Consenso informato alla procedura di Terapia elettroconvulsivante (TEC)

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Terapia elettroconvulsivante (TEC)? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Terapia elettroconvulsivante (TEC) è un Trattamento, talvolta denominato anche "Elettroconvulsoterapia (ECT)", che rientra nell'area specialistica di Psichiatria. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "94.27 Altra terapia con elettroshock".

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Consenso Informato Terapia elettroconvulsivante (TEC): Descrizione della procedura

Cosa è:

La terapia elettroconvulsivante (TEC) è un trattamento psichiatrico che usa una breve stimolazione elettrica del cervello, effettuata in ambiente ospedaliero, per indurre una crisi convulsiva controllata, con finalità terapeutiche. Si svolge con anestesia generale (farmaci che fanno dormire) e rilassante muscolare (riduce i movimenti), con monitoraggio di cuore e respirazione. Elettrodi applicati sul cuoio capelluto erogano impulsi per pochi secondi; la seduta dura pochi minuti e segue un periodo di osservazione fino al risveglio.

A cosa serve:

La terapia elettroconvulsivante (TEC) è una procedura terapeutica in cui, in ambiente protetto e con anestesia, si induce una breve crisi convulsiva controllata mediante stimoli elettrici. Serve a ottenere un rapido miglioramento di disturbi psichiatrici gravi quando altri trattamenti non sono efficaci o non sono utilizzabili. La finalità principale è ridurre in modo significativo e tempestivo sintomi potenzialmente pericolosi o gravemente invalidanti, come depressione maggiore resistente, catatonia (marcato blocco psicomotorio) o mania grave, con l’obiettivo clinico di stabilizzare il quadro e ridurre il rischio di complicanze.

Che natura ha:

La terapia elettroconvulsivante (TEC) è un trattamento psichiatrico eseguito in ambiente ospedaliero in cui si applica uno stimolo elettrico controllato al capo, tramite elettrodi cutanei, per indurre una crisi convulsiva breve e terapeutica. È una procedura non distruttiva (non rimuove né “brucia” tessuti) e non farmacologica come meccanismo principale, ma richiede farmaci per anestesia generale e rilassamento muscolare. È minimamente invasiva (non prevede incisioni né strumenti nel corpo) e, durante la seduta, è non dolorosa per effetto dell’anestesia.

Cosa comporta:

La terapia elettroconvulsivante (TEC) prevede la somministrazione di uno stimolo elettrico controllato tramite elettrodi applicati sullo scalpo, a livello del capo, per indurre una breve crisi convulsiva terapeutica a carico del cervello. La procedura si svolge in ambiente ospedaliero con anestesia generale e rilassante muscolare, con monitoraggio di cuore (elettrocardiogramma), ossigenazione e pressione. Sono coinvolti in misura rilevante il sistema nervoso centrale e l’apparato cardiovascolare; in misura minore i muscoli e le vie respiratorie, per ventilazione assistita e protezione del morso.

Quanto dura:

La seduta di terapia elettroconvulsivante (tec) dura in media 10–20 minuti per la procedura in sé (preparazione immediata, anestesia e stimolo elettrico); la crisi convulsiva terapeutica dura generalmente 20–60 secondi. Il tempo complessivo in area dedicata, includendo monitoraggio e risveglio, è di solito 30–60 minuti (talvolta più). La durata può variare in base a condizioni cliniche, risposta all’anestesia, difficoltà di accesso venoso, necessità di stabilizzare parametri vitali o di modificare il dosaggio dello stimolo.

Consenso Informato Terapia elettroconvulsivante (TEC): Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

La terapia elettroconvulsivante (TEC) è un trattamento eseguito in anestesia generale che induce in modo controllato una crisi convulsiva terapeutica. Il principale beneficio atteso è una riduzione rapida e clinicamente significativa dei sintomi in disturbi gravi e potenzialmente a rischio, soprattutto nella depressione maggiore severa (anche con ideazione suicidaria), nella catatonia e in alcuni casi di mania o psicosi resistenti. Nella depressione maggiore, revisioni sistematiche e linee guida riportano tassi di risposta (miglioramento importante) in genere intorno al 60–80% e tassi di remissione (scomparsa o quasi dei sintomi) spesso nell’ordine del 50–60%, con variabilità in base a gravità, durata dell’episodio e resistenza ai farmaci. Nella catatonia la risposta è frequentemente elevata, spesso riportata come >80% in serie cliniche e revisioni, pur con qualità dell’evidenza variabile.

Un limite rilevante è che il beneficio può non mantenersi senza terapia di continuazione o mantenimento (farmaci, psicoterapia e/o TEC di mantenimento), con rischio di ricaduta nei mesi successivi. I risultati possono inoltre essere meno prevedibili nelle forme molto croniche o con comorbilità importanti. Fonti: Cochrane Library; linee guida internazionali (es. APA, NICE); MSD Manual.

Consenso Informato Terapia elettroconvulsivante (TEC): Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

Effetti collaterali comuni: cefalea, nausea, dolori muscolari e stanchezza nelle ore successive (frequenti; incidenza variabile). Confusione post-trattamento e disorientamento transitori (comuni). Disturbi di memoria: amnesia anterograda (difficoltà a fissare nuovi ricordi) di solito temporanea; amnesia retrograda (dimenticanza di eventi passati, soprattutto vicino al periodo della TEC) possibile e talora più persistente; incidenza e durata variabili.

Complicanze generali: eventi legati all’anestesia e alla ventilazione, come aspirazione, broncospasmo, reazioni ai farmaci, problemi alle vie aeree; incidenza non chiaramente definita e dipendente dal rischio individuale.

Complicanze specifiche della procedura: aritmie (alterazioni del ritmo cardiaco) e variazioni pressorie durante la crisi indotta, di solito transitorie; crisi prolungata o stato epilettico (raro; incidenza non chiaramente definita); traumi dentali/lingua o dolori mandibolari nonostante protezioni (rari).

Rischi sistemici e pericolo per la vita: mortalità molto rara, stimata circa 2–4 per 100.000 trattamenti (principalmente per complicanze cardiovascolari o anestesiologiche); eventi cardiovascolari gravi (rari; rischio aumentato in cardiopatie).

Consenso Informato Terapia elettroconvulsivante (TEC): Controindicazioni

Relative:

La TEC richiede cautela in caso di aumentato rischio di ipertensione endocranica (es. massa intracranica, recente emorragia), aneurismi o malformazioni vascolari e cardiopatie instabili (es. recente infarto, scompenso grave, aritmie non controllate, stenosi aortica severa), ipertensione arteriosa non controllata, disturbi cerebrovascolari recenti (ictus/TIA), glaucoma o patologie oculari a rischio, gravidanza (valutazione anestesiologica/ostetrica), fragilità vertebrale/osteoporosi severa, e condizioni che aumentano il rischio anestesiologico (difficile via aerea, apnea ostruttiva del sonno).

Assolute:

Le principali controindicazioni assolute alla terapia elettroconvulsivante (tec) sono aumento della pressione intracranica per massa cerebrale o idrocefalo non trattato, aneurisma intracranico non stabilizzato o recente emorragia cerebrale, infarto miocardico recente o angina instabile, scompenso cardiaco grave non controllato o aritmie ventricolari instabili, feocromocitoma non trattato (tumore che può causare crisi ipertensive). Il paziente dichiara di aver compreso tali condizioni e dichiara di escluderne la presenza al momento della firma.

Consenso Informato Terapia elettroconvulsivante (TEC): Alternative disponibili

Possibili alternative:

Le alternative alla TEC dipendono dalla diagnosi e dalla gravità. Possono includere ottimizzazione della terapia farmacologica (antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici) ed eventuale potenziamento con altri farmaci; psicoterapia strutturata; stimolazione magnetica transcranica ripetitiva e, in casi selezionati, stimolazione del nervo vago o stimolazione cerebrale profonda; ricovero e trattamento intensivo per gestione del rischio e supporto.

Principali differenze:

La tec è una procedura in anestesia generale, con stimolazione elettrica per indurre una crisi controllata; è tra i trattamenti più rapidi ed efficaci per depressione grave resistente, catatonia e alcune psicosi, ma comporta rischi di anestesia e disturbi cognitivi transitori (soprattutto memoria). Alternative: farmaci (meno invasivi, più lenti, effetti avversi sistemici), psicoterapia (non invasiva, efficacia variabile), rtms e ketamina/esketamina (meno invasive, risposta spesso meno robusta/duratura).

Conseguenze del rifiuto:

La mancata esecuzione della TEC può comportare mancato o ridotto miglioramento dei sintomi in condizioni per cui è indicata (per esempio depressione grave, catatonia, mania o psicosi resistenti), con possibile peggioramento clinico e maggiore rischio di ricadute e ricoveri. Nei quadri gravi può aumentare il rischio di suicidio, malnutrizione/disidratazione o altre complicanze legate all’immobilità e alla scarsa cura di sé. Possono essere necessari trattamenti alternativi meno efficaci o più lenti.

Consenso Informato Terapia elettroconvulsivante (TEC): Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Prima della TEC segua le indicazioni del team: esegua gli esami richiesti e comunichi tutte le terapie, allergie, pacemaker/defibrillatore, gravidanza o patologie cardiache/respiratorie. Rispetti il digiuno (di norma 6–8 ore per cibi/latte; 2 ore per liquidi chiari) e assuma solo i farmaci autorizzati. Eviti alcol e droghe. Il giorno della seduta non guidi e si presenti con accompagnatore.

Cosa fare dopo:

Dopo TEC è previsto un breve monitoraggio fino a completa vigilanza. Nelle prime ore possono comparire sonnolenza, cefalea, nausea, dolori muscolari e confusione transitoria; più raramente disturbi di memoria (soprattutto recenti), di solito reversibili. Per 24 ore evitare guidare, usare macchinari, alcol e decisioni importanti; farsi accompagnare e riposare. Contattare subito i sanitari per dolore toracico, dispnea, convulsioni, febbre o sintomi neurologici persistenti.

Cosa evitare:

Dopo TEC evitare per almeno 24 ore guidare, usare macchinari, svolgere attività a rischio di caduta o che richiedono piena attenzione (es. firmare decisioni importanti). Limitare alcol e sedativi non prescritti. Evitare di rimanere soli fino a completo recupero; è consigliata supervisione di un adulto. Riprendere lavoro e attività fisica intensa solo secondo indicazione clinica, per possibili sonnolenza e confusione transitorie.

A cosa prestare attenzione:

Dopo TEC contattare subito un medico se compaiono difficoltà respiratoria, dolore toracico, svenimento, confusione grave o che peggiora, agitazione marcata, debolezza o difficoltà a parlare/vedere (possibile deficit neurologico), convulsioni prolungate, cefalea intensa, febbre, rigidità muscolare, vomito persistente, palpitazioni, o sanguinamento, dolore importante o gonfiore in sede di accesso venoso.

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