Consenso informato alla procedura di Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali)
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali)? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali) è un Trattamento, talvolta denominato anche "Iniezione sclerosante dei tronchi safenici e perforanti", che rientra nell'area specialistica di Chirurgia vascolare. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "39.92 Iniezione intravenosa di sostanze sclerosanti".
Consenso Informato Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali): Descrizione della procedura
Cosa è:
La scleroterapia delle vene maggiori è un trattamento per le varici in cui si inietta nella vena un farmaco sclerosante che provoca una reazione controllata della parete venosa, con chiusura della vena malata e successivo riassorbimento nel tempo. Può riguardare grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali. La procedura viene eseguita in ambulatorio, di solito con guida ecografica (ecocolordoppler) per identificare con precisione il vaso e controllare la diffusione del farmaco. Lo sclerosante può essere somministrato in forma liquida o come schiuma (foam), che aumenta il contatto con la parete venosa. Al termine è generalmente applicata compressione elastica per ridurre il rischio di complicanze e migliorare l’efficacia.
A cosa serve:
La scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali) è una procedura che mira a chiudere in modo controllato le vene malate mediante l’iniezione di un farmaco sclerosante, talvolta sotto guida ecografica. Le finalità principali sono ridurre il reflusso venoso (ritorno di sangue verso il basso dovuto a valvole insufficienti) e migliorare la circolazione indirizzando il flusso verso vene sane. Gli obiettivi clinici includono alleviare sintomi come pesantezza, dolore e gonfiore, prevenire complicanze della malattia venosa cronica (eczema, alterazioni cutanee, ulcere) e migliorare l’aspetto delle varici.
Che natura ha:
La scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali) è una procedura mininvasiva e farmacologica che consiste nell’iniezione intravascolare di un agente sclerosante, liquido o in schiuma, per ottenere la chiusura intenzionale (obliterazione) della vena patologica e la sua progressiva trasformazione in un cordone fibroso; è quindi una procedura distruttiva del vaso trattato. È eseguita con punture e spesso sotto guida ecografica; non richiede incisioni. Il dolore è in genere lieve o moderato (bruciore o crampo transitorio). Non è una manovra manuale di massaggio.
Cosa comporta:
La scleroterapia delle vene maggiori interessa principalmente gli arti inferiori. Il distretto più coinvolto è quello venoso superficiale, in particolare grande safena, piccola safena, vene accessorie, collaterali e, se indicato, vene perforanti (vene che collegano circolo superficiale e profondo). La procedura agisce in modo mirato lungo il decorso delle vene trattate, con coinvolgimento limitato dei tessuti circostanti. È interessata anche la cute e il sottocute nel punto di introduzione dell’ago o del catetere, con possibile modesto interessamento locale (dolore, arrossamento, indurimento). In condizioni selezionate può essere coinvolto indirettamente il sistema venoso profondo, che viene comunque preservato.
Quanto dura:
La scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali) ha in genere una durata complessiva di circa 20–45 minuti per seduta, comprensiva di valutazione clinica, eventuale guida ecografica e medicazione finale. La durata può aumentare fino a circa 60 minuti se è necessario trattare più segmenti venosi nella stessa seduta, se le vene sono particolarmente tortuose o di calibro maggiore, se sono presenti recidive o esiti di trombosi venosa, oppure se è richiesta un’accurata mappatura ecografica. Possono essere necessari più incontri per completare il trattamento.
Consenso Informato Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali): Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
La scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali) mira a ottenere la chiusura del vaso malato (obliterazione) mediante l’iniezione di un farmaco sclerosante, spesso associata a guida ecografica e a compressione elastica. Il beneficio principale atteso è la riduzione del reflusso venoso (il ritorno anomalo di sangue verso il basso), con conseguente miglioramento dei sintomi legati all’insufficienza venosa cronica, quali pesantezza, dolore, gonfiore (edema) e crampi, e un possibile miglioramento della tolleranza alla stazione eretta e alla deambulazione. Può inoltre determinare miglioramento estetico delle varici e, nei casi selezionati, contribuire alla riduzione delle complicanze correlate (infiammazione delle varici, sanguinamento da varice) e al miglioramento della guarigione o prevenzione delle recidive di ulcere venose (lesioni cutanee da stasi).
In termini di efficacia, gli studi riportano generalmente alti tassi di occlusione iniziale delle vene trattate; con scleroterapia con schiuma (foam) i tassi di chiusura della safena sono spesso nell’ordine di circa 70–90% nel breve termine, con riduzione della probabilità di occlusione stabile nel medio-lungo periodo e possibilità di recidiva.
I risultati dipendono da diametro della vena, estensione del reflusso, tecnica impiegata, aderenza alla compressione, e dalla presenza di fattori predisponenti. È possibile che siano necessarie più sedute o trattamenti aggiuntivi; l’obiettivo è il controllo della malattia, non la garanzia di eliminazione definitiva delle varici.
Consenso Informato Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali): Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
Effetti collaterali comuni: dopo scleroterapia delle vene maggiori è frequente dolore o bruciore locale transitorio, arrossamento, gonfiore e indurimento (“cordone” o flebite chimica, cioè irritazione della vena trattata senza infezione). Sono comuni ecchimosi (lividi) e prurito. Può comparire iperpigmentazione cutanea (scurimento della pelle lungo la vena), in genere temporanea ma talvolta persistente; nelle casistiche si osserva spesso in circa 10–30% dei pazienti. Possono comparire teleangectasie “matting” (sottili capillari rossastri vicino all’area trattata), riportate mediamente in circa 5–15%. È possibile la recidiva o persistenza delle varici nel tempo, con necessità di ulteriori sedute; la frequenza varia in base a diametro venoso e tecnica.
Complicanze generali: sono possibili infezione cutanea nel punto di iniezione (rara, in genere <1%), sanguinamento/ematoma più esteso (non comune) e reazioni allergiche al farmaco sclerosante, da lievi (orticaria) a gravi; le reazioni severe sono rare (<<1%).
Complicanze specifiche della procedura: può verificarsi ulcerazione/necrosi cutanea per stravaso del farmaco o trattamento troppo superficiale, evento raro (circa 0,2–1%). È possibile tromboflebite superficiale (trombosi e infiammazione di una vena superficiale), generalmente gestibile con terapia locale o antiinfiammatoria; la frequenza riportata è variabile, spesso 1–10%. Può verificarsi trombosi venosa profonda (tvp) (coagulo nelle vene profonde), complicanza non comune; nelle serie moderne è in genere <1%. Raramente si osservano disturbi visivi transitori, cefalea o aura (più descritti con schiuma sclerosante), in genere autolimitanti.
Rischi sistemici e pericolo per la vita: la tvp può evolvere in embolia polmonare (migrazione del coagulo ai polmoni), evento raro ma potenzialmente grave, in genere <0,1%. Molto raramente sono descritti eventi neurologici ischemici (attacco ischemico transitorio o ictus) soprattutto in presenza di comunicazioni cardiache come forame ovale pervio, e anafilassi (reazione allergica sistemica grave). Qualsiasi comparsa di dispnea, dolore toracico, gonfiore marcato di un arto, deficit neurologici o svenimento richiede valutazione urgente.
Consenso Informato Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali): Controindicazioni
Relative:
Le principali controindicazioni relative (cioè condizioni che richiedono valutazione specialistica e precauzioni) per la scleroterapia delle vene maggiori includono pregressa trombosi venosa profonda o tromboembolismo venoso, trombofilia nota o sospetta (tendenza aumentata alla formazione di coaguli), rischio emorragico aumentato o terapia anticoagulante/antiaggregante (farmaci che riducono la coagulazione o l’aggregazione piastrinica), arteriopatia periferica significativa (ridotto afflusso di sangue alle gambe), insufficienza cardiaca non ben compensata, gravidanza e allattamento (in genere si preferisce rimandare), infezioni cutanee locali, dermatite o ulcere infette nel sito di trattamento, allergia o reazioni avverse pregresse allo sclerosante o ai disinfettanti, asma grave o storia di reazioni anafilattiche (reazione allergica severa), forame ovale pervio o shunt destro-sinistro (comunicazione anomala nel cuore, rilevante soprattutto con schiuma), emicrania con aura (possibili disturbi neurologici transitori), e ridotta capacità di deambulare o di usare correttamente la compressione elastica dopo la procedura.
Assolute:
Le principali controindicazioni assolute alla scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali) includono: allergia o ipersensibilità nota al farmaco sclerosante o ai suoi eccipienti; trombosi venosa profonda in atto o recente (coagulo nelle vene profonde) e/o tromboembolia venosa attiva; infezione locale nel sito di trattamento o infezione sistemica significativa (es. sepsi); ischemia arteriosa critica dell’arto inferiore (grave riduzione del flusso arterioso) o malattia arteriosa periferica severa non compensata; immobilità prolungata o impossibilità a deambulare dopo la procedura, perché aumenta il rischio di trombosi; gravidanza, e allattamento quando non sia possibile sospendere temporaneamente secondo indicazione medica; shunt destro-sinistro cardiaco clinicamente rilevante non corretto (passaggio anomalo di sangue che può favorire eventi embolici), in particolare se si prevede l’uso di schiuma.
Il/la sottoscritto/a conferma di aver compreso tali condizioni e dichiara di escluderne la presenza al momento della firma.
Consenso Informato Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali): Alternative disponibili
Possibili alternative:
Le principali alternative alla scleroterapia delle vene maggiori includono l’osservazione con controlli clinici ed ecocolordoppler (esame ecografico con studio del flusso), l’uso di calze elastocompressive e misure comportamentali per ridurre i sintomi senza eliminare le vene. In caso di reflusso significativo, sono disponibili trattamenti endovascolari con ablazione termica (laser o radiofrequenza, chiusura della vena tramite calore) o ablazione non termica (colla cianoacrilata o ablazione meccano-chimica, chiusura senza calore). Alternative chirurgiche comprendono legatura e stripping (asportazione della vena) e flebectomie (rimozione di collaterali tramite microincisioni).
Principali differenze:
La scleroterapia delle vene maggiori consiste nell’iniezione endovenosa di un farmaco che provoca chiusura controllata della vena; è mininvasiva, spesso ambulatoriale, con benefici di riduzione di sintomi e recidive varicose. Rischi principali: trombosi venosa superficiale o profonda, pigmentazione cutanea, indurimenti/dolore locale, ulcerazioni cutanee se extravaso, raramente reazioni allergiche o disturbi visivi transitori. Alternative: ablazione endovenosa termica (laser o radiofrequenza), più costosa ma con occlusione più stabile e rischio di ustioni/lesioni nervose; colla endovenosa, senza calore né anestesia tumescente ma con flebite/infiammmazione; stripping chirurgico, più invasivo con ematomi, infezioni e tempi di recupero maggiori; terapia compressiva, non invasiva ma con efficacia limitata e dipendente dall’aderenza.
Conseguenze del rifiuto:
Se il paziente non si sottopone alla scleroterapia delle vene maggiori (trattamento che chiude la vena malata mediante iniezione di una sostanza sclerosante), l’insufficienza venosa cronica può progredire, con aumento di varici, dolore, pesantezza, gonfiore (edema) e crampi. Possono peggiorare le alterazioni cutanee da ristagno di sangue (iperpigmentazione, eczema, indurimento della cute) fino a ulcere venose. Varici non trattate possono andare incontro a sanguinamento, tromboflebite superficiale (infiammazione con coagulo in una vena superficiale) e, più raramente, a trombosi venosa profonda con possibile embolia polmonare. Può essere necessaria una terapia più complessa in futuro.
Consenso Informato Scleroterapia delle vene maggiori (grande safena, piccola safena, vene accessorie, perforanti e collaterali): Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
Prima della scleroterapia delle vene maggiori, il paziente deve informare lo specialista su farmaci assunti (in particolare anticoagulanti e antiaggreganti, cioè “fluidificanti del sangue”), allergie, gravidanze in corso o sospette, precedenti trombosi e patologie cardiopolmonari. È opportuno evitare l’applicazione di creme o oli sulle gambe il giorno della procedura e presentarsi con abiti comodi. Portare o procurarsi calze elastiche compressive della misura indicata, perché la compressione dopo il trattamento riduce il rischio di complicanze. Segnalare febbre o infezioni cutanee. Dopo la seduta non guidare se sono stati somministrati farmaci sedativi.
Cosa fare dopo:
Dopo scleroterapia delle vene maggiori, è indicato indossare calza elastica compressiva o bendaggio secondo prescrizione, mantenendo la compressione continua nelle prime 24–48 ore e poi per i giorni successivi. È raccomandata deambulazione precoce e regolare (camminare più volte al giorno) ed evitare immobilità prolungata; limitare per 1–2 settimane sforzi intensi, sauna/solarium e bagni caldi. È possibile dolore moderato, tensione, indurimenti (“cordoni” da trombosi superficiale) e lividi, di solito transitori. Contattare subito il medico in caso di gonfiore o dolore importante alla gamba, arrossamento esteso, febbre, dispnea o dolore toracico, o sanguinamento persistente.
Cosa evitare:
Dopo scleroterapia delle vene maggiori è opportuno evitare sforzi fisici intensi (corsa, palestra, sollevamento pesi) e sport ad alto impatto per alcuni giorni, secondo indicazione clinica. È consigliato limitare l’immobilità prolungata (viaggi lunghi, stare seduti o in piedi fermi a lungo) e, se necessario, fare pause con cammino. Evitare esposizione a calore intenso (sauna, bagno turco, bagni caldi) e sole diretto/UV sulla zona trattata finché persistono ecchimosi o pigmentazioni. Non massaggiare o manipolare l’area e non sospendere autonomamente eventuale calza elastocompressiva prescritta.
A cosa prestare attenzione:
Dopo scleroterapia delle vene maggiori, contatti subito un medico se compaiono dolore intenso o crescente alla gamba, gonfiore improvviso o asimmetrico, arrossamento caldo e in espansione, febbre o fuoriuscita di pus (possibile infezione). È urgente anche la comparsa di respiro corto, dolore toracico, tosse con sangue, svenimento (possibile embolia polmonare). Segnali inoltre cordone duro e molto dolente lungo la vena, cambiamento di colore marcato, ulcere o vesciche, intorpidimento o debolezza, piede freddo o pallido (possibile riduzione del flusso arterioso). In caso di reazione allergica con orticaria, gonfiore di labbra/viso o difficoltà a respirare, chiami l’emergenza.