Consenso informato alla procedura di Paratiroidectomia
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Paratiroidectomia? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Paratiroidectomia è un Trattamento, talvolta denominato anche "Asportazione ghiandole paratiroidi", che rientra nell'area specialistica di Chirurgia generale. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "06.81 Paratiroidectomia completa".
Consenso Informato Paratiroidectomia: Descrizione della procedura
Cosa è:
La paratiroidectomia è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione di una o più ghiandole paratiroidi, piccole strutture del collo che regolano il calcio nel sangue tramite l’ormone paratiroideo (parathormone, PTH). È indicata soprattutto quando una paratiroide produce troppo PTH causando ipercalcemia (calcio elevato) e possibili danni a ossa e reni. La procedura viene eseguita in anestesia generale attraverso una piccola incisione alla base del collo. Il chirurgo identifica le paratiroidi, spesso con l’aiuto di tecniche di localizzazione preoperatoria e, quando previsto, controlla durante l’intervento la riduzione del PTH per confermare l’efficacia. Al termine si chiude l’incisione con sutura.
A cosa serve:
La paratiroidectomia è l’intervento chirurgico finalizzato alla rimozione di una o più ghiandole paratiroidi che producono in eccesso ormone paratiroideo (paratormone, PTH), causando iperparatiroidismo. Le finalità principali sono normalizzare i livelli di calcio nel sangue (calcemia) e ridurre il PTH, prevenendo o trattando complicanze come calcoli renali, riduzione della funzione renale, osteoporosi e fratture, disturbi neuromuscolari e sintomi neuropsichici. Gli obiettivi clinici includono l’identificazione e l’asportazione selettiva della/e ghiandola/e patologica/he, con preservazione delle altre quando possibile, e il raggiungimento di un equilibrio stabile del metabolismo calcio-fosforo.
Che natura ha:
La paratiroidectomia è un intervento di chirurgia generale che consiste nella rimozione di una o più ghiandole paratiroidi, di solito perché producono in eccesso ormone paratiroideo (paratormone), causando iperparatiroidismo. È una procedura invasiva eseguita in sala operatoria tramite incisione nel collo (chirurgia “a cielo aperto”) o con tecnica mini-invasiva guidata da esami di localizzazione. È un trattamento non farmacologico e non “distruttivo” in senso chimico o termico: comporta asportazione chirurgica del tessuto. Durante l’intervento si utilizza anestesia; il dolore post-operatorio è in genere moderato e controllabile con analgesici.
Cosa comporta:
La paratiroidectomia interessa principalmente il collo, in particolare la regione anteriore dove si trovano le ghiandole paratiroidi (piccole ghiandole vicine alla tiroide). Sono coinvolti in misura rilevante anche i tessuti superficiali (cute e sottocute), i muscoli del collo e i piani di dissezione chirurgica. In misura variabile possono essere interessati la tiroide e i linfonodi vicini, soprattutto se è necessario esplorare più sedi. Strutture adiacenti potenzialmente a rischio includono i nervi laringei (nervi della voce) e la trachea. È frequente il coinvolgimento di vasi sanguigni con possibile sanguinamento.
Quanto dura:
La paratiroidectomia ha una durata mediamente compresa tra 60 e 120 minuti, calcolata dal momento dell’incisione cutanea alla chiusura. I tempi possono aumentare in presenza di anatomia complessa o variabile, ghiandola paratiroidea non facilmente localizzabile, gozzo o pregressa chirurgia del collo (che può causare aderenze), paratiroidi multiple da trattare o necessità di estensione dell’intervento (ad esempio esplorazione bilaterale). La durata può essere influenzata anche dal monitoraggio intraoperatorio del paratormone (PTH, ormone paratiroideo), utilizzato per confermare l’efficacia della rimozione.
Consenso Informato Paratiroidectomia: Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
La paratiroidectomia è l’intervento chirurgico di asportazione di una o più ghiandole paratiroidi, indicato soprattutto nell’iperparatiroidismo, una condizione in cui la paratormone (PTH, ormone che regola calcio e fosforo) è eccessivo e può causare ipercalcemia (calcio alto nel sangue), fragilità ossea e calcoli renali. Il beneficio atteso principale è la normalizzazione duratura di PTH e calcio, con risoluzione dell’ipercalcemia e riduzione dei danni d’organo correlati. Nei casi di iperparatiroidismo primario trattati da equipe esperte, il successo biochimico (calcio nella norma a distanza) è in genere circa 95–98% dopo il primo intervento. Sono attesi anche riduzione del rischio di nefrolitiasi (calcoli) e miglioramento di parametri di densità minerale ossea, con conseguente riduzione del rischio di fratture nel tempo; in molti pazienti si osserva inoltre un miglioramento di sintomi aspecifici (astenia, dolori osteo-muscolari, disturbi cognitivi), se presenti.
I risultati possono avere limiti: il miglioramento dei sintomi non è sempre completo né prevedibile, e i benefici su ossa e reni richiedono tempo e dipendono da durata e gravità della malattia e da altre condizioni concomitanti. In presenza di malattia multighiandolare, localizzazione non univoca o reintervento, la probabilità di persistenza/recidiva della malattia è maggiore e può rendere necessario un ulteriore trattamento o un follow-up prolungato.
Consenso Informato Paratiroidectomia: Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
Effetti collaterali comuni: dopo paratiroidectomia sono frequenti dolore e fastidio al collo, gonfiore locale, ecchimosi (lividi) e disfonia transitoria (voce rauca temporanea) per irritazione dei tessuti; possono comparire nausea o vomito legati ad anestesia o analgesici. In una quota variabile di pazienti si osserva ipocalcemia transitoria (riduzione del calcio nel sangue) dovuta a temporanea “sofferenza” delle ghiandole residue, con formicolii a labbra e dita o crampi; è complessivamente comune e spesso gestita con supplementi di calcio e vitamina D.
Complicanze generali: includono sanguinamento e ematoma (raccolta di sangue), infezione della ferita e problemi di cicatrizzazione. L’ematoma cervicale clinicamente significativo è in genere non frequente (circa 0,5–2%), ma richiede attenzione perché può comprimere le vie aeree. Possono verificarsi sieroma (raccolta di liquido) e dolore persistente. Sono possibili complicanze tromboemboliche come trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, in genere rare nelle chirurgie del collo in pazienti a basso rischio (circa <1% complessivo, variabile con fattori individuali).
Complicanze specifiche della procedura: la più rilevante è la lesione del nervo laringeo ricorrente (nervo che muove le corde vocali), con raucedine, difficoltà a parlare o, raramente, problemi respiratori; la lesione permanente è generalmente rara (circa 0,5–2%), mentre alterazioni transitorie della voce possono essere più comuni (circa 2–10%). Può verificarsi ipocalcemia severa (talora “sindrome da bone hunger”, cioè rapido riassorbimento di calcio nelle ossa dopo correzione dell’iperparatiroidismo), che può richiedere terapia endovenosa. È possibile persistenza o recidiva dell’iperparatiroidismo (malattia non risolta o che ritorna), complessivamente nell’ordine di circa 2–5% nei centri esperti. Raramente si osserva lesione del nervo laringeo superiore (alterazione del tono della voce) o necessità di reintervento.
Rischi sistemici e pericolo per la vita: sono legati soprattutto ad anestesia e a sanguinamento compressivo. Eventi molto rari includono ostruzione acuta delle vie aeree da ematoma, reazioni allergiche gravi, infarto, ictus o decesso, con rischio complessivo basso e dipendente da età, comorbidità e complessità dell’intervento.
Consenso Informato Paratiroidectomia: Controindicazioni
Relative:
Le principali controindicazioni relative (cioè condizioni che non impediscono necessariamente l’intervento ma richiedono valutazione clinica e precauzioni) alla paratiroidectomia includono instabilità cardiocircolatoria o respiratoria, cardiopatia ischemica o scompenso cardiaco non controllati, aritmie significative e ipertensione non controllata, che aumentano il rischio anestesiologico. Sono rilevanti anche disturbi della coagulazione (alterazioni della coagulazione del sangue) o terapia anticoagulante/antiaggregante non modulabile, per il maggior rischio di sanguinamento ed ematoma cervicale. La presenza di infezioni attive (sistemiche o del collo) richiede trattamento prima dell’intervento. Grave compromissione renale e alterazioni elettrolitiche (soprattutto del calcio) necessitano ottimizzazione preoperatoria per ridurre il rischio di crisi ipocalcemica postoperatoria. Pregressi interventi o radioterapia del collo e gozzo voluminoso o anatomia complessa aumentano la difficoltà tecnica e il rischio di lesione del nervo laringeo ricorrente (nervo che muove le corde vocali). Anche gravidanza richiede valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio e del timing chirurgico.
Assolute:
Sono considerate controindicazioni assolute alla paratiroidectomia: impossibilità di ottenere un consenso informato valido (per incapacità decisionale non supportata da un rappresentante legale); instabilità emodinamica o respiratoria non correggibile, cioè condizioni in cui cuore e/o polmoni non garantiscono una perfusione e un’ossigenazione adeguate nonostante le terapie; coagulopatia non correggibile, ovvero un grave difetto della coagulazione non reversibile che espone a rischio inaccettabile di sanguinamento; infezione sistemica grave non controllata (sepsi), ossia un’infezione che coinvolge l’intero organismo con compromissione clinica; allergia o reazione anafilattica documentata e non gestibile ai farmaci indispensabili per anestesia o profilassi perioperatoria quando non esistono alternative sicure; rifiuto esplicito dell’intervento da parte del paziente. In alcune situazioni, la mancata possibilità di garantire un’anestesia generale sicura per condizioni non modificabili rappresenta un impedimento categorico alla procedura.
Il paziente conferma di aver compreso tali condizioni e dichiara di escluderne la presenza al momento della firma.
Consenso Informato Paratiroidectomia: Alternative disponibili
Possibili alternative:
Le principali alternative alla paratiroidectomia dipendono dalla causa e dalla gravità dell’iperparatiroidismo. Nei pazienti senza criteri di intervento è possibile la sorveglianza attiva, con controlli periodici di calcio nel sangue, funzione renale, densità minerale ossea e valutazione di calcoli renali. Può essere indicata una terapia medica per ridurre le complicanze: cinacalcet (farmaco che abbassa la calcemia modulando il recettore del calcio) e farmaci anti-riassorbitivi come bisfosfonati o denosumab per proteggere l’osso. Sono inoltre raccomandate idratazione adeguata e correzione di carenze di vitamina D, se presenti.
Principali differenze:
La paratiroidectomia consiste nell’asportazione di una o più paratiroidi per controllare l’iperparatiroidismo (eccesso di ormone paratiroideo con possibile ipercalcemia, cioè calcio alto nel sangue). Offre il beneficio di una correzione spesso definitiva e rapido miglioramento dei sintomi, ma comporta rischi chirurgici come lesione del nervo laringeo ricorrente (raucedine), sanguinamento, infezione e ipocalcemia (calcio basso) transitoria o rara permanente; è una procedura invasiva, seppur spesso con accessi mini-invasivi. Le alternative includono osservazione e follow-up nei casi lievi, terapia medica (idratazione, farmaci che riducono il calcio o l’attività paratiroidea) e trattamento dell’osteoporosi: sono meno invasive, ma in genere non risolutive e richiedono controlli prolungati.
Conseguenze del rifiuto:
Se il paziente non si sottopone a paratiroidectomia, la patologia può persistere o peggiorare con mantenimento di iperparatiroidismo (eccessiva produzione di ormone paratiroideo, PTH) e ipercalcemia (calcio elevato nel sangue). Le possibili conseguenze includono calcolosi renale e danno renale progressivo, riduzione della densità minerale ossea fino a osteoporosi con rischio aumentato di fratture, dolori ossei e debolezza. Possono inoltre comparire o aggravarsi disturbi neurocognitivi (stanchezza, difficoltà di concentrazione), sintomi gastrointestinali e, nei casi più severi, crisi ipercalcemica, potenzialmente grave.
Consenso Informato Paratiroidectomia: Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
Per la preparazione alla paratiroidectomia è necessario seguire le indicazioni chirurgiche e anestesiologiche. In genere è richiesto digiuno da cibi solidi per almeno 6 ore e sospensione dei liquidi chiari 2 ore prima (salvo diversa indicazione). Informi l’équipe su allergie, precedenti reazioni ad anestetici, dispositivi impiantati e su tutti i farmaci assunti. Alcuni farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento (ad esempio antiaggreganti e anticoagulanti) possono richiedere sospensione o sostituzione programmata. Eviti fumo e alcol nei giorni precedenti. Potranno essere richiesti esami del sangue e controllo di calcemia (calcio nel sangue) e vitamina D.
Cosa fare dopo:
Dopo paratiroidectomia è normale avvertire dolore cervicale lieve-moderato, raucedine transitoria e stanchezza. Mantenga la medicazione pulita e asciutta; segua le indicazioni su doccia e cura della ferita. Assuma i farmaci prescritti, inclusi eventuali integratori di calcio e vitamina d, per prevenire ipocalcemia (calcio basso nel sangue). Contatti subito il medico in caso di formicolii a labbra o dita, crampi, spasmi, voce che peggiora, difficoltà respiratoria, sanguinamento, febbre o gonfiore progressivo del collo. Riprenda gradualmente attività e alimentazione; eviti sforzi intensi finché autorizzato. Effettui i controlli e gli esami del calcio programmati.
Cosa evitare:
Dopo paratiroidectomia è opportuno evitare per 1–2 settimane sforzi intensi, sollevamento di pesi e attività sportive, per ridurre il rischio di sanguinamento e ematoma cervicale (raccolta di sangue nei tessuti). Limitare movimenti bruschi del collo e non guidare finché si assumono analgesici oppioidi o finché dolore e mobilità non sono adeguati, per sicurezza. Evitare fumo e alcol, che possono rallentare la guarigione. Non immergere la ferita (bagni, piscina) finché non è completamente chiusa; doccia consentita se indicato. Contattare subito il medico in caso di difficoltà respiratoria, gonfiore rapido del collo o formicolii/crampi (possibile ipocalcemia, cioè calcio basso).
A cosa prestare attenzione:
Dopo paratiroidectomia contatti subito un medico se compaiono difficoltà a respirare, parlare o deglutire, gonfiore rapido del collo, sanguinamento dalla ferita o lividi che aumentano, perché possono indicare ematoma (raccolta di sangue) o compressione delle vie aeree. È urgente anche in caso di febbre, arrossamento caldo e doloroso, pus o dolore in peggioramento, possibili segni di infezione. Prestare attenzione a formicolii a labbra o dita, crampi, spasmi o tremori, che possono indicare ipocalcemia (calcio basso). Segnalare anche raucedine persistente o voce che peggiora.