Consenso informato alla procedura di Plicatura gastrica

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Plicatura gastrica? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Plicatura gastrica è un Trattamento, talvolta denominato anche "Gastro-plicatura senza resezione" o "Gastric plication", che rientra nell'area specialistica di Chirurgia bariatrica. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "44.66 Altri interventi per la creazione di sfintere esofagogastrico".

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Consenso Informato Plicatura gastrica: Descrizione della procedura

Cosa è:

La plicatura gastrica è un intervento di chirurgia bariatrica restrittivo che riduce la capacità dello stomaco senza asportare tessuto e senza creare anastomosi (cioè collegamenti chirurgici tra organi). Consiste nel ripiegare verso l’interno la parete dello stomaco, lungo la grande curvatura, e nel fissarla con una o più linee di punti di sutura, così da ottenere uno stomaco più stretto e allungato. L’intervento viene di norma eseguito in laparoscopia, tramite piccole incisioni addominali e strumenti introdotti in addome, in anestesia generale. L’obiettivo è aumentare precocemente il senso di sazietà e ridurre l’introito calorico. È una procedura potenzialmente reversibile, perché non prevede resezioni.

A cosa serve:

La plicatura gastrica è una procedura di chirurgia bariatrica che mira a trattare l’obesità riducendo il volume funzionale dello stomaco mediante ripiegamento e sutura della parete gastrica, senza asportazione di tessuto. Le finalità principali sono ottenere una riduzione stabile dell’introito calorico e favorire un calo ponderale clinicamente significativo, migliorando il senso di sazietà e riducendo la fame. Gli obiettivi clinici includono la diminuzione del rischio cardiovascolare e il miglioramento o la remissione delle comorbidità legate all’obesità, come diabete mellito di tipo 2, ipertensione e apnea ostruttiva del sonno.

Che natura ha:

La plicatura gastrica è una procedura di chirurgia bariatrica invasiva eseguita di norma in laparoscopia (attraverso piccole incisioni addominali). Consiste nel ripiegare e suturare una porzione dello stomaco verso l’interno, riducendone la capacità e favorendo un precoce senso di sazietà. È considerata non distruttiva perché in genere non prevede resezione (asportazione) di stomaco né derivazioni intestinali; tuttavia comporta manipolazione e sutura dei tessuti. Non è una procedura farmacologica. Il dolore è in genere post-operatorio e variabile, controllabile con analgesici.

Cosa comporta:

La plicatura gastrica coinvolge principalmente il distretto addominale superiore. L’intervento agisce in modo diretto sullo stomaco, che viene ripiegato e suturato su sé stesso per ridurne il volume, senza resezione di tessuto. Sono interessati anche peritoneo e legamenti gastrici (membrane e strutture di sostegno), con manipolazione di vasi e nervi locali. L’accesso è di solito in laparoscopia (chirurgia mini-invasiva), con coinvolgimento limitato della parete addominale tramite piccole incisioni. Altri distretti corporei sono coinvolti solo indirettamente per effetti metabolici e anestesiologici.

Quanto dura:

La plicatura gastrica, in genere eseguita in laparoscopia (chirurgia mininvasiva con piccole incisioni), ha una durata prevedibile di circa 60–120 minuti. I tempi possono variare in base a indice di massa corporea molto elevato, aderenze addominali (cicatrici interne da precedenti interventi), dimensioni del fegato aumentate (steatosi), difficoltà anatomiche, necessità di controllare sanguinamento o riparare eventuali lesioni, e all’esperienza dell’équipe. Possono inoltre essere necessari tempi aggiuntivi per anestesia generale, posizionamento, monitoraggio e risveglio post-operatorio.

Consenso Informato Plicatura gastrica: Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

La plicatura gastrica è un intervento di chirurgia bariatrica restrittiva che riduce la capacità dello stomaco mediante ripiegamento e sutura, senza asportare tessuto. Il beneficio atteso principale è una perdita di peso clinicamente significativa, con riduzione dell’introito alimentare e aumento precoce del senso di sazietà. Nelle casistiche pubblicate, a 1 anno si osserva mediamente una perdita dell’eccesso di peso (excess weight loss, EWL) intorno al 40–60%; a 2–3 anni i risultati tendono a collocarsi spesso nel range 35–55% EWL, con elevata variabilità tra studi e centri. Oltre al dimagrimento, può verificarsi un miglioramento di condizioni associate all’obesità (comorbidità), in particolare diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia (alterazioni di colesterolo e trigliceridi) e apnea ostruttiva del sonno; in alcuni pazienti ciò comporta riduzione dei farmaci, ma la percentuale di remissione completa è meno definita e dipende da gravità e durata delle malattie.

I risultati possono essere limitati da risposta individuale, aderenza a dieta e attività fisica e da possibili modificazioni nel tempo della plicatura (rilasciamento/dilatazione), con rischio di recupero ponderale. Le evidenze disponibili sono meno robuste rispetto ad altri interventi bariatrici (meno studi comparativi e follow-up più brevi), quindi esiste incertezza sulla stabilità a lungo termine e sulla probabilità di necessitare reintervento o conversione ad altra procedura.

Consenso Informato Plicatura gastrica: Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

Effetti collaterali comuni: dopo plicatura gastrica (riduzione del volume dello stomaco tramite pieghe e sutura, senza resezione), sono frequenti nausea e vomito nelle prime settimane (circa 20–60%), legati a edema e ridotta tolleranza alimentare. Possono comparire reflusso gastroesofageo (risalita di acido in esofago) o peggioramento di sintomi preesistenti (circa 10–30%), dolore epigastrico e dispepsia (digestione difficile), stipsi o alterazioni dell’alvo, e disidratazione se l’introito di liquidi è insufficiente.

Complicanze generali: come per ogni chirurgia laparoscopica e anestesia generale, possono verificarsi sanguinamento (talora con necessità di trasfusione, circa 0,5–2%), infezione della ferita o infezioni addominali (circa 1–5%), ematoma/sieroma, lesioni accidentali di organi o vasi (rare, <1%), polmonite o complicanze respiratorie, e trombosi venosa profonda/embolia polmonare (formazione di coaguli con possibile migrazione ai polmoni, circa 0,3–1%). È possibile la conversione a chirurgia “open” (incisione tradizionale) in caso di difficoltà intraoperatorie (in genere <1–2%).

Complicanze specifiche della procedura: possono verificarsi occlusione/stenosi gastrica (restringimento funzionale con blocco del transito) con intolleranza alimentare persistente (circa 1–5%), talora richiedente endoscopia o reintervento. Sono descritti slittamento o deiscenza delle pliche (perdita della piega con ridotta efficacia) e rigurgito/reflusso persistente. La perforazione gastrica e la fistola (comunicazione anomala con fuoriuscita di contenuto gastrico) sono rare ma possibili (in genere <1%), e possono richiedere drenaggi, antibiotici, nutrizione artificiale e/o chirurgia. È possibile insufficiente perdita di peso o recupero ponderale nel tempo (variabile, riportato fino a 20–40% in alcune casistiche), con eventuale necessità di conversione ad altra procedura bariatrica.

Rischi sistemici e pericolo per la vita: complicanze maggiori come sepsi, embolia polmonare massiva, emorragia non controllata o peritonite possono essere potenzialmente fatali, ma sono rare. La mortalità perioperatoria riportata per questa procedura è molto bassa (circa 0–0,2%), variando in base a comorbidità, esperienza del centro e gestione perioperatoria.

Consenso Informato Plicatura gastrica: Controindicazioni

Relative:

Tra le principali controindicazioni relative alla plicatura gastrica (condizioni che non escludono sempre l’intervento ma richiedono attenta selezione e precauzioni) rientrano malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) moderata-severa, perché la riduzione dello stomaco può peggiorare rigurgito e bruciore; ernia iatale significativa, che può richiedere correzione associata; pregresse chirurgie gastriche o esofagee e aderenze addominali importanti, che aumentano complessità e rischio di complicanze. Sono rilevanti anche ulcera peptica attiva o gastrite severa/Helicobacter pylori non eradicato, da trattare prima dell’intervento, e disturbi della motilità esofagea (alterazioni dei movimenti che spingono il cibo), per possibile disfagia. Richiedono valutazione specialistica disturbi psichiatrici non stabilizzati, disturbi del comportamento alimentare (es. binge eating) e abuso di alcol o sostanze, per rischio di scarsa aderenza al follow-up. Infine, gravidanza in atto e patologie gravi non compensate impongono rinvio o ottimizzazione clinica.

Assolute:

Sono considerate controindicazioni assolute alla plicatura gastrica le seguenti condizioni, perché aumentano in modo non accettabile il rischio operatorio o rendono inefficace/non sicura la procedura: instabilità clinica o grave rischio anestesiologico non correggibile (ad esempio insufficienza cardiaca o respiratoria severa non compensata); ipertensione polmonare grave; cirrosi epatica scompensata o grave insufficienza epatica; insufficienza renale avanzata non stabilizzata; infezione sistemica attiva (sepsi) o infezioni non controllate; gravidanza in corso; tumori in fase attiva o necessità imminente di trattamenti oncologici non compatibili con l’intervento; disturbi della coagulazione non correggibili o uso di terapia anticoagulante/antiaggregante non sospendibile secondo indicazione specialistica (la coagulazione è il processo che permette al sangue di “fermare” le emorragie); patologie gastrointestinali maggiori non trattate, come ulcera peptica attiva, sanguinamento digestivo in atto o sospetto di neoplasia gastrica; disturbi psichiatrici gravi non stabilizzati, dipendenza attiva da alcol o sostanze e incapacità di aderire in modo affidabile al follow-up e alle indicazioni post-operatorie.

Il paziente dichiara di aver compreso tali condizioni e, al momento della firma, conferma di escluderne la presenza.

Consenso Informato Plicatura gastrica: Alternative disponibili

Possibili alternative:

Alternative alla plicatura gastrica includono modifiche intensive dello stile di vita (dieta, attività fisica e supporto comportamentale) e terapia farmacologica anti-obesità, che possono ridurre il peso ma richiedono continuità e controlli. Tra le opzioni interventistiche vi sono il pallone intragastrico e altre procedure endoscopiche, generalmente temporanee e meno invasive. In chirurgia bariatrica, le alternative principali sono la sleeve gastrectomy (resezione longitudinale dello stomaco), il bypass gastrico (es. Roux-en-Y, che riduce assorbimento e introito) e il mini/one-anastomosis gastric bypass. Ogni scelta ha benefici e rischi differenti e può influire su carenze nutrizionali e necessità di follow-up.

Principali differenze:

La plicatura gastrica è una procedura restrittiva che riduce la capacità dello stomaco ripiegandone la parete con suture, senza resezioni né anastomosi; è in genere meno invasiva e potenzialmente reversibile, con perdita di peso mediamente inferiore e maggiore rischio di fallimento o revisione rispetto alle tecniche standard. Il bendaggio gastrico è anch’esso restrittivo e reversibile, ma comporta rischi di slittamento/erosione e frequenti reinterventi. La sleeve gastrectomy (gastrectomia verticale) è più definitiva, con maggior efficacia, ma rischio di sanguinamento, stenosi e reflusso. Il bypass gastrico (Roux-en-Y) offre migliore controllo del diabete, ma è più complesso, con rischio di malassorbimento e carenze nutrizionali.

Conseguenze del rifiuto:

Se il paziente non si sottopone alla plicatura gastrica, l’obesità può persistere o peggiorare, con possibile mancato calo ponderale clinicamente significativo. Ciò può favorire la progressione o la mancata remissione di comorbilità (malattie associate), come diabete mellito tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno e steatosi epatica (fegato grasso), con aumento del rischio cardiovascolare. Possono inoltre continuare o aggravarsi limitazioni funzionali, dolore osteoarticolare e riduzione della qualità di vita. In assenza di adeguati interventi alternativi, può aumentare il rischio di complicanze legate all’obesità e di mortalità a lungo termine.

Consenso Informato Plicatura gastrica: Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Prima della plicatura gastrica è necessario seguire una valutazione bariatrica completa e gli esami prescritti. Nei giorni precedenti può essere indicata una dieta ipocalorica per ridurre il volume del fegato e facilitare l’intervento. Riferire sempre farmaci, integratori e allergie: alcuni medicinali, in particolare anticoagulanti/antiaggreganti (farmaci che riducono la coagulazione) e antinfiammatori, possono richiedere sospensione o modifica secondo indicazione medica. Smettere di fumare e limitare l’alcol. Rispettare il digiuno preoperatorio e le istruzioni su terapia, doccia antisettica e profilassi tromboembolica; segnalare febbre, infezioni o gravidanza.

Cosa fare dopo:

Dopo plicatura gastrica è normale avere dolore addominale, nausea e senso di pienezza; contattare il centro se compaiono febbre, vomito persistente, difficoltà a bere, dolore ingravescente, sanguinamento o segni di disidratazione. Seguire la dieta prescritta: inizialmente liquidi, poi semiliquidi e quindi consistenze morbide; bere a piccoli sorsi, evitare bevande gassate e alcol, masticare lentamente e interrompere ai primi segni di sazietà. Assumere i farmaci indicati (analgesici, antiemetici, gastroprotettori) ed eventuali integrazioni. Riprendere cammino precoce, evitare sforzi e sollevamenti per alcune settimane, rispettare i controlli programmati.

Cosa evitare:

Dopo plicatura gastrica è opportuno evitare sforzi fisici intensi e sollevamento di pesi per alcune settimane, per ridurre il rischio di dolore e complicanze della parete addominale; la ripresa dell’attività sportiva deve essere graduale secondo indicazione chirurgica. È necessario non fumare e limitare o evitare alcolici, perché aumentano il rischio di ulcere, nausea e disidratazione. Va evitato l’uso autonomo di farmaci antinfiammatori non steroidei (fANS), che possono irritare lo stomaco. Occorre evitare bevande gassate, pasti abbondanti e mangiare rapidamente; non sdraiarsi subito dopo i pasti.

A cosa prestare attenzione:

Dopo plicatura gastrica contatti subito un medico se compaiono dolore addominale intenso o crescente, febbre, tachicardia (battito molto accelerato), difficoltà respiratoria o dolore toracico. È importante segnalare vomito persistente, incapacità a bere o trattenere liquidi, disidratazione (sete intensa, urine scarse/scure, capogiri), sanguinamento (vomito con sangue o feci nere), gonfiore addominale marcato o assenza di gas/feci. Contatti inoltre se nota arrossamento, secrezione, cattivo odore o apertura della ferita, o dolore a polpaccio con gonfiore (possibile trombosi).

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