Consenso informato alla procedura di Stimolazione magnetica transcranica (SMT)

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Stimolazione magnetica transcranica (SMT)? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Stimolazione magnetica transcranica (SMT) è un Trattamento, talvolta denominato anche "Transcranial magnetic stimulation (TMS)" o "Terapia di neuromodulazione non invasiva", che rientra nell'area specialistica di Psichiatria. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "94.29 Altra somatoterapia psichiatrica".

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Consenso Informato Stimolazione magnetica transcranica (SMT): Descrizione della procedura

Cosa è:

La stimolazione magnetica transcranica (SMT) è un trattamento non invasivo usato in psichiatria, soprattutto per la depressione. Consiste nell’appoggiare una bobina sul cuoio capelluto che genera brevi impulsi magnetici; questi inducono correnti elettriche molto deboli nelle aree cerebrali coinvolte nella regolazione dell’umore, per modulare l’attività dei neuroni. La seduta si svolge da svegli, senza anestesia: si resta seduti, si definisce il punto di stimolazione e si applicano serie di impulsi per alcuni minuti. Sono previste più sedute.

A cosa serve:

La stimolazione magnetica transcranica (SMT) è una procedura non invasiva che utilizza impulsi di campo magnetico applicati al cuoio capelluto per modulare l’attività di specifiche aree cerebrali coinvolte nella regolazione dell’umore e di altri sintomi psichiatrici. La finalità principale è ottenere un effetto terapeutico tramite la modulazione dell’eccitabilità neuronale (cioè la facilità con cui i neuroni si attivano e comunicano). L’obiettivo clinico è la riduzione dei sintomi, in particolare nella depressione maggiore quando i trattamenti standard sono inefficaci o non tollerati.

Che natura ha:

La stimolazione magnetica transcranica (SMT) è una procedura non farmacologica e non distruttiva che utilizza un campo magnetico generato da una bobina appoggiata sul cuoio capelluto per indurre correnti elettriche molto brevi nella corteccia cerebrale, modulando l’attività neuronale. È non invasiva (non richiede incisioni né anestesia) e non manuale nel senso chirurgico, ma eseguita con un dispositivo medicale. In genere è ben tollerata: può causare fastidio o dolore lieve al sito di stimolazione e cefalea transitoria.

Cosa comporta:

La stimolazione magnetica transcranica (SMT) è un trattamento non invasivo in cui una bobina appoggiata sullo scalpo genera brevi impulsi di campo magnetico, che attraversano cute e osso cranico senza incisioni e inducono correnti elettriche nella corteccia cerebrale (aree superficiali del cervello) per modulare l’attività neuronale. La procedura coinvolge quindi principalmente testa e cervello; il resto del corpo non è direttamente trattato. Durante le sedute si resta svegli; possono comparire fastidio locale e cefalea transitori. Raramente può verificarsi crisi epilettica.

Quanto dura:

La seduta di stimolazione magnetica transcranica (SMT) dura in genere circa 20–40 minuti; alcune modalità (ad esempio protocolli “theta burst”, cioè stimolazioni a raffiche) possono richiedere circa 3–10 minuti di stimolazione effettiva, con tempi complessivi spesso inferiori. La durata può variare in base a protocollo utilizzato (frequenza, numero di impulsi, sede di stimolazione), necessità di determinare o ricalibrare la soglia motoria (intensità minima efficace individuale), tollerabilità clinica (dolore, ansia, effetti collaterali) e numero di aree trattate.

Consenso Informato Stimolazione magnetica transcranica (SMT): Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

La stimolazione magnetica transcranica (SMT) è una procedura non invasiva che usa impulsi magnetici per modulare l’attività di specifiche aree cerebrali. In psichiatria è impiegata soprattutto nel disturbo depressivo maggiore resistente ai farmaci, con l’obiettivo di ridurre i sintomi depressivi, migliorare il funzionamento quotidiano e, in alcuni casi, favorire la ripresa delle attività sociali e lavorative. Nelle metanalisi e nelle revisioni sistematiche su SMT ripetitiva (rTMS) nella depressione resistente, la risposta clinica (riduzione significativa dei sintomi) è riportata in media in circa il 25–35% dei trattati e la remissione (sintomi minimi o assenti) in circa il 15–25%, con variabilità tra protocolli e caratteristiche dei pazienti. I benefici possono includere anche la possibilità di ridurre l’uso di alcuni farmaci, quando clinicamente appropriato.

I risultati non sono garantiti: l’efficacia dipende da sede e intensità della stimolazione, numero di sedute, gravità e durata della malattia e comorbilità. Un limite importante è che il miglioramento può essere parziale o temporaneo; in alcuni casi sono necessari cicli di richiamo o trattamenti di mantenimento. Inoltre, l’evidenza è più solida per la depressione rispetto ad altre indicazioni psichiatriche, per le quali l’efficacia può essere più incerta.

Consenso Informato Stimolazione magnetica transcranica (SMT): Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

Effetti collaterali comuni: cefalea e fastidio/dolore del cuoio capelluto nel sito di stimolazione; contrazioni dei muscoli facciali durante gli impulsi; vertigini o affaticamento. In letteratura la cefalea e il discomfort locale risultano complessivamente frequenti (circa 20–40%), in genere lievi e transitori. Ipoacusia transitoria o fastidio acustico possono verificarsi senza adeguata protezione uditiva (frequenza variabile).

Complicanze generali: peggioramento transitorio dell’ansia/irritabilità, insonnia o agitazione; sincope vasovagale (svenimento) con incidenza non chiaramente definita; nausea (incidenza non chiaramente definita).

Complicanze specifiche della procedura: crisi epilettica indotta da SMT; nelle serie cliniche e linee guida il rischio con protocolli standard è raro, circa <0,1% (spesso riportato come ~0,01–0,06% per paziente). Induzione di ipomania/mania in soggetti con disturbo bipolare o predisposizione; frequenza riportata variabile e dipendente dalla popolazione (incidenza non chiaramente definita).

Rischi sistemici e pericolo per la vita: eventi potenzialmente gravi legati a crisi epilettica (traumi, complicanze respiratorie) sono molto rari; decessi attribuibili direttamente alla SMT: non documentati/estremamente rari nelle fonti principali.

Consenso Informato Stimolazione magnetica transcranica (SMT): Controindicazioni

Relative:

Le principali controindicazioni relative alla SMT (richiedono valutazione/precauzioni) includono impianti metallici o elettronici in testa/collo non compatibili (clip aneurismatiche, neurostimolatori, impianto cocleare; attenzione anche a schegge metalliche oculari), storia di crisi epilettiche o condizioni che aumentano il rischio di convulsioni (lesioni cerebrali, ictus, tumori, infezioni del sistema nervoso centrale), uso di farmaci che abbassano la soglia convulsiva (es. clozapina, bupropione, tramadolo), gravidanza, cefalea o patologie cervicali significative, instabilità clinica o psichiatrica (es. mania/psicosi non controllata).

Assolute:

Sono controindicazioni assolute alla SMT: presenza di dispositivi o materiale ferromagnetico o elettronico impiantato in sede cranica o intracranica non compatibile con campi magnetici (es. clips per aneurisma, stent/coil intracranici, neurostimolatori/elettrodi impiantati, impianti cocleari, schegge metalliche oculari o intracraniche), perché può verificarsi spostamento, surriscaldamento o malfunzionamento. È inoltre controindicazione assoluta la mancata possibilità di escludere tali condizioni. Il paziente dichiara di aver compreso tali condizioni e di escluderne la presenza al momento della firma.

Consenso Informato Stimolazione magnetica transcranica (SMT): Alternative disponibili

Possibili alternative:

Le possibili alternative alla SMT includono psicoterapia (es. cognitivo-comportamentale), farmacoterapia con antidepressivi e altri psicofarmaci, ottimizzazione o cambio dei farmaci e strategie di combinazione, elettroconvulsivoterapia (ect), soprattutto nelle forme gravi o resistenti, e programmi di riabilitazione psicosociale. In alcuni casi può essere considerata la stimolazione del nervo vago o altri interventi neuromodulativi specialistici.

Principali differenze:

La SMT è una procedura non invasiva che usa campi magnetici per modulare l’attività cerebrale; può dare benefici in alcuni disturbi (es. depressione resistente) con rischi di solito lievi (cefalea, fastidio locale); raro il rischio di crisi epilettica. I farmaci sono meno invasivi ma con effetti sistemici. La psicoterapia è non invasiva, senza rischi biologici. L’elettroconvulsivoterapia è più efficace in urgenze, ma più invasiva (anestesia) e può causare disturbi di memoria.

Conseguenze del rifiuto:

La mancata esecuzione della SMT può comportare persistenza o peggioramento dei sintomi psichiatrici (per esempio depressione resistente, ansia o disturbi correlati), con riduzione del funzionamento personale, lavorativo e sociale e possibile peggioramento della qualità di vita. Può essere necessario ricorrere ad alternative terapeutiche (farmaci e/o psicoterapia) con efficacia diversa o maggiori effetti indesiderati. In alcuni casi può aumentare il rischio di ricadute e ospedalizzazione.

Consenso Informato Stimolazione magnetica transcranica (SMT): Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Prima della SMT informi l’équipe su gravidanza, epilessia o precedenti convulsioni, patologie neurologiche, terapie in corso e uso di alcol o sostanze. Segnali la presenza di dispositivi o corpi metallici in/near testa e collo (es. clip aneurismatiche, impianto cocleare) o dispositivi elettronici impiantati (pacemaker, neurostimolatori), che possono controindicare. Rimuova oggetti metallici; segua le istruzioni su farmaci e orari.

Cosa fare dopo:

Dopo la SMT può comparire cefalea lieve, fastidio al cuoio capelluto, stanchezza o capogiri: in genere sono transitori e si risolvono in ore. È possibile riprendere le normali attività; se avverti capogiri, evita guida e macchinari fino a completa risoluzione. Assumi eventuali analgesici solo se concordati. Contatta subito il servizio in caso di sincope, crisi convulsiva o sintomi neurologici nuovi.

Cosa evitare:

Dopo SMT è opportuno evitare, nelle prime 24 ore, guida e uso di macchinari se compaiono sonnolenza, capogiro o cefalea. Limitare alcol e sostanze stimolanti o stupefacenti. Evitare privazione di sonno e attività fisica intensa se aumentano i sintomi. Non modificare autonomamente terapie farmacologiche. Contattare il servizio in caso di convulsioni, peggioramento marcato dell’umore o ideazione suicidaria.

A cosa prestare attenzione:

Dopo SMT contattare subito un professionista sanitario se compaiono convulsioni, perdita di coscienza, confusione marcata, peggioramento rapido dei sintomi psichiatrici, ideazione suicidaria, agitazione intensa, comparsa di mania/ipomania (euforia, ridotto bisogno di sonno, impulsività), cefalea severa o persistente, disturbi neurologici focali (debolezza, difficoltà a parlare o vedere), o sintomi uditivi importanti (acufeni o calo dell’udito).

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