Consenso informato alla procedura di Mastectomia semplice monolaterale
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Mastectomia semplice monolaterale? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Mastectomia semplice monolaterale è un Trattamento, talvolta denominato anche "Asportazione mammella singola", che rientra nell'area specialistica di Chirurgia generale. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "85.41 Mastectomia semplice monolaterale".
Consenso Informato Mastectomia semplice monolaterale: Descrizione della procedura
Cosa è:
La mastectomia semplice monolaterale è un intervento chirurgico che prevede l’asportazione completa della ghiandola mammaria di un solo lato, includendo di norma il complesso areola-capezzolo e la fascia che riveste il muscolo pettorale, senza rimuovere sistematicamente i linfonodi dell’ascella. Viene eseguita in sala operatoria in anestesia generale. Il chirurgo pratica un’incisione sulla cute della mammella, separa la ghiandola dai tessuti circostanti e la rimuove; in alcuni casi può essere associato il prelievo del linfonodo sentinella (il primo linfonodo che riceve il drenaggio della mammella) per valutazione istologica. Al termine si controlla l’emostasi, si posizionano eventuali drenaggi e si sutura la ferita.
A cosa serve:
La mastectomia semplice monolaterale è un intervento che prevede l’asportazione della sola ghiandola mammaria di un lato, generalmente senza rimuovere i muscoli pettorali e, salvo indicazioni specifiche, senza svuotamento ascellare (rimozione dei linfonodi dell’ascella). Le finalità principali sono rimuovere completamente il tessuto mammario sede di malattia e ridurre il rischio di persistenza o recidiva locale (ritorno della malattia nella stessa area). Gli obiettivi clinici includono ottenere un adeguato controllo locale del tumore e consentire una corretta valutazione istologica, cioè l’analisi al microscopio dei tessuti asportati per definire diagnosi e margini chirurgici.
Che natura ha:
La mastectomia semplice monolaterale è un intervento di chirurgia maggiore che prevede l’asportazione chirurgica completa della ghiandola mammaria di un solo lato, con preservazione in genere dei muscoli pettorali e, se non diversamente indicato, senza rimozione sistematica dei linfonodi ascellari. È una procedura invasiva e demolitiva/distruttiva (rimuove tessuto), eseguita in sala operatoria con tecniche manuali e strumentali. Non è una procedura farmacologica, ma richiede anestesia generale e analgesici. È potenzialmente dolorosa nel post-operatorio, con dolore di solito controllabile con terapia antalgica.
Cosa comporta:
La mastectomia semplice monolaterale interessa principalmente il seno di un solo lato, con rimozione della ghiandola mammaria e, di norma, della cute sovrastante inclusi capezzolo e areola. Sono coinvolti anche il tessuto sottocutaneo (strato adiposo) e i piani superficiali della parete toracica; il muscolo grande pettorale e i muscoli toracici in genere non vengono asportati, ma possono essere esposti o scollati. L’ascella è di solito non trattata nella mastectomia semplice; eventuali manovre sui linfonodi ascellari sono procedure aggiuntive.
Quanto dura:
La durata prevedibile di una mastectomia semplice monolaterale è in genere di circa 1–2 ore, calcolate dal momento dell’incisione cutanea alla chiusura della ferita. I tempi possono aumentare se sono presenti aderenze o alterazioni dei tessuti dovute a interventi precedenti, infezioni o radioterapia, se vi sono difficoltà emostatiche (controllo del sanguinamento), oppure in caso di obesità o anatomia complessa. La durata può variare anche per la necessità di posizionare uno o più drenaggi (tubicini per evacuare sangue o siero) e per eventuali procedure associate concordate.
Consenso Informato Mastectomia semplice monolaterale: Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
La mastectomia semplice monolaterale consiste nell’asportazione completa della ghiandola mammaria di un solo lato, preservando di norma i muscoli pettorali e senza asportazione routinaria dei linfonodi ascellari (i “linfonodi” sono piccole strutture del sistema immunitario che possono essere sede di diffusione tumorale). Il principale beneficio atteso, quando indicata per tumore della mammella, è il controllo locale della malattia tramite la rimozione del tessuto che contiene il tumore e di eventuali aree microscopiche non visibili agli esami, con conseguente riduzione del rischio di recidiva locale (ricomparsa del tumore nella sede operata). Nelle forme iniziali, la mastectomia offre in genere un’elevata probabilità di controllo locale, con tassi di recidiva sulla parete toracica complessivamente bassi (circa 2–10% a 10 anni), variabili in base a dimensioni del tumore, margini chirurgici, grado biologico, età e terapie complementari (radioterapia, terapia ormonale, chemioterapia).
Quando eseguita in ambito profilattico in soggetti ad alto rischio (ad esempio portatori di mutazioni genetiche predisponenti), può determinare una riduzione sostanziale del rischio di sviluppare un tumore della mammella, generalmente nell’ordine di circa 90–95%, pur non azzerandolo perché può rimanere una piccola quota di tessuto mammario.
I risultati possono essere limitati o incerti perché la mastectomia non elimina il rischio di metastasi (diffusione a distanza) se la malattia è già sistemica o biologicamente aggressiva; inoltre l’esito estetico e la sensibilità cutanea possono essere imprevedibili e dipendono da anatomia individuale, cicatrizzazione e necessità di trattamenti aggiuntivi.
Consenso Informato Mastectomia semplice monolaterale: Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
Gli effetti collaterali comuni dopo mastectomia semplice monolaterale includono dolore e fastidio locale, gonfiore (edema), ecchimosi (lividi) e sanguinamento minimo dalla ferita. Sono frequenti nausea e vomito post-operatori legati all’anestesia e agli analgesici. È comune una riduzione o alterazione della sensibilità cutanea nella zona del torace e dell’ascella, dovuta all’interruzione di piccoli rami nervosi superficiali; spesso migliora nel tempo, ma può persistere.
Tra le complicanze generali della chirurgia rientrano infezione della ferita chirurgica (in genere circa 2–10%), sanguinamento/ematoma che può richiedere drenaggio o reintervento (circa 1–5%), ritardo di guarigione e deiscenza della ferita (riapertura parziale dei margini). Possono verificarsi sieroma (raccolta di liquido nella sede operata) con necessità di aspirazioni ripetute (frequente, circa 10–30% o più a seconda delle definizioni), cicatrice dolorosa o ispessita e dolore post-operatorio persistente; quando il dolore dura oltre 3 mesi si parla di dolore cronico post-mastectomia, riportato in una quota variabile (circa 20–40%, spesso di intensità lieve-moderata). Possibili anche trombosi venosa profonda ed embolia polmonare (globalmente circa 0,5–2% nelle chirurgie maggiori, variabile con età e fattori di rischio).
Le complicanze specifiche della procedura comprendono necrosi cutanea dei lembi (sofferenza dei tessuti con possibile perdita di porzioni di cute, circa 1–10%), sieroma persistente, alterazioni estetiche e asimmetria, limitazione temporanea della mobilità della spalla e lesioni nervose con intorpidimento o dolore neuropatico (dolore “a scossa” o bruciore). Se associata a manovre ascellari (anche solo esplorative), può comparire linfedema (gonfiore cronico del braccio per alterato drenaggio linfatico), generalmente meno frequente rispetto allo svuotamento ascellare, ma possibile (circa 2–8% con procedure ascellari limitate; più alto se più estese).
I rischi sistemici e pericolo per la vita, sebbene rari, includono reazioni allergiche gravi a farmaci o materiali, complicanze cardiache o respiratorie legate all’anestesia (più probabili in presenza di comorbilità), emorragia maggiore e sepsi (infezione grave generalizzata). La mortalità perioperatoria nella mastectomia elettiva è molto bassa (in genere <0,1%), ma non nulla.
Consenso Informato Mastectomia semplice monolaterale: Controindicazioni
Relative:
Le principali controindicazioni relative (cioè condizioni che non escludono in modo assoluto l’intervento ma richiedono valutazione specialistica, ottimizzazione clinica e precauzioni) alla mastectomia semplice monolaterale includono instabilità cardiaca o respiratoria (scompenso non compensato, ischemia recente, broncopneumopatia grave), disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante/antiaggregante non modulabile, anemia importante o grave alterazione dello stato generale, diabete non controllato e malnutrizione/ipoproteinemia (ridotte proteine nel sangue), che aumentano il rischio di infezioni e ritardata cicatrizzazione. Sono rilevanti anche infezioni attive della mammella o sistemiche, fumo attivo e obesità, associati a complicanze della ferita e necrosi cutanea. Gravidanza e allattamento richiedono un bilancio rischio-beneficio e coordinamento multidisciplinare. La presenza di precedente radioterapia, cicatrici estese o vasculopatie può compromettere la perfusione dei tessuti e richiedere strategie chirurgiche dedicate. Inoltre, allergie a farmaci o materiali (anestetici, antibiotici, antisettici, lattice) impongono misure preventive specifiche.
Assolute:
Le principali controindicazioni assolute alla mastectomia semplice monolaterale (asportazione completa della ghiandola mammaria senza rimozione sistematica dei linfonodi ascellari) sono condizioni che rendono l’intervento non eseguibile in sicurezza o non appropriato dal punto di vista clinico. Sono considerate assolute: instabilità emodinamica o grave compromissione delle funzioni vitali non correggibile, cioè pressione e circolazione non controllabili; sepsi o infezione sistemica non controllata, ovvero infezione diffusa con rischio elevato di complicanze; incapacità a tollerare l’anestesia generale per insufficienza cardiaca o respiratoria grave non compensata, cioè cuore o polmoni non in grado di sostenere l’intervento; disturbi della coagulazione non correggibili o impossibilità a sospendere/gestire farmaci anticoagulanti/antiaggreganti ad alto rischio, con pericolo di emorragia maggiore; rifiuto o mancato consenso informato valido, inclusa incapacità decisionale senza un rappresentante legale.
Il paziente conferma di aver compreso tali condizioni e dichiara di escluderne la presenza al momento della firma del consenso.
Consenso Informato Mastectomia semplice monolaterale: Alternative disponibili
Possibili alternative:
Le principali alternative alla mastectomia semplice monolaterale dipendono da diagnosi, stadio e caratteristiche biologiche della malattia. In molti casi è possibile la chirurgia conservativa (quadrantectomia o lumpectomia), cioè l’asportazione del solo tumore con margine di tessuto sano, in genere seguita da radioterapia per ridurre il rischio di recidiva. Quando indicato, si può associare la biopsia del linfonodo sentinella (primo linfonodo di drenaggio) o la dissezione ascellare. In alcune situazioni sono alternative o trattamenti complementari la terapia sistemica (chemioterapia, ormonoterapia, terapie a bersaglio molecolare) e, selezionati casi, la sorveglianza attiva.
Principali differenze:
La mastectomia semplice monolaterale prevede l’asportazione della sola ghiandola mammaria, con conservazione dei muscoli pettorali; offre rimozione completa del tessuto mammario e può ridurre il rischio di recidiva locale, ma è più invasiva della chirurgia conservativa e comporta cicatrice estesa, sieroma (raccolta di liquido), infezione e possibili alterazioni della sensibilità. La chirurgia conservativa (quadrantectomia/lumpectomia) è meno invasiva, preserva maggiormente l’aspetto, ma spesso richiede radioterapia e può avere un rischio locale leggermente maggiore. La mastectomia con ricostruzione aggiunge tempi e rischi protesici o dei lembi, ma migliora l’esito estetico. La sorveglianza o terapia sistemica senza chirurgia è meno invasiva, ma può essere insufficiente per il controllo locale in alcuni casi.
Conseguenze del rifiuto:
La mancata esecuzione della mastectomia semplice monolaterale può comportare la persistenza della patologia mammaria per cui l’intervento è indicato (ad esempio tumore o lesione ad alto rischio). In ambito oncologico, ciò può determinare progressione locale della malattia, con aumento delle dimensioni della lesione e possibile coinvolgimento di cute, muscoli o linfonodi ascellari, rendendo necessari trattamenti futuri più complessi (chirurgia più estesa, radioterapia o chemioterapia). Può inoltre aumentare il rischio di comparsa di metastasi (diffusione a distanza) e peggiorare la prognosi. Possono persistere o peggiorare dolore, ulcerazione, sanguinamento o infezioni locali.
Consenso Informato Mastectomia semplice monolaterale: Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
Per prepararsi alla mastectomia semplice monolaterale, il paziente deve seguire le indicazioni su digiuno preoperatorio (di norma niente cibi solidi per 6 ore; liquidi chiari fino a 2 ore, salvo diversa prescrizione). È necessario comunicare allergie, terapie in corso e comorbidità; alcuni farmaci richiedono sospensione o modifica, soprattutto anticoagulanti/antiaggreganti (farmaci che riducono la coagulazione) e alcuni antidiabetici. Evitare fumo e alcol; non applicare creme o deodoranti sul torace il giorno dell’intervento. Eseguire doccia con detergente antisettico se indicata. Segnalare febbre o infezioni recenti. Portare reggiseno contenitivo o indumento consigliato.
Cosa fare dopo:
Dopo mastectomia semplice monolaterale, mantenga la medicazione pulita e asciutta; segua le indicazioni su doccia e cambio medicazioni. Assuma i farmaci prescritti, inclusi analgesici e, se indicati, antibiotici. Se sono presenti drenaggi, misuri e registri la quantità di liquido e si presenti ai controlli per la rimozione. Mobilizzi precocemente braccio e spalla dal lato operato secondo indicazione per ridurre rigidità e linfedema (gonfiore da ristagno linfatico). Eviti sforzi e sollevamento pesi finché autorizzato. Contatti subito se compaiono febbre, rossore crescente, dolore intenso, secrezione purulenta, sanguinamento, dispnea o gonfiore marcato.
Cosa evitare:
Dopo mastectomia semplice monolaterale è opportuno evitare sforzi fisici e sollevamento di pesi con il braccio del lato operato finché autorizzato dal chirurgo, per ridurre rischio di sanguinamento, sieroma (raccolta di liquido) e deiscenza della ferita (riapertura). Limitare movimenti ripetitivi sopra la testa e attività sportive; non guidare finché dolore e limitazione funzionale lo impediscono e finché si assumono analgesici sedativi. Non bagnare o manipolare medicazione e drenaggi, non applicare creme sulla ferita e non esporsi a fumo di sigaretta. Evitare sauna/piscina finché la ferita non è guarita.
A cosa prestare attenzione:
Dopo una mastectomia semplice monolaterale contatti subito un medico se compaiono febbre (≥ 38 °C) o brividi, dolore intenso o in rapido peggioramento non controllato dai farmaci, sanguinamento dalla ferita o aumento improvviso del gonfiore, arrossamento esteso, calore, secrezione purulenta o cattivo odore dalla ferita (possibili segni di infezione). Segnali anche tensione marcata o raccolta di liquido sotto la cute (sieroma o ematoma), gonfiore importante del braccio o formicolii persistenti, difficoltà respiratoria, dolore toracico o improvvisa mancanza di fiato (possibile tromboembolia). Inoltre, contatti il medico se il drenaggio si interrompe, aumenta molto o diventa torbido.