Consenso informato alla procedura di Mastectomia semplice bilaterale

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Mastectomia semplice bilaterale? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Mastectomia semplice bilaterale è un Trattamento, talvolta denominato anche "Asportazione di entrambe le mammelle", che rientra nell'area specialistica di Chirurgia generale. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "85.42 Mastectomia semplice bilaterale".

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Consenso Informato Mastectomia semplice bilaterale: Descrizione della procedura

Cosa è:

La mastectomia semplice bilaterale è un intervento chirurgico che prevede l’asportazione di entrambe le ghiandole mammarie, includendo il tessuto mammario e, di norma, il complesso areola-capezzolo, con rimozione limitata della cute. Non comporta l’asportazione sistematica dei linfonodi ascellari, che può essere eseguita separatamente solo se indicato. L’intervento si svolge in anestesia generale: il chirurgo esegue incisioni sulla mammella, separa e rimuove il tessuto ghiandolare fino al piano muscolare, controlla il sanguinamento e posiziona uno o più drenaggi per ridurre raccolte di sangue o siero. La ferita viene quindi chiusa con punti e medicazioni. Obiettivo principale è rimuovere il tessuto mammario.

A cosa serve:

La mastectomia semplice bilaterale è un intervento che prevede l’asportazione di entrambe le ghiandole mammarie, generalmente includendo complesso areola-capezzolo e cute in misura variabile, senza rimozione sistematica dei muscoli pettorali e senza dissezione completa dei linfonodi ascellari (eventualmente sostituita dalla biopsia del linfonodo sentinella, cioè del primo linfonodo di drenaggio). Le finalità principali sono trattare o prevenire il carcinoma mammario e ridurre il rischio di recidiva locale. Gli obiettivi clinici includono ottenere margini chirurgici adeguati, controllare la malattia locale e permettere una corretta stadiazione quando indicato.

Che natura ha:

La mastectomia semplice bilaterale è un intervento chirurgico di chirurgia generale che consiste nell’asportazione di entrambe le ghiandole mammarie, di norma includendo areola e capezzolo, con preservazione dei muscoli pettorali; può essere associata a valutazione dei linfonodi (ad esempio biopsia del linfonodo sentinella). È una procedura invasiva e distruttiva/ablativa (rimuove tessuto), eseguita in anestesia generale. Non è un trattamento farmacologico; è una procedura principalmente manuale/strumentale. Il dolore intraoperatorio è prevenuto dall’anestesia, mentre nel post-operatorio sono possibili dolore, tensione e ridotta sensibilità, controllabili con analgesici.

Cosa comporta:

La mastectomia semplice bilaterale coinvolge principalmente entrambi i seni, con asportazione della ghiandola mammaria e, di norma, del complesso areola-capezzolo; la quantità di cute rimossa può variare in base alla tecnica e alle condizioni locali. Sono interessati anche i tessuti sottocutanei e i piani superficiali della parete toracica anteriore; i muscoli pettorali in genere vengono conservati. È possibile il coinvolgimento dei linfonodi ascellari solo se associata una procedura dedicata (biopsia del linfonodo sentinella o svuotamento ascellare). Sono coinvolte le regioni di incisione e drenaggio.

Quanto dura:

La mastectomia semplice bilaterale ha una durata prevedibile di circa 2–4 ore in sala operatoria, considerando anestesia generale, preparazione del campo sterile ed esecuzione dell’intervento. Il tempo può aumentare se sono presenti aderenze da precedenti interventi, obesità, alterazioni della coagulazione (maggiore rischio di sanguinamento), infiammazione o infezione, o se è necessario un controllo emostatico più prolungato. Anche difficoltà tecniche legate all’anatomia o la necessità di posizionare drenaggi possono allungare la procedura. In caso di complicanze intraoperatorie, i tempi possono risultare ulteriormente variabili.

Consenso Informato Mastectomia semplice bilaterale: Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

La mastectomia semplice bilaterale consiste nell’asportazione chirurgica di entrambe le mammelle, includendo la ghiandola mammaria e il complesso areola-capezzolo, di norma senza l’asportazione dei muscoli pettorali e senza dissezione sistematica dei linfonodi ascellari, salvo indicazioni specifiche. Il beneficio atteso principale è la rimozione completa del tessuto mammario macroscopicamente malato, con conseguente controllo locale della neoplasia quando indicata come trattamento terapeutico. In presenza di tumore mammario, la procedura mira a ridurre il rischio di recidiva locale (ripresa della malattia nella sede operata); i tassi di controllo locale a 10 anni dopo mastectomia risultano in genere elevati e frequentemente riportati intorno al 90–95%, variando in base a stadio, biologia del tumore e terapie aggiuntive.

Quando eseguita a scopo di riduzione del rischio in soggetti ad alto rischio genetico (es. portatrici di varianti patogene di BRCA1/BRCA2), il beneficio atteso è la marcata riduzione dell’incidenza di carcinoma mammario, generalmente nell’ordine di circa 90–95%; può inoltre ridurre l’ansia correlata al rischio oncologico in alcune persone.

Esistono limiti importanti: non elimina totalmente il rischio di tumore perché può residuare minima quota di tessuto mammario; l’efficacia dipende da fattori individuali e può essere necessaria integrazione con terapie sistemiche (chemioterapia, ormonoterapia, terapie a bersaglio) o radioterapia secondo indicazione. I risultati estetici e funzionali possono essere variabili, specialmente senza ricostruzione o in presenza di comorbilità.

Consenso Informato Mastectomia semplice bilaterale: Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

Gli effetti collaterali comuni dopo mastectomia semplice bilaterale includono dolore, gonfiore ed ecchimosi (lividi) nella sede operata, senso di tensione toracica e limitazione temporanea dei movimenti della spalla; sono attesi nei primi giorni o settimane e in genere migliorano con analgesici e fisioterapia. È frequente anche una alterazione della sensibilità cutanea (ipoestesia, formicolii o dolore neuropatico), legata alla sezione di piccoli nervi cutanei; può persistere per mesi e, in una quota di pazienti, diventare cronica (dolore persistente dopo chirurgia mammaria in circa 20–30%, spesso di intensità variabile).

Le complicanze generali di qualunque intervento chirurgico comprendono sanguinamento e ematoma (raccolta di sangue), infezione della ferita (spesso trattabile con antibiotici e, talvolta, drenaggio), ritardo di guarigione o deiscenza (riapertura parziale della ferita), reazioni avverse ad anestesia e farmaci (nausea, vomito, allergie), e trombosi venosa profonda ed embolia polmonare (coaguli nelle vene profonde con possibile migrazione ai polmoni). Per la chirurgia mammaria maggiore, il rischio di tromboembolismo è in genere basso ma non nullo, spesso stimato complessivamente intorno a <1–2% a seconda dei fattori individuali.

Le complicanze specifiche della procedura includono sieroma (raccolta di liquido sieroso sotto la ferita), tra le più frequenti dopo mastectomia, con incidenze riportate variabili e spesso nell’ordine di 10–50%, talora richiedendo aspirazioni ambulatoriali. Possono verificarsi necrosi cutanea dei lembi (sofferenza/“morte” di una porzione di cute per ridotta perfusione), in genere 1–10% ma più probabile in caso di fumo, diabete o obesità; alterazioni cicatriziali (cicatrice ipertrofica o cheloide), asimmetrie o irregolarità del profilo toracico, e perdita permanente di sensibilità del complesso areola-capezzolo se rimosso. Se è eseguita contestualmente biopsia del linfonodo sentinella o dissezione ascellare, aumenta il rischio di linfedema (gonfiore cronico del braccio) e di limitazione funzionale della spalla; il linfedema è in media circa 5–10% dopo linfonodo sentinella e può superare 15–25% dopo dissezione ascellare.

I rischi sistemici e potenzialmente pericolosi per la vita sono rari ma includono emorragia maggiore, sepsi (infezione grave generalizzata), tromboembolia polmonare, eventi cardiaci o respiratori perioperatori e, molto raramente, morte (in genere <0,1% in assenza di gravi comorbidità).

Consenso Informato Mastectomia semplice bilaterale: Controindicazioni

Relative:

Le principali controindicazioni relative (cioè condizioni che non escludono necessariamente l’intervento ma richiedono valutazione specialistica e misure di sicurezza dedicate) alla mastectomia semplice bilaterale includono instabilità clinica o anestesiologica (ad esempio cardiopatia o pneumopatia non controllate), disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante/antiaggregante (farmaci che riducono la coagulazione, con aumento del rischio di sanguinamento), diabete non compensato e obesità severa (maggiore rischio di infezioni e problemi di cicatrizzazione), malnutrizione o carenze proteiche, fumo attivo (rallenta la guarigione), immunosoppressione o terapie oncologiche recenti (ridotta capacità di difesa e riparazione dei tessuti), pregressa radioterapia toracica (tessuti più fragili), infezioni cutanee o sistemiche in atto, e linfedema o pregressa chirurgia ascellare (alterazione del drenaggio linfatico). Anche fragilità/età avanzata e difficoltà nell’aderenza a cure post-operatorie richiedono un bilancio personalizzato rischio-beneficio.

Assolute:

Le principali controindicazioni assolute alla mastectomia semplice bilaterale (asportazione chirurgica di entrambe le mammelle, senza svuotamento ascellare di routine) includono condizioni che rendono l’intervento non eseguibile in sicurezza o non appropriato. È controindicazione assoluta la mancanza di consenso informato valido, ad esempio per rifiuto esplicito o per incapacità decisionale senza un rappresentante legalmente autorizzato. È controindicata in presenza di instabilità clinica non correggibile, come shock (grave compromissione della circolazione) o insufficienza respiratoria acuta non stabilizzabile. Costituisce controindicazione assoluta una coagulopatia grave non correggibile (alterazione della coagulazione con alto rischio di emorragia) o l’impossibilità di sospendere/gestire anticoagulanti essenziali quando ciò espone a rischio inaccettabile. È controindicazione assoluta una infezione sistemica non controllata (sepsi) o un’infezione attiva significativa nel sito chirurgico non trattabile prima dell’intervento. Infine, è controindicazione assoluta l’assenza di indicazione clinica appropriata alla procedura, quando il rapporto rischio/beneficio risulta sfavorevole.

Il paziente conferma di aver compreso tali condizioni e dichiara di escluderne la presenza al momento della firma.

Consenso Informato Mastectomia semplice bilaterale: Alternative disponibili

Possibili alternative:

Le principali alternative alla mastectomia semplice bilaterale dipendono dalla diagnosi e dal rischio individuale. Quando indicato, è possibile la chirurgia conservativa della mammella (quadrantectomia o lumpectomia), che rimuove solo il tumore con un margine di tessuto sano e di solito richiede radioterapia (trattamento con radiazioni) per ridurre il rischio di recidiva. In alcuni casi si può scegliere una mastectomia monolaterale invece di bilaterale. Per forme sensibili agli ormoni o con specifici bersagli biologici, sono alternative o integrazioni terapie sistemiche come ormonoterapia (farmaci che bloccano gli ormoni), chemioterapia o terapie mirate. In situazioni selezionate è possibile sorveglianza attiva con controlli programmati.

Principali differenze:

La mastectomia semplice bilaterale consiste nell’asportazione di entrambe le mammelle, preservando in genere i muscoli pettorali e senza rimozione sistematica dei linfonodi; offre massima riduzione del rischio di recidiva o di nuovo tumore mammario nei casi indicati, ma comporta maggiore invasività, perdita definitiva del seno, possibili complicanze di ferita (sanguinamento, infezione, sieroma) e alterazioni della sensibilità. Alternative sono la chirurgia conservativa (quadrantectomia/lumpectomia), meno invasiva e con miglior risultato estetico, ma spesso richiede radioterapia e ha rischio locale superiore. La sorveglianza attiva o la terapia medica possono evitare l’intervento, ma non eliminano il tessuto a rischio. La ricostruzione mammaria può migliorare l’esito estetico, con ulteriori rischi chirurgici.

Conseguenze del rifiuto:

La mancata esecuzione della mastectomia semplice bilaterale può comportare la persistenza della patologia mammaria per cui l’intervento è indicato. In caso di neoplasia (tumore maligno), può verificarsi progressione locale con aumento di dimensioni e infiltrazione dei tessuti, ulcerazione e sanguinamento, dolore, e possibile diffusione a distanza (metastasi), con riduzione delle possibilità di controllo della malattia e della sopravvivenza. Possono inoltre rendersi necessari trattamenti più complessi (chirurgia più estesa, chemioterapia o radioterapia) e aumentare le complicanze. In patologie benigne ad alto rischio, può persistere o aumentare il rischio di trasformazione.

Consenso Informato Mastectomia semplice bilaterale: Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Nei giorni precedenti, informi l’équipe di tutti i farmaci, integratori e allergie; alcuni medicinali, in particolare anticoagulanti/antiaggreganti (terapie che riducono la coagulazione del sangue), possono richiedere sospensione o modifica secondo indicazione medica. Comunichi eventuali patologie cardiache o respiratorie, diabete, gravidanza e precedenti anestesie. Esegua gli esami prescritti e segua le istruzioni su doccia con detergente antisettico. Il giorno dell’intervento rispetti il digiuno (di norma 6 ore per solidi e 2 ore per liquidi chiari, salvo diversa indicazione). Eviti fumo e alcol, rimuova trucco, smalto e gioielli, e organizzi accompagnamento e assistenza a domicilio.

Cosa fare dopo:

Dopo mastectomia semplice bilaterale segua le indicazioni su medicazioni e igiene della ferita; mantenga il bendaggio asciutto e controlli quotidianamente arrossamento, calore, secrezioni o cattivo odore. I drenaggi, se presenti, vanno gestiti come indicato, registrando quantità e colore; la rimozione avviene di solito entro pochi giorni in base alla produzione. Assuma analgesici e, se prescritti, antibiotici secondo schema. Eviti sforzi, sollevamento pesi e movimenti ripetitivi delle braccia finché autorizzato; inizi esercizi di mobilizzazione graduale per prevenire rigidità. Contatti subito se febbre, dolore crescente, gonfiore improvviso, sanguinamento, dispnea o segni di infezione. È frequente dolore, lividi, senso di tensione e ridotta sensibilità cutanea nelle prime settimane.

Cosa evitare:

Dopo una mastectomia semplice bilaterale è opportuno limitare gli sforzi degli arti superiori: evitare sollevare pesi, spingere o tirare oggetti, movimenti ripetitivi sopra la testa e attività sportive finché il chirurgo non autorizza. Evitare di guidare se il dolore limita i movimenti o se si assumono farmaci analgesici oppioidi (antidolorifici che possono dare sonnolenza). Evitare fumo e alcol, che possono interferire con la guarigione. Non immergere le ferite in vasca/piscina e non applicare creme o disinfettanti non prescritti. Limitare esposizione al sole sulle cicatrici.

A cosa prestare attenzione:

Dopo mastectomia semplice bilaterale contatti subito un medico se compaiono febbre o brividi, aumento rapido di dolore, arrossamento, calore o gonfiore della ferita, fuoriuscita di pus o cattivo odore, sanguinamento persistente o lividi in rapido aumento. Richiede valutazione urgente anche gonfiore progressivo del torace o tensione dolorosa (possibile raccolta di sangue o siero), difficoltà respiratoria, dolore toracico o mancanza di fiato (possibile tromboembolia), gonfiore improvviso di un braccio, intorpidimento marcato o debolezza, oppure drenaggio che si interrompe bruscamente o aumenta molto.

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