Consenso informato alla procedura di Tiroidectomia
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Tiroidectomia? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Tiroidectomia è un Trattamento, talvolta denominato anche "Asportazione della tiroide" o "Rimozione ghiandola tiroidea", che rientra nell'area specialistica di Chirurgia generale. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "06.4 Tiroidectomia completa".
Consenso Informato Tiroidectomia: Descrizione della procedura
Cosa è:
La tiroidectomia è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione parziale o totale della ghiandola tiroide, situata alla base del collo. Si esegue in genere in anestesia generale. Il chirurgo pratica un’incisione nella parte anteriore del collo, identifica e protegge strutture delicate come i nervi laringei ricorrenti (nervi che controllano il movimento delle corde vocali) e le ghiandole paratiroidi (piccole ghiandole che regolano il calcio nel sangue), quindi asporta il lobo tiroideo interessato o l’intera tiroide. Al termine controlla l’emostasi (arresto del sanguinamento) e chiude la ferita con sutura; talvolta viene posizionato un drenaggio temporaneo. In alcuni casi l’intervento può essere eseguito con tecniche mini-invasive o video-assistite.
A cosa serve:
La tiroidectomia è l’intervento chirurgico di asportazione parziale o totale della tiroide, indicato quando è necessario trattare patologie tiroidee non controllabili con terapie conservative. Le finalità principali sono rimuovere tessuto tiroideo patologico e ottenere la guarigione o il controllo di tumori della tiroide, riducendo il rischio di recidiva (ricomparsa). In caso di gozzo (aumento di volume della tiroide) o noduli benigni, mira a risolvere sintomi compressivi come difficoltà a deglutire o respirare. Nell’ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni) l’obiettivo è normalizzare la funzione ormonale e prevenire complicanze.
Che natura ha:
La tiroidectomia è un intervento di chirurgia maggiore invasiva che prevede l’asportazione parziale o totale della tiroide, una ghiandola del collo. È una procedura manuale/strumentale eseguita in anestesia generale, quindi non farmacologica come terapia, anche se utilizza farmaci anestetici e antidolorifici. È una procedura demolitiva (ablativa) perché rimuove tessuto. Durante l’intervento non si avverte dolore; nel post-operatorio può comparire dolore cervicale generalmente controllabile con analgesici. Comporta un’incisione cutanea e manipolazione di strutture vicine (nervi e paratiroidi).
Cosa comporta:
La tiroidectomia interessa principalmente il collo anteriore, sede della ghiandola tiroide, con incisione cutanea e coinvolgimento di cute, sottocute e muscoli superficiali del collo in misura necessaria all’accesso chirurgico. Sono in stretta vicinanza e quindi potenzialmente coinvolti, di solito in modo limitato ma clinicamente rilevante, la laringe e la trachea (vie aeree), l’esofago (deglutizione), i nervi laringei (controllo della voce), i vasi del collo (sanguinamento) e le ghiandole paratiroidi (regolazione del calcio nel sangue). È prevista una cicatrice cervicale.
Quanto dura:
La tiroidectomia ha una durata mediamente compresa tra 60 e 180 minuti, calcolata dall’inizio dell’intervento chirurgico alla fine della sutura. I tempi possono variare in base a estensione dell’asportazione (parziale o totale), dimensioni della tiroide e presenza di gozzo voluminoso, tiroidite (infiammazione che rende i tessuti più difficili da separare), pregressa chirurgia o radioterapia del collo, e necessità di svuotamento linfonodale (rimozione di linfonodi) in caso di sospetto o conferma di tumore. Anche difficoltà anatomiche e sanguinamento possono prolungare la procedura.
Consenso Informato Tiroidectomia: Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
La tiroidectomia è l’intervento chirurgico di asportazione totale o parziale della tiroide. I benefici attesi dipendono dall’indicazione clinica. Nei noduli tiroidei con sospetto o certezza di tumore, l’obiettivo principale è la rimozione completa della malattia e una corretta stadiazione (valutazione dell’estensione), riducendo il rischio di persistenza o recidiva locale. Nei carcinomi differenziati della tiroide (papillare e follicolare), se la malattia è confinata alla tiroide e trattata in modo appropriato, la sopravvivenza specifica a 10 anni è generalmente superiore al 90–95%, con percentuali ancora più elevate negli stadi iniziali.
Nel gozzo (aumento di volume della tiroide) e nei noduli benigni, la procedura mira a ottenere la risoluzione dei sintomi compressivi (difficoltà respiratoria o a deglutire, sensazione di “costrizione” al collo) e un miglioramento estetico; dopo intervento adeguato, questi sintomi migliorano nella grande maggioranza dei pazienti, pur con variabilità legata a dimensioni e durata del gozzo. Nell’ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni tiroidei), la tiroidectomia consente un controllo rapido e definitivo dell’eccesso ormonale, con tassi di risoluzione molto elevati.
I limiti principali sono che il risultato dipende dal tipo di malattia e dalla sua estensione; inoltre, dopo tiroidectomia totale è prevedibile ipotiroidismo (ridotta produzione di ormoni tiroidei) che richiede terapia sostitutiva con levotiroxina. In alcuni tumori avanzati possono essere necessari trattamenti aggiuntivi e il rischio di recidiva non può essere azzerato.
Consenso Informato Tiroidectomia: Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
Effetti collaterali comuni: dopo tiroidectomia è frequente dolore e fastidio al collo, con possibile irradiamento alla mandibola o alle spalle, generalmente controllabile con analgesici. Sono comuni nausea e vomito post-operatori (spesso 10–30%, in base ad anestesia e fattori individuali). Possono comparire raucedine o alterazioni transitorie della voce per irritazione o edema (gonfiore) delle strutture laringee, spesso temporanee. Sono possibili gonfiore locale, ecchimosi e cicatrice con esiti estetici variabili; più raramente cicatrice ipertrofica o cheloide.
Complicanze generali: includono sanguinamento e infezione della ferita (in genere <1–2%), sieroma (raccolta di liquido), ematoma (raccolta di sangue), ritardo di guarigione, febbre, e trombosi venosa profonda ed embolia polmonare (complessivamente rare, spesso <1% in chirurgia elettiva, ma dipendono da rischio individuale e profilassi). Sono possibili eventi avversi legati all’anestesia generale, come reazioni farmacologiche o broncospasmo.
Complicanze specifiche della procedura: la più rilevante è l’ipoparatiroidismo (ridotta funzione delle paratiroidi, ghiandole che regolano il calcio), che causa ipocalcemia (calcio basso) con formicolii, crampi o spasmi. L’ipocalcemia transitoria è relativamente comune (circa 10–30% dopo tiroidectomia totale), mentre l’ipoparatiroidismo permanente è meno frequente (circa 1–3%). Un rischio specifico è la lesione del nervo laringeo ricorrente (controlla una corda vocale): la paralisi transitoria può avvenire in circa 1–5%, quella permanente in circa 0,3–1%, con disfonia (voce debole/rauca) e, raramente, difficoltà respiratoria. Più rara è la lesione del ramo esterno del nervo laringeo superiore, con difficoltà a raggiungere toni acuti e affaticamento vocale (variabile, spesso <1–2%). Un evento temibile è l’ematoma cervicale compressivo (circa 0,3–2%), che può comprimere la trachea e richiede trattamento urgente. Dopo tiroidectomia totale è attesa la necessità di terapia sostitutiva con levotiroxina; un dosaggio non adeguato può causare sintomi di ipotiroidismo o ipertiroidismo.
Rischi sistemici e pericolo per la vita: sono rari ma includono insufficienza respiratoria acuta da compressione/edema delle vie aeree, sanguinamento massivo, reazioni anafilattiche (allergiche gravi) e, eccezionalmente, decesso. La probabilità complessiva di eventi letali in tiroidectomia elettiva è molto bassa (nell’ordine di <0,1%).
Consenso Informato Tiroidectomia: Controindicazioni
Relative:
Le principali controindicazioni relative (cioè condizioni che non escludono in assoluto l’intervento ma richiedono valutazione specialistica e misure dedicate) alla tiroidectomia includono gravi comorbilità cardiopolmonari (scompenso cardiaco, coronaropatia instabile, broncopneumopatia severa) che aumentano il rischio anestesiologico; alterazioni della coagulazione o terapia anticoagulante/antiaggregante (farmaci che riducono la coagulazione), che richiedono pianificazione di sospensione/bridging e correzione dei parametri; ipertiroidismo non controllato (eccesso di ormoni tiroidei), per il rischio di crisi tireotossica, che impone stabilizzazione preoperatoria; infezioni acute o stato settico; gravidanza, in cui l’indicazione e il timing vanno individualizzati; precedenti interventi o radioterapia cervicale, che aumentano complessità e rischio di lesione del nervo laringeo ricorrente (nervo che muove le corde vocali) e delle paratiroidi; difficoltà delle vie aeree o gozzo compressivo, che richiedono strategie di intubazione e monitoraggio. Incapacità di garantire follow-up e aderenza alle terapie sostitutive dopo tiroidectomia totale richiede particolare cautela.
Assolute:
Le principali controindicazioni assolute alla tiroidectomia (asportazione chirurgica totale o parziale della tiroide) sono condizioni che rendono l’intervento non eseguibile in sicurezza. In particolare: rifiuto o mancato consenso informato del paziente; instabilità clinica grave non correggibile, come shock o insufficienza cardiaca o respiratoria acuta (incapacità del cuore o dei polmoni di garantire un’adeguata ossigenazione e perfusione); alterazioni maggiori della coagulazione non correggibili (ad esempio coagulopatie o piastrinopenia severa, cioè ridotta capacità di formare coaguli con alto rischio di emorragia); infezione sistemica grave non controllata (sepsi), che aumenta in modo marcato il rischio di complicanze; tireotossicosi non controllata (eccesso di ormoni tiroidei con rischio di crisi tireotossica durante l’anestesia e l’intervento); impossibilità assoluta a praticare anestesia generale o a garantire una via aerea sicura, quando non esistono alternative tecniche praticabili.
Il paziente conferma di aver compreso tali condizioni e dichiara di escluderne la presenza al momento della firma.
Consenso Informato Tiroidectomia: Alternative disponibili
Possibili alternative:
Le principali alternative alla tiroidectomia dipendono dalla patologia. In alcuni casi è possibile l’osservazione clinica con controlli periodici (visite, ecografia e ormoni tiroidei). Per l’ipertiroidismo possono essere utilizzati farmaci antitiroidei (riduzione della produzione di ormoni) oppure terapia radiometabolica con iodio-131 (radioiodio), che riduce la funzione della ghiandola. In presenza di noduli selezionati si possono considerare procedure mini-invasive ecoguidate (ablazione con radiofrequenza o laser) per ridurre volume e sintomi. In situazioni appropriate può essere indicata lobectomia (asportazione di un solo lobo) invece dell’asportazione totale.
Principali differenze:
La tiroidectomia consiste nell’asportazione totale o parziale della tiroide; offre rimozione definitiva della patologia e possibilità di diagnosi istologica, ma comporta rischio di sanguinamento, infezione, lesione del nervo laringeo ricorrente (alterazioni della voce), ipocalcemia da danno alle paratiroidi e possibile necessità di terapia ormonale sostitutiva. Le alternative includono sorveglianza attiva o terapia farmacologica, meno invasive ma con minore controllo definitivo. Lo iodio radioattivo e l’ablazione percutanea (radiofrequenza/laser/etanolo) sono meno invasivi, con recupero più rapido, ma non sempre indicati, talvolta richiedono più sedute e possono avere recidive.
Conseguenze del rifiuto:
La mancata esecuzione della tiroidectomia (asportazione chirurgica totale o parziale della tiroide) può comportare progressione della malattia di base, in particolare aumento di volume del gozzo (ingrossamento della tiroide) con possibile compressione di trachea ed esofago, causando difficoltà respiratoria e/o nella deglutizione. In caso di noduli con sospetto o diagnosi di tumore, il rinvio può determinare crescita della neoplasia e diffusione ai linfonodi o ad altri organi, con possibile peggioramento della prognosi e necessità di trattamenti più complessi. Nelle forme di ipertiroidismo, può persistere scompenso metabolico e aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari.
Consenso Informato Tiroidectomia: Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
Nei giorni precedenti esegua gli esami richiesti e comunichi al chirurgo tutti i farmaci, integratori e allergie. Alcuni medicinali che aumentano il rischio di sanguinamento (anticoagulanti e antiaggreganti) possono richiedere sospensione o sostituzione secondo indicazione medica; non modifichi terapie autonomamente. Informi se è in gravidanza o se ha febbre, tosse o infezioni recenti. Il giorno dell’intervento rispetti il digiuno (di norma niente cibi solidi da 6–8 ore; liquidi chiari fino a 2 ore, se autorizzato). Rimuova trucco, smalto, gioielli e piercing; porti documentazione clinica e segua le indicazioni su terapia tiroidea e iodio.
Cosa fare dopo:
Dopo tiroidectomia è normale avvertire dolore o tensione al collo, raucedine transitoria (alterazione della voce) e lieve gonfiore; la guarigione della ferita richiede in genere 1–2 settimane. Mantenga la medicazione pulita e asciutta, segua le indicazioni su doccia e rimozione dei punti, ed eviti sforzi, sollevamento pesi e iperestensione del collo per alcuni giorni. Assuma i farmaci prescritti, inclusa levotiroxina (ormone tiroideo sostitutivo) se indicata, e rispetti i controlli e gli esami. Contatti subito il medico per difficoltà respiratoria, sanguinamento, febbre alta, dolore crescente, o formicolii/crampi (possibile ipocalcemia).
Cosa evitare:
Dopo tiroidectomia è opportuno limitare sforzi fisici e sollevamento di pesi per circa 1–2 settimane o secondo indicazione chirurgica, evitando attività sportive e lavori che aumentino la pressione sul collo. Evitare movimenti bruschi del collo e posture prolungate che causino dolore. Non bagnare né strofinare la ferita finché non autorizzato; evitare piscine, mare e sauna fino a completa chiusura della cute. Evitare fumo e alcol, che possono rallentare la guarigione. Non guidare finché persistono dolore importante o uso di analgesici che riducono vigilanza. In caso di disfonia (voce rauca), ridurre sforzo vocale.
A cosa prestare attenzione:
Dopo tiroidectomia, contatti subito un professionista sanitario se compaiono difficoltà respiratoria, sensazione di costrizione al collo, gonfiore rapido o sanguinamento dalla ferita, dolore che aumenta improvvisamente, o cambiamento della voce (raucedine marcata) con difficoltà a parlare o deglutire. È importante segnalare anche febbre o arrossamento, calore, secrezione o cattivo odore dalla ferita, possibili segni di infezione. Richieda valutazione urgente in caso di formicolii a labbra o dita, crampi o spasmi muscolari, possibili segni di ipocalcemia (basso calcio nel sangue).