Consenso informato alla procedura di Tomografia computerizzata a fascio conico
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Tomografia computerizzata a fascio conico? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Tomografia computerizzata a fascio conico è un Accertamento, talvolta denominato anche "TC Cone Beam" o "CBCT" o "Cone Beam Computed Tomography", che rientra nell'area specialistica di Radiodiagnostica. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "87.03 Tomografia assiale computerizzata (TAC) del capo".
Consenso Informato Tomografia computerizzata a fascio conico: Illustrazione grafica

Esame di tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT), con paziente posizionato per ottenere immagini 3D delle strutture dentali e ossee.

Le arcate dentarie: A) incisivi, B) canini, C) premolari, D) molari. La tomografia computerizzata a fascio conico fornisce immagini 3D dettagliate.

Tipologie di denti: A) incisivo, B) canino, C) premolare, D) molare. La tomografia computerizzata a fascio conico consente di analizzare ogni tipo di dente in dettaglio.
Consenso Informato Tomografia computerizzata a fascio conico: Descrizione della procedura
Cosa è:
La Tomografia Computerizzata a Fascio Conico, nota come CBCT (Cone Beam Computed Tomography), è una tecnica di imaging avanzata che utilizza un fascio di raggi X a forma conica per ottenere immagini tridimensionali dettagliate delle strutture anatomiche. Questa tecnologia è particolarmente utilizzata in ambito odontoiatrico e maxillofacciale, ma trova applicazione anche in altre specialità mediche, come l'ortopedia, l'otorinolaringoiatria e la chirurgia. La CBCT offre una visualizzazione volumetrica precisa delle ossa, dei denti e dei tessuti molli circostanti, consentendo una diagnosi accurata e un'adeguata pianificazione del trattamento.
A cosa serve:
La CBCT è utilizzata principalmente per la valutazione pre-operatoria in implantologia, consentendo lo studio accurato di spessori e volumi ossei e dei rapporti con strutture anatomiche rilevanti. È indicata nella diagnosi di patologie dentali e periapicali, quali cisti, granulomi, riassorbimenti o fratture radicolari, nonché nella pianificazione di interventi di chirurgia maxillo-facciale complessa. Può inoltre essere impiegata per lo studio delle vie aeree superiori, nell’ambito di valutazioni ortodontiche o in caso di sospetta sindrome delle apnee ostruttive del sonno, e per l’analisi di anomalie strutturali dentali o ossee, incluse malformazioni.
Che natura ha:
La CBCT è un esame diagnostico non invasivo, che utilizza una radiazione ionizzante (raggi X) per ottenere immagini dettagliate delle strutture anatomiche. Non comporta alcuna manipolazione diretta dei tessuti o intervento chirurgico. Sebbene non sia dolorosa, comporta comunque l’esposizione a una bassa dose di radiazioni, generalmente inferiore a quella di una tomografia computerizzata convenzionale, ma superiore a quella di una radiografia panoramica.
Cosa comporta:
L’indagine interessa principalmente le strutture ossee e dentali del distretto cranio-facciale. A seconda dell’area selezionata, possono essere esaminati denti, mandibola, mascella, seni paranasali e, in alcuni casi, il tratto cervicale superiore. Durante l’acquisizione, il paziente deve mantenere la posizione indicata e restare immobile, mentre il braccio dell’apparecchiatura ruota attorno alla testa per eseguire la scansione. La procedura è generalmente ben tollerata e non determina disagio fisico diretto.
Quanto dura:
Il tempo di scansione è breve e varia indicativamente tra 10 e 40 secondi, in funzione dell’area da esaminare e della risoluzione richiesta. L’intera procedura, comprensiva di preparazione e posizionamento del paziente, si conclude di norma entro 15–20 minuti. La rapidità dell’acquisizione contribuisce a ridurre il rischio di artefatti da movimento e a migliorare la qualità delle immagini ottenute.
Consenso Informato Tomografia computerizzata a fascio conico: Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
La tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT) offre vantaggi rilevanti rispetto alle metodiche radiologiche bidimensionali tradizionali, in particolare per la qualità delle immagini e l’accuratezza diagnostica nel distretto cranio-facciale. Il principale beneficio consiste nella possibilità di ottenere immagini tridimensionali dettagliate, che consentono una valutazione precisa della posizione degli elementi dentari, della quantità e qualità dell’osso disponibile e dei rapporti con strutture anatomiche critiche. Questa rappresentazione volumetrica è particolarmente utile nella pianificazione implantologica e negli interventi di chirurgia maxillo-facciale.
La CBCT permette una diagnosi più accurata di fratture, lesioni ossee, patologie periapicali e alterazioni dei seni paranasali che potrebbero non essere adeguatamente evidenziate con esami bidimensionali. In ambito odontoiatrico, la corretta pianificazione tridimensionale contribuisce in modo significativo alla prevedibilità del trattamento. Un ulteriore beneficio è rappresentato dalla riduzione del rischio chirurgico, in quanto la visualizzazione tridimensionale di strutture sensibili, come canali nervosi o cavità anatomiche, consente di pianificare l’intervento con maggiore sicurezza e precisione.
Sebbene utilizzi radiazioni ionizzanti, la CBCT comporta una dose generalmente inferiore rispetto alla tomografia computerizzata convenzionale, mantenendo al contempo un’elevata risoluzione spaziale per le strutture ossee del distretto esaminato. La metodica presenta inoltre una significativa versatilità diagnostica, trovando applicazione in implantologia, ortodonzia, chirurgia ortognatica, valutazione delle articolazioni temporo-mandibolari e in ambito otorinolaringoiatrico. La letteratura riporta percentuali di accuratezza diagnostica molto elevate, spesso superiori al 95% nei contesti di utilizzo appropriato, in particolare nella pianificazione implantare e chirurgica. L’impiego della CBCT nella fase pre-operatoria è associato a una significativa riduzione degli errori di posizionamento implantare.
Nonostante i benefici, la CBCT presenta alcuni limiti che devono essere considerati nella scelta dell’indagine più appropriata. L’esame comporta esposizione a radiazioni ionizzanti; sebbene la dose sia contenuta, è necessario applicare il principio di giustificazione, soprattutto nei pazienti giovani o nelle donne in gravidanza, e limitare eventuali ripetizioni non necessarie. La metodica è ottimizzata per lo studio delle strutture ossee e dentali, mentre la visualizzazione dei tessuti molli è limitata rispetto ad altre tecniche, come la risonanza magnetica.
Il campo di indagine è generalmente circoscritto al distretto cranio-facciale e non è indicato per l’analisi di aree corporee estese. Inoltre, la presenza di materiali metallici (otturazioni, corone, apparecchi ortodontici) può generare artefatti radiologici, con possibile riduzione della qualità diagnostica in specifiche aree. Nel complesso, i limiti della cbct non ne riducono l’utilità clinica quando l’esame è correttamente indicato, ma richiedono una valutazione individuale per selezionare la metodica più appropriata in base al quesito diagnostico.
Consenso Informato Tomografia computerizzata a fascio conico: Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
La tomografia computerizzata a fascio conico (cbct) è un esame generalmente sicuro e ben tollerato. Come tutte le procedure che impiegano radiazioni ionizzanti, comporta tuttavia un rischio potenziale, sebbene di entità contenuta. È opportuno distinguere tra effetti collaterali, possibili complicanze tecniche e rischi teorici a lungo termine.
Il principale elemento di rischio è rappresentato dall’esposizione a radiazioni ionizzanti. La dose erogata dalla CBCT è inferiore rispetto a quella di una tomografia computerizzata convenzionale, ma superiore a quella di una radiografia panoramica. L’effetto delle radiazioni è di tipo cumulativo nel tempo; pertanto, l’indicazione all’esame deve essere sempre giustificata. Il rischio teorico di sviluppare una neoplasia in seguito a una singola esposizione è considerato molto basso e stimato, sulla base di modelli epidemiologici, in una percentuale inferiore allo 0,01%. Durante l’esame, alcuni pazienti possono avvertire un lieve disagio legato alla posizione obbligata e alla necessità di restare immobili. Tale sensazione è transitoria e non comporta conseguenze cliniche.
La presenza di materiali metallici nel cavo orale, quali otturazioni, corone o apparecchi ortodontici, può determinare artefatti radiologici, con possibile riduzione della qualità delle immagini. Ciò non rappresenta un rischio per la salute, ma può limitare l’accuratezza diagnostica o, raramente, rendere necessaria un’integrazione con ulteriori indagini. Alcuni pazienti possono manifestare ansia o sensazione di claustrofobia, pur trattandosi di un’apparecchiatura generalmente aperta. Anche questa evenienza è di natura transitoria.
In casi rari, l’esposizione può coinvolgere, seppur in modo non intenzionale, strutture radiosensibili come ghiandola tiroidea, ghiandole salivari o cristallino. Per tale motivo, quando indicato, vengono adottate misure di protezione, come dispositivi schermanti. La tiroide e le ghiandole salivari sono considerate tessuti sensibili alle radiazioni; il rischio di effetti a lungo termine, quali disfunzioni o neoplasie radioindotte, è ritenuto molto basso per singolo esame, ma può aumentare in presenza di esposizioni ripetute. Nei pazienti pediatrici, la sensibilità biologica alle radiazioni è maggiore rispetto agli adulti. L’esecuzione della CBCT in età evolutiva richiede pertanto una valutazione particolarmente attenta del rapporto rischio-beneficio, pur restando il rischio assoluto per singolo esame basso.
L’esposizione a radiazioni ionizzanti può teoricamente contribuire, nel lungo periodo, allo sviluppo di tumori radioindotti, in particolare a carico di tessuti radiosensibili quali tiroide, midollo osseo e sistema linfatico. Secondo le principali organizzazioni sanitarie internazionali, il rischio associato a una singola CBCT è estremamente contenuto (inferiore allo 0,01%), ma non nullo in termini teorici, soprattutto in caso di esposizioni cumulative. Non esistono evidenze scientifiche che colleghino l’esecuzione della CBCT a un rischio diretto e immediato per la vita. Il rischio di decesso correlato alla procedura è considerato virtualmente nullo quando l’esame è appropriato e correttamente eseguito.
Nel complesso, la CBCT presenta un profilo di sicurezza elevato, con rischi principalmente legati all’esposizione radiologica e di entità molto contenuta se l’indagine è clinicamente giustificata e condotta nel rispetto dei principi di radioprotezione.
Consenso Informato Tomografia computerizzata a fascio conico: Controindicazioni
Relative:
La CBCT è un esame ampiamente utilizzato e con un profilo di sicurezza favorevole; tuttavia, prima della sua esecuzione è necessario valutare la presenza di eventuali condizioni che possano modificare il rapporto rischio/beneficio. Le controindicazioni relative comprendono situazioni in cui l’indagine può essere effettuata solo previa attenta valutazione clinica e adozione di adeguate precauzioni.
La gravidanza, in particolare nel primo trimestre, rappresenta una condizione che richiede cautela, poiché l’esposizione a radiazioni ionizzanti, sebbene a basse dosi, potrebbe comportare un rischio teorico per il feto. L’esame deve essere evitato salvo effettiva necessità clinica e assenza di alternative non ionizzanti, come ecografia o risonanza magnetica. Quando indispensabile, possono essere impiegati dispositivi schermanti per ridurre l’esposizione. In età pediatrica, la maggiore radiosensibilità dei tessuti impone una rigorosa valutazione dell’indicazione clinica, privilegiando protocolli a bassa dose e limitando il campo di esposizione all’area strettamente necessaria.
Nei pazienti con patologie tiroidee, considerata la sensibilità della ghiandola alle radiazioni, l’esecuzione dell’esame richiede particolare attenzione e, quando indicato, l’impiego di schermature protettive. La presenza di dispositivi metallici (otturazioni, impianti, apparecchi ortodontici) non costituisce di per sé una controindicazione, ma può determinare artefatti radiologici che riducono la qualità dell’immagine; l’utilità dell’esame deve quindi essere valutata in relazione all’area da studiare. Infine, nei pazienti con ansia marcata o difficoltà a mantenere l’immobilità, l’esecuzione può risultare complessa; tali condizioni possono essere gestite con adeguato supporto o, se necessario, con strategie di contenimento del disagio.
Assolute:
Le controindicazioni assolute identificano situazioni in cui l’esecuzione della CBCT non è indicata, in quanto i rischi superano i benefici o l’esame risulta non praticabile.
In caso di gravidanza accertata in assenza di indicazione clinica urgente e non differibile, l’esame non deve essere eseguito, qualora siano disponibili alternative diagnostiche non ionizzanti. L’eventuale utilizzo di mezzo di contrasto iodato, circostanza non routinaria nella pratica odontoiatrica della CBCT, è controindicato nei pazienti con allergia conclamata a tali sostanze, salvo specifici protocolli specialistici.
Nei pazienti incapaci di mantenere una postura stabile e immobile per l’intera durata della scansione, per gravi condizioni fisiche o cognitive, l’esame non risulta tecnicamente eseguibile con adeguata qualità diagnostica. In presenza di una esposizione radiologica cumulativa molto recente e significativa, la ripetizione dell’indagine deve essere evitata salvo imprescindibile necessità clinica, privilegiando metodiche alternative non ionizzanti.
In conclusione, la decisione di eseguire una CBCT richiede sempre una valutazione individualizzata. Nelle controindicazioni relative l’esame può essere effettuato adottando specifiche precauzioni; nelle controindicazioni assolute, invece, l’indagine non deve essere eseguita.
Consenso Informato Tomografia computerizzata a fascio conico: Alternative disponibili
Possibili alternative:
In relazione al quesito clinico e all’area anatomica da esaminare, possono essere considerate metodiche diagnostiche alternative alla CBCT. Tra le principali rientrano la radiografia panoramica (ortopantomografia), la tomografia computerizzata convenzionale (TC), la risonanza magnetica (RM) e, in casi selezionati, l’ecografia.
La radiografia panoramica è un esame a basso dosaggio che fornisce una rappresentazione bidimensionale delle arcate dentarie e delle strutture ossee mascellari. È ampiamente utilizzata per valutazioni generali, ma non consente un’analisi tridimensionale dettagliata né una definizione comparabile a quella della CBCT nei casi complessi. La tomografia computerizzata tradizionale (TC) permette uno studio tridimensionale più esteso, particolarmente indicato per patologie che coinvolgano aree anatomiche ampie del cranio e del collo. Tuttavia, comporta una maggiore esposizione a radiazioni ionizzanti rispetto alla CBCT ed è meno specificamente orientata allo studio fine delle strutture dento-alveolari.
La risonanza magnetica (RM) non utilizza radiazioni ionizzanti e fornisce immagini di elevata qualità dei tessuti molli, come muscoli, nervi e ghiandole. Risulta tuttavia meno indicata per la valutazione dettagliata delle strutture ossee e dentali, per le quali la CBCT offre una maggiore definizione. L’ecografia, metodica non invasiva e priva di radiazioni, può essere impiegata nello studio di specifiche condizioni dei tessuti molli, ad esempio a carico delle ghiandole salivari, ma non consente un’adeguata visualizzazione delle strutture ossee.
Principali differenze:
Le diverse metodiche si distinguono per livello di dettaglio anatomico, tipologia di strutture visualizzate ed esposizione radiologica. La CBCT rappresenta un compromesso tra elevata definizione tridimensionale del distretto cranio-facciale e dose radiologica contenuta rispetto alla TC convenzionale. La radiografia panoramica espone a una dose inferiore, ma fornisce informazioni limitate a una rappresentazione bidimensionale. La RM e l’ecografia non comportano esposizione a radiazioni, ma non risultano equivalenti per lo studio delle strutture ossee dento-alveolari.
Conseguenze del rifiuto:
La mancata esecuzione della CBCT, quando clinicamente indicata, può determinare una valutazione diagnostica incompleta, con limitazione nella pianificazione terapeutica. In ambito chirurgico o implantologico, l’assenza di informazioni tridimensionali può aumentare il rischio di imprecisioni procedurali, quali il posizionamento non ottimale di impianti o il coinvolgimento di strutture anatomiche sensibili.
Il rifiuto dell’esame può inoltre comportare un ritardo nell’avvio del trattamento o una minore accuratezza nella definizione del percorso terapeutico, con possibile evoluzione della patologia non adeguatamente indagata. La scelta della metodica più appropriata deve essere effettuata sulla base delle esigenze cliniche individuali, nel rispetto dei principi di appropriatezza, proporzionalità e giustificazione dell’esposizione radiologica.
Consenso Informato Tomografia computerizzata a fascio conico: Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
La CBCT è un esame generalmente semplice e non richiede preparazioni complesse. Per garantire la qualità delle immagini e la sicurezza della procedura, è tuttavia necessario seguire alcune indicazioni.
Prima dell’esame è opportuno rimuovere oggetti metallici presenti nella regione della testa e del collo, quali occhiali, orecchini, piercing, protesi dentarie mobili, apparecchi ortodontici rimovibili o accessori per capelli, al fine di evitare artefatti che possano interferire con l’accuratezza diagnostica. È fondamentale informare il medico o il tecnico radiologo in caso di gravidanza accertata o sospetta, di presenza di dispositivi medici impiantati o di patologie tiroidee.
Non è richiesto il digiuno e i farmaci abitualmente prescritti possono essere assunti regolarmente, salvo diversa indicazione medica. Qualora, in casi particolari, sia previsto l’impiego di mezzo di contrasto iodato (eventualità non routinaria nella pratica odontoiatrica della CBCT), il paziente deve segnalare eventuali allergie note o precedenti reazioni avverse.
Cosa fare dopo:
La CBCT non comporta un decorso post-procedurale specifico. Il paziente può riprendere immediatamente le normali attività quotidiane, compresa l’alimentazione e l’assunzione dei farmaci abituali. Nel caso eccezionale in cui sia stato utilizzato un mezzo di contrasto, è opportuno monitorare nelle ore successive l’eventuale comparsa di sintomi quali prurito, rash cutaneo, nausea o difficoltà respiratorie e informare tempestivamente il medico in presenza di segni sospetti. È consigliabile confrontarsi con il professionista sanitario per ricevere chiarimenti sugli esiti dell’esame e definire eventuali ulteriori approfondimenti diagnostici o terapeutici.
Cosa evitare:
In assenza di somministrazione di mezzo di contrasto, non sono previste restrizioni particolari. Se è stato impiegato contrasto iodato, può essere prudente evitare sforzi fisici intensi nelle 24 ore successive e limitare l’assunzione di alcolici, al fine di favorire l’eliminazione della sostanza dall’organismo. Per ridurre l’esposizione radiologica cumulativa, non è generalmente indicato sottoporsi a ulteriori esami radiologici nello stesso distretto anatomico in tempi ravvicinati, salvo specifica necessità clinica.
A cosa prestare attenzione:
Eventuali reazioni allergiche successive alla somministrazione di mezzo di contrasto, quali gonfiore del volto o della gola, orticaria diffusa o difficoltà respiratorie, richiedono immediata valutazione medica. La comparsa di dolore persistente nella regione cervicale o nell’area esaminata, non presente prima dell’esame, deve essere segnalata al medico. In casi eccezionali, sintomi come vertigini intense, cefalea importante o disturbi visivi, qualora correlabili all’uso di mezzo di contrasto, richiedono controllo sanitario. Qualora, dopo l’esame, emerga un sospetto di gravidanza, è necessario informare il medico per le opportune valutazioni. Nel complesso, la CBCT è un’indagine con decorso regolare e priva di particolari limitazioni post-procedurali quando correttamente indicata ed eseguita.
Informazioni specifiche in conformità al d.lgs. 31 luglio 2020, n. 101
(Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti)
Giustificazione: L'esame radiologico proposto è stato valutato attentamente dal suo odontoiatra, che ha considerato i potenziali rischi connessi all'esposizione alle radiazioni ionizzanti. Tale esame è ritenuto indispensabile per ottenere informazioni importanti per la pianificazione e l'attuazione del trattamento specifico per il suo caso. Il rapporto tra i rischi e i benefici è stato giudicato sufficientemente basso da giustificare la sua esecuzione.
Ottimizzazione: Le metodologie e tecnologie radiografiche utilizzate presso il nostro studio sono state selezionate per garantire il massimo beneficio clinico, riducendo al minimo l'esposizione del paziente alle radiazioni. In particolare, l'utilizzo di tecnologie digitali avanzate consente di ottimizzare l'esame, adattandolo alle caratteristiche individuali del paziente, come l'età e la dimensione corporea. L'odontoiatra responsabile valuta attentamente i parametri tecnici dell'esame, come la tensione, la corrente, la risoluzione e i tempi di esposizione, selezionando i valori più bassi compatibili con le necessità diagnostiche. Questa pratica viene rivalutata annualmente per garantire costantemente standard elevati di sicurezza e efficacia.
Complementarietà dell'esame radiodiagnostico nell'ambito dell'attività professionale odontoiatrica: L'esecuzione dell'esame radiologico è strettamente integrata con la pratica odontoiatrica, sia per la diagnosi preliminare sia durante e dopo le procedure terapeutiche. Questo esame è eseguito contestualmente alle prestazioni odontoiatriche e risulta indispensabile per garantire un'adeguata assistenza clinica. A queste condizioni, la normativa vigente in Italia non richiede la presenza di uno specialista in radiologia.
Controlli periodici della qualità: Per garantire la sicurezza e l'efficacia delle procedure radiologiche, le apparecchiature utilizzate nel nostro studio sono soggette a controlli di qualità annuali. Questi controlli comprendono la valutazione della dose di radiazioni somministrata e della qualità delle immagini prodotte, assicurando che gli standard siano costantemente rispettati.
Formazione del personale: Il personale clinico responsabile dell'esecuzione degli esami radiologici è sottoposto a una formazione periodica in materia di radioprotezione, in linea con i piani di formazione regionali. Questa formazione assicura che il personale sia aggiornato sui rischi e benefici delle tecniche radiologiche utilizzate e sia consapevole delle alternative esistenti.
Archiviazione dell'esame: Le immagini radiografiche digitali sono archiviate presso il nostro studio per un periodo di almeno 10 anni, come previsto dalla normativa. Questa archiviazione consente di evitare la necessità di ripetere esami futuri non giustificati. Su richiesta del paziente, gli verrà consegnata una copia completa delle immagini.
Refertazione: Qualora l'odontoiatra lo ritenga necessario o su richiesta del paziente per motivi personali o medico-legali, i dati dell'esame radiologico possono essere trasmessi in forma anonimizzata a un medico specialista in radiologia. Questo specialista, dopo aver visionato i dati, provvederà a redigere un referto sulle immagini ricevute.
Consenso informato: Una copia del presente modulo di consenso informato verrà rilasciata al paziente e sarà archiviata presso lo studio per un periodo di almeno 10 anni, come previsto dalla normativa vigente.