi e controllare il proprio comportamento (volere). La finalità principale è fornire un accertamento clinico, basato su colloquio e osservazione, sull’eventuale presenza di disturbi psichici o cognitivi che possano compromettere queste capacità. L’obiettivo clinico è documentare il livello di funzionamento mentale rilevante per decisioni e responsabilità.

Che natura ha:

La valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere è un accertamento clinico basato su colloquio e osservazione, finalizzato a stimare se la persona comprende il significato delle proprie scelte e può decidere in modo libero e consapevole. È una procedura non distruttiva, non invasiva, in genere non dolorosa, non farmacologica e non manuale (non prevede manovre sul corpo). Può includere test psicometrici (questionari o prove standardizzate) e la raccolta di informazioni cliniche disponibili, nel rispetto della riservatezza.

Cosa comporta:

La valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere è un colloquio clinico finalizzato a stabilire se la persona, al momento dei fatti o della decisione, comprende il significato delle proprie azioni (intendere) e può autodeterminarsi e controllare il comportamento (volere). Comprende raccolta di anamnesi, osservazione del comportamento ed esame dello stato mentale (orientamento, memoria, attenzione, pensiero, percezioni, umore, giudizio). I distretti corporei coinvolti sono sistema nervoso centrale/mentale in misura principale; può essere rilevata la componente somatica generale solo tramite osservazione (aspetto, linguaggio, motricità), senza manovre invasive.

Quanto dura:

La valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere dura in genere 45–90 minuti. La durata può essere variabile in base a fattori clinici e contestuali, tra cui complessità del quadro psicopatologico (es. sintomi psicotici, alterazioni dell’umore o dello stato di coscienza), collaborazione e livello di lucidità, necessità di raccogliere informazioni da familiari o documentazione clinica, uso di test psicodiagnostici e, se indicato, osservazione clinica ripetuta in più incontri per aumentare l’affidabilità dell’accertamento.

Consenso Informato Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere: Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

La valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere mira a stimare, con metodo clinico, se una persona riesce a comprendere la situazione, valutarne le conseguenze e scegliere in modo libero e coerente. I benefici attesi sono una maggiore appropriatezza e tutela delle decisioni cliniche e giuridiche, perché consente di distinguere tra scelte autonome e scelte influenzate da sintomi psichiatrici (per esempio deliri, cioè convinzioni false non correggibili, o grave disorganizzazione del pensiero). Può favorire un consenso informato più valido, l’eventuale attivazione di misure di protezione proporzionate e una migliore pianificazione della cura. La valutazione può anche individuare condizioni potenzialmente reversibili (per esempio delirium o intossicazioni) che, se trattate, possono migliorare la capacità decisionale.

Percentuali di “successo” univoche non sono generalmente disponibili, perché l’esito non è una cura ma un giudizio clinico contestualizzato. Le evidenze indicano che strumenti strutturati (es. MacCAT-T) aumentano l’affidabilità tra valutatori rispetto alla sola impressione clinica, ma permangono margini di incertezza, legati alla variabilità dei sintomi nel tempo, alle informazioni disponibili e al contesto decisionale. La capacità non è “tutto o nulla” e può variare in base alla specifica decisione.

Consenso Informato Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere: Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

Effetti collaterali comuni: ansia, disagio emotivo, vergogna o aumento transitorio dello stress durante domande su sintomi, traumi o comportamenti; affaticamento mentale, irritabilità, insonnia nelle ore successive. Incidenza non chiaramente definita.

Complicanze generali: riacutizzazione temporanea di sintomi psichiatrici (es. aumento di depressione, agitazione, sintomi psicotici) in soggetti vulnerabili; difficoltà relazionali con familiari o curanti per vissuti di giudizio o sfiducia; distress legato a eventuali decisioni clinico-legali conseguenti alla valutazione. Incidenza non chiaramente definita.

Complicanze specifiche della procedura: errore di valutazione della capacità (falso positivo o falso negativo), con possibili ricadute su consenso, trattamenti e misure di tutela; violazione o percezione di ridotta riservatezza quando sono coinvolti più professionisti o documentazione clinico-legale. Incidenza non chiaramente definita.

Rischi sistemici e pericolo per la vita (se applicabile): la procedura in sé non comporta rischi fisici diretti; raramente, emersione o aumento di ideazione suicidaria o eteroaggressiva durante l’intervista, con necessità di interventi urgenti. Frequenze variabili e non attribuibili con precisione alla sola valutazione (incidenza non chiaramente definita).

Consenso Informato Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere: Controindicazioni

Relative:

Non esistono controindicazioni assolute, ma richiedono cautela: stato di coscienza alterato (delirium, intossicazione/astinenza da alcol o droghe, sedazione), grave compromissione cognitiva acuta o fluttuante (confusione), fase psicopatologica acuta con agitazione, mania o psicosi non contenibile, rischio suicidario o eteroaggressivo che impone prima la messa in sicurezza, barriere comunicative (sordità non compensata, afasia, lingua diversa senza interprete), deficit sensoriali non corretti, contesto coercitivo o forte stress che può alterare le risposte.

Assolute:

Non esistono controindicazioni assolute universalmente riconosciute alla valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere; l’accertamento può tuttavia risultare non eseguibile in modo affidabile in presenza di incoscienza o stato comatoso, grave compromissione acuta della vigilanza (delirium) o intossicazione/astinenza severe, instabilità medica acuta che richiede trattamento urgente, impossibilità di comunicare senza adeguati supporti (barriera linguistica non mediata, afasia grave non compensata). Il paziente dichiara di aver compreso tali condizioni e di escluderne la presenza al momento della firma.

Consenso Informato Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere: Alternative disponibili

Possibili alternative:

Le alternative includono rinviare o non eseguire l’accertamento e basarsi su valutazioni cliniche non psichiatriche (medico curante, neurologo, geriatra) e su test neuropsicologici standardizzati. In alcuni casi è possibile richiedere una seconda opinione psichiatrica o una valutazione multidisciplinare. Se vi è dubbio persistente, può essere necessario un accertamento medico-legale nell’ambito delle procedure previste.

Principali differenze:

La valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere consiste in colloquio clinico, esame dello stato mentale e analisi documentale: è non invasiva, con rischi fisici nulli; possibili disagio emotivo e implicazioni medico-legali; beneficio: stima strutturata della capacità decisionale. Alternative: valutazione psicologica/neuropsicologica e test cognitivi (non invasivi, più standardizzati ma meno contestuali), consulenza neurologica/EEG (non invasivi, utili se sospetta encefalopatia), neuroimaging (minima invasività, rischi da mezzo di contrasto/radiazioni, non misura direttamente la capacità).

Conseguenze del rifiuto:

Se il paziente non si sottopone alla valutazione, può non essere possibile accertare in modo documentato la capacità di intendere e di volere (idoneità a comprendere, valutare e decidere). Ciò può comportare incertezza sulla validità del consenso o del rifiuto alle cure, difficoltà nella pianificazione di interventi appropriati e nel definire eventuali misure di tutela o decisioni sostitutive, con possibili ritardi assistenziali.

Consenso Informato Valutazione psichiatrica della capacità di intendere e di volere: Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Presentarsi puntuali, con documento d’identità e tessera sanitaria, ed eventuale documentazione clinica utile (referti, terapie in corso). Assumere i farmaci abituali salvo diversa indicazione medica e informare lo specialista su tutti i medicinali, integratori e sostanze usate. Evitare alcol e droghe nelle 24–48 ore precedenti. Riposare adeguatamente. Se presenti idee suicidarie o grave agitazione, avvisare subito i servizi sanitari.

Cosa fare dopo:

Dopo la valutazione psichiatrica non sono previsti effetti “post-operatori” perché non è una procedura chirurgica. È consigliato rimanere reperibili per eventuali approfondimenti, consegnare documentazione clinica utile e riferire con precisione farmaci assunti e sintomi. Se sono stati proposti esami o consulenze, eseguirli nei tempi indicati. In caso di peggioramento clinico o rischio per sé/altri, contattare subito i servizi di emergenza.

Cosa evitare:

Dopo la valutazione psichiatrica, se il colloquio ha causato ansia, agitazione o stanchezza, è opportuno limitare per alcune ore attività che richiedono piena attenzione (es. guida, uso di macchinari, lavori in quota). Evitare alcol e sostanze psicoattive, che possono alterare giudizio e autocontrollo. Non modificare autonomamente terapie; eventuali cambiamenti vanno concordati con lo specialista.

A cosa prestare attenzione:

Dopo la valutazione, contatti subito un professionista sanitario se compaiono o peggiorano idee suicidarie o di autolesionismo, intenzioni di fare del male ad altri, agitazione grave, ansia o panico intensi, confusione marcata o disorientamento, allucinazioni o deliri (percezioni o convinzioni non aderenti alla realtà), insonnia totale, comportamenti impulsivi o pericolosi, rifiuto di alimentarsi o bere, o uso improprio di alcol o sostanze.

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