Consenso informato alla procedura di Lifting medio-facciale
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Lifting medio-facciale? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Lifting medio-facciale è un Trattamento, talvolta denominato anche "Ritidectomia del terzo medio del volto", che rientra nell'area specialistica di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "86.82 Ritidectomia facciale (Lifting facciale)".
Consenso Informato Lifting medio-facciale: Illustrazione grafica

Lifting medio-facciale: intervento per sollevare e tonificare guance e area sotto-orbitale, riducendo i segni di cedimento cutaneo e ringiovanendo il viso.

Principali scopi e zone di intervento del lifting medio-facciale: sollevare gli zigomi (A), ridefinire le guance (B) e attenuare il solco naso-labiale (C).

Consenso Informato Lifting medio-facciale: Descrizione della procedura
Cosa è:
Il lifting medio-facciale è una procedura chirurgica estetica finalizzata al ringiovanimento della parte centrale del volto, comprendente le regioni zigomatiche, il solco naso-labiale e la zona della guancia. Durante l'intervento, il chirurgo effettua delle incisioni che possono essere situate sotto le ciglia inferiori, prolungate lateralmente verso il margine dell'orbita, o all'interno della bocca.
Successivamente, vengono sollevati e riposizionati i tessuti molli, come il grasso e i muscoli, che con l'invecchiamento o altre cause si sono rilassati e spostati verso il basso. La cute in eccesso viene asportata e le incisioni vengono suturate con grande precisione per minimizzare le cicatrici visibili. L'intervento può essere eseguito da solo o in combinazione con altre procedure facciali, come la blefaroplastica inferiore, il lifting della fronte o del collo.
A cosa serve:
Il lifting medio-facciale serve a correggere i segni del tempo e del rilassamento cutaneo nella parte centrale del volto, che possono includere il cedimento delle guance, l'accentuazione dei solchi naso-labiali, e l'appiattimento delle regioni zigomatiche. L'obiettivo principale è quello di conferire al volto un aspetto più giovane e disteso, ripristinando i volumi persi e migliorando la definizione dei contorni facciali, senza alterare l'espressione naturale del viso.
Che natura ha:
Il lifting medio-facciale è una procedura invasiva di natura chirurgica. Comporta l'uso di anestesia generale o locale con sedazione e richiede la manipolazione dei tessuti profondi del volto. Durante l'intervento, vengono eseguite incisioni nella cute e i tessuti sottostanti vengono riposizionati.
Sebbene l'intervento possa comportare un certo grado di disagio e dolore post-operatorio, questi sintomi sono solitamente gestibili con analgesici comuni. L'intervento è considerato sicuro, ma come tutte le procedure chirurgiche, comporta rischi e potenziali complicanze.
Cosa comporta:
Il trattamento interessa principalmente la parte centrale del volto, incluse le guance, le regioni zigomatiche e il solco naso-labiale. Le incisioni possono essere effettuate sotto le ciglia inferiori, nelle regioni temporali o all'interno della bocca, a seconda delle necessità specifiche del paziente.
Il sollevamento e la fissazione dei tessuti possono comportare la presenza temporanea di gonfiore, ecchimosi e una temporanea riduzione della sensibilità cutanea. Queste aree del viso possono risultare edematose e sensibili per alcune settimane, e potrebbero essere necessarie diverse settimane o mesi per osservare il risultato finale.
Quanto dura:
La durata dell'intervento di lifting medio-facciale varia generalmente dalle 2 alle 3 ore, se eseguito isolatamente. La durata può estendersi se l'intervento viene combinato con altre procedure estetiche facciali, come la blefaroplastica o il lifting del collo. Il tempo di recupero completo può variare da alcune settimane a qualche mese, a seconda delle condizioni individuali del paziente e della risposta del corpo alla guarigione.
Consenso Informato Lifting medio-facciale: Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
Il lifting medio-facciale è una procedura chirurgica finalizzata a migliorare l’aspetto della parte centrale del volto, comprendente guance, regioni zigomatiche e solchi naso-labiali, con l’obiettivo di conferire un aspetto più giovane e fresco. Tra i benefici attesi rientra il ripristino dei volumi facciali, ottenuto attraverso il sollevamento e il riposizionamento dei tessuti molli, che consente di compensare la perdita di volume tipica dell’invecchiamento, in particolare a livello di guance e zigomi, rendendo il volto più pieno e tonico. Un ulteriore beneficio è rappresentato dalla riduzione delle rughe e dei solchi, poiché la procedura consente di attenuare visibilmente le rughe più profonde e i solchi naso-labiali, determinando una pelle dall’aspetto più liscio e disteso. Il riposizionamento dei tessuti può inoltre favorire il miglioramento della definizione del contorno del viso, contribuendo a una maggiore armonia dei profili, soprattutto nella regione della mascella e nella parte inferiore del volto, con riduzione dell’aspetto delle cosiddette guance cadenti. Se correttamente eseguito, il lifting medio-facciale può infine determinare un aspetto ringiovanito e naturale, preservando la naturale espressività e la fisionomia individuale del paziente.
La percentuale di successo del lifting medio-facciale, intesa come grado di soddisfazione complessiva del paziente rispetto ai risultati ottenuti, è generalmente elevata e si colloca indicativamente intorno all’85–90%. Tale valore può tuttavia variare in relazione alle aspettative individuali e alle condizioni preesistenti. Il risultato finale è influenzato da diversi fattori, tra cui la qualità e le caratteristiche della pelle, poiché una maggiore elasticità cutanea e un minore danno da esposizione solare sono associati a esiti migliori, lo stato di salute generale e le abitudini di vita, come il fumo e l’alimentazione, che possono incidere sul processo di guarigione e sull’esito estetico, nonché l’esperienza e l’abilità del chirurgo, che rivestono un ruolo determinante nel corretto svolgimento della procedura e nel raggiungimento del risultato atteso.
È importante essere consapevoli dei limiti della procedura. Il lifting medio-facciale può migliorare e rallentare i segni dell’invecchiamento, ma non è in grado di arrestare il processo naturale di invecchiamento; con il trascorrere del tempo, i tessuti continueranno fisiologicamente a rilassarsi e potrebbe rendersi necessario un intervento di ritocco dopo alcuni anni per mantenere i risultati. È fondamentale mantenere aspettative realistiche, poiché l’intervento consente un miglioramento significativo dell’aspetto del viso, ma non garantisce trasformazioni complete o risultati “miracolosi”, essendo l’esito condizionato anche dalla risposta individuale dell’organismo e dalla qualità dei tessuti. Dopo l’intervento possono inoltre manifestarsi lievi asimmetrie o imperfezioni, generalmente considerate nella norma, che in alcuni casi possono richiedere piccoli interventi correttivi. La durata dei risultati è variabile e dipende da fattori individuali; sebbene molti pazienti riferiscano un miglioramento che persiste per diversi anni, l’effetto può attenuarsi progressivamente nel tempo.
In sintesi, il lifting medio-facciale rappresenta una procedura in grado di offrire benefici significativi in termini di ringiovanimento e miglioramento dell’aspetto facciale, ma deve essere affrontato con piena consapevolezza dei suoi limiti e delle variabili che possono influenzarne l’efficacia, inserendosi in una visione complessiva di cura e mantenimento dell’aspetto del volto.
Consenso Informato Lifting medio-facciale: Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
Il lifting medio-facciale, pur essendo una procedura generalmente sicura quando eseguita da un chirurgo esperto, comporta, come ogni intervento chirurgico, la possibilità di incorrere in rischi e complicanze potenziali. È pertanto importante che il paziente sia informato sulla natura di tali eventi avversi e sulla loro probabilità di insorgenza.
Tra le possibili complicanze rientra l’ematoma, ovvero l’accumulo di sangue sotto la pelle, che può manifestarsi nelle ore o nei giorni successivi all’intervento e causare gonfiore, dolore e una colorazione scura della cute nella zona interessata. La sua incidenza è stimata intorno all’1–3% dei pazienti e, in alcuni casi, può rendersi necessario un intervento chirurgico per il drenaggio del sangue accumulato. Un’altra complicanza possibile è l’infezione, che può svilupparsi a livello delle incisioni o nei tessuti più profondi, manifestandosi con arrossamento, gonfiore, dolore e febbre. La probabilità è di circa l’1–2% e, nella maggior parte dei casi, il trattamento consiste nella somministrazione di antibiotici; solo raramente può essere richiesta una revisione chirurgica.
Le cicatrici ipertrofiche o i cheloidi rappresentano un’eventualità in cui le cicatrici diventano ispessite, rilevate, arrossate o tendono ad allargarsi nel tempo e, in alcuni casi, possono risultare permanenti. Questa evenienza interessa meno del 5% dei pazienti e può essere gestita mediante trattamenti locali, come creme al silicone, infiltrazioni di cortisone o, se necessario, interventi correttivi. La deiscenza della ferita, ossia la riapertura parziale o completa di una ferita chirurgica, è un evento raro, con una probabilità inferiore all’1%, e può richiedere ulteriori suture o trattamenti di medicazione.
Un rischio specifico è rappresentato dalle lesioni nervose, che possono determinare una perdita temporanea o, più raramente, permanente della sensibilità o del movimento in alcune aree del viso. Tali alterazioni possono tradursi, ad esempio, in difficoltà nel chiudere l’occhio, nel muovere una parte della bocca o in una riduzione della sensibilità del labbro superiore. Le lesioni nervose temporanee si verificano in circa l’1–2% dei casi, mentre quelle permanenti sono inferiori all’1%; nella maggior parte dei pazienti il recupero avviene spontaneamente entro 6–12 mesi.
Dopo l’intervento possono comparire asimmetrie del volto o irregolarità della superficie cutanea, con un risultato estetico percepito come non ottimale. Si tratta di un evento relativamente comune, poiché circa il 10–15% dei pazienti può notare piccole asimmetrie, generalmente di lieve entità, che nella maggior parte dei casi non richiedono trattamenti aggiuntivi, sebbene talvolta possano essere effettuate correzioni minori. Più rara è la necrosi cutanea, ovvero la morte di una porzione di tessuto per insufficiente apporto di sangue, che si verifica soprattutto in aree sottoposte a eccessiva tensione. La probabilità è inferiore allo 0,5% e la gestione richiede trattamenti medici intensivi ed eventualmente ulteriori interventi chirurgici per la rimozione del tessuto necrotico.
Sono inoltre possibili reazioni all’anestesia, sia generale sia locale, che possono manifestarsi con nausea, vomito o reazioni allergiche; in casi eccezionali possono insorgere complicanze più gravi di tipo respiratorio o cardiovascolare. Le reazioni lievi hanno una probabilità stimata intorno all’1–2%, mentre gli eventi avversi gravi sono estremamente rari, con un’incidenza inferiore allo 0,1%, e richiedono un trattamento medico immediato. Dopo l’intervento è frequente anche una riduzione temporanea della sensibilità cutanea nelle aree trattate, che si osserva nel 10–20% dei pazienti e tende a risolversi spontaneamente nel corso di alcuni mesi; solo in rari casi, inferiori all’1%, tale alterazione può persistere in modo permanente.
Tra le complicanze sistemiche più gravi, sebbene molto rare, rientrano la trombosi venosa profonda e la possibile embolia polmonare, condizioni dovute alla formazione di coaguli di sangue che possono insorgere soprattutto in presenza di fattori di rischio predisponenti. L’incidenza è inferiore allo 0,1% e la prevenzione si basa sulla mobilizzazione precoce, sull’uso di calze compressive e, in casi selezionati, sulla terapia anticoagulante. Sebbene eccezionale, esiste infine un rischio per la vita, comune a qualsiasi procedura chirurgica, legato a complicanze gravi quali embolia polmonare, reazioni anestesiologiche severe o emorragie non controllate; la probabilità stimata è estremamente bassa, inferiore allo 0,01%.
I rischi descritti, pur essendo reali, sono generalmente rari, soprattutto quando l’intervento viene eseguito da un chirurgo qualificato ed esperto. È fondamentale che il paziente ne sia consapevole e che discuta preventivamente con il chirurgo ogni eventuale dubbio o preoccupazione, valutando in modo ponderato il rapporto tra benefici attesi e rischi potenziali, al fine di assumere una decisione informata e consapevole.
Consenso Informato Lifting medio-facciale: Controindicazioni
Relative:
Le controindicazioni relative comprendono condizioni cliniche o situazioni nelle quali il lifting medio-facciale può essere eseguito esclusivamente dopo un’attenta valutazione del rapporto rischi/benefici da parte del medico. In tali circostanze possono rendersi necessarie precauzioni specifiche o modifiche della procedura al fine di ridurre il rischio di complicanze, e la decisione finale di procedere spetta allo specialista sulla base della valutazione clinica complessiva.
Il diabete mellito non controllato rappresenta una condizione che può compromettere la guarigione delle ferite e aumentare il rischio di infezioni e di necrosi cutanea. In questi casi è indispensabile un controllo ottimale della glicemia nel periodo pre e post-operatorio, e la possibilità di eseguire l’intervento viene valutata dal medico in funzione del grado di compenso metabolico raggiunto. Anche l’ipertensione arteriosa non controllata costituisce una controindicazione relativa, poiché aumenta il rischio di sanguinamento intraoperatorio e post-operatorio, oltre a potenziali complicanze cardiovascolari; è pertanto necessario stabilizzare e monitorare adeguatamente la pressione arteriosa prima dell’intervento, verificando che la condizione sia sufficientemente sotto controllo.
I disturbi della coagulazione, come l’emofilia, o l’assunzione di terapie anticoagulanti orali, comportano un aumento del rischio di sanguinamento e di formazione di ematomi. In tali situazioni può essere necessario modificare o sospendere temporaneamente la terapia anticoagulante sotto stretto controllo medico, valutando il rischio emorragico caso per caso. Il fumo di sigaretta rappresenta un ulteriore fattore di rischio, in quanto compromette la vascolarizzazione cutanea e interferisce con i processi di guarigione, aumentando la probabilità di necrosi cutanea e di altre complicanze; per questo motivo è raccomandata la sospensione del fumo almeno un mese prima e dopo l’intervento, e il chirurgo può decidere di rinviare o non eseguire la procedura qualora il paziente non sia in grado di interrompere tale abitudine.
Rientrano tra le controindicazioni relative anche alcune condizioni cutanee locali, quali infezioni attive, dermatosi severe o lesioni cutanee non trattate nella zona interessata dall’intervento. In questi casi è necessario che tali condizioni vengano preventivamente trattate e risolte prima di prendere in considerazione la procedura chirurgica, con una valutazione basata sulla tipologia e sulla gravità del quadro cutaneo. L’obesità può inoltre aumentare il rischio di complicanze anestesiologiche, ritardi nella guarigione e infezioni; la valutazione del rischio dipende dal grado di obesità e dalla presenza di eventuali comorbilità, e può rendersi opportuna una riduzione del peso corporeo prima dell’intervento.
Infine, i pazienti affetti da patologie cardiovascolari croniche ma stabili, come la cardiopatia ischemica, possono presentare un rischio aumentato in relazione all’anestesia e allo stress chirurgico. In tali casi la decisione di procedere con il lifting medio-facciale richiede una valutazione approfondita e condivisa da parte del cardiologo e dell’anestesista, nonché l’adozione di eventuali precauzioni specifiche nel periodo intra e post-operatorio.
Assolute:
Le controindicazioni assolute comprendono condizioni cliniche nelle quali il lifting medio-facciale non può essere eseguito, poiché il rischio per la salute del paziente risulta superiore ai potenziali benefici dell’intervento, rendendo la procedura non indicata o potenzialmente pericolosa. In tali circostanze l’intervento deve essere escluso.
La gravidanza costituisce una controindicazione assoluta per qualsiasi procedura chirurgica non urgente, in considerazione dei possibili rischi sia per la madre sia per il feto. In questo contesto, il paziente è tenuto a dichiarare di non essere in stato di gravidanza e ad accettare l’esecuzione di eventuali test specifici qualora richiesti. Le malattie cardiovascolari instabili, quali insufficienza cardiaca congestizia, infarto miocardico recente o aritmie gravi non controllate, comportano un rischio eccessivo in relazione allo stress chirurgico e anestesiologico; pertanto, l’intervento non può essere effettuato fino a quando la condizione non sia adeguatamente stabilizzata e valutata positivamente da uno specialista cardiologo.
Anche la presenza di patologie polmonari gravi, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva in stadio avanzato o altre malattie respiratorie severe, può compromettere in modo significativo la funzione respiratoria durante e dopo l’anestesia, rendendo il paziente non idoneo alla procedura. Le gravi malattie sistemiche, tra cui l’insufficienza renale o epatica in fase avanzata, rappresentano a loro volta una controindicazione assoluta, in quanto espongono il paziente a un rischio chirurgico inaccettabile. Analogamente, le malattie autoimmuni con attività elevata, come il lupus eritematoso sistemico in fase attiva, possono interferire con i normali processi di guarigione e aumentare il rischio di complicanze, motivo per cui i pazienti con patologia non controllata non possono sottoporsi al lifting medio-facciale.
Lo stato psichiatrico instabile, caratterizzato da disturbi psichiatrici non controllati o gravi, quali depressione maggiore o psicosi, rappresenta un’ulteriore controindicazione assoluta, poiché il paziente potrebbe non essere in grado di comprendere adeguatamente le implicazioni dell’intervento o di affrontare correttamente il periodo post-operatorio; in tali casi l’idoneità può essere rivalutata solo dopo la stabilizzazione del quadro clinico. Costituiscono inoltre una controindicazione assoluta le allergie gravi e documentate a farmaci anestetici, materiali di sutura o ad altri dispositivi e sostanze impiegati durante l’intervento; il paziente è pertanto tenuto a dichiarare l’assenza di tali allergie, in quanto, in loro presenza, la procedura non può essere eseguita. Infine, la presenza di infezioni sistemiche o acute, come sepsi o infezioni non trattate, rende la chirurgia estremamente rischiosa e impone il rinvio dell’intervento fino alla completa risoluzione del processo infettivo.
Le controindicazioni indicate devono essere attentamente valutate dal medico prima di procedere con il lifting medio-facciale. Il paziente ha l’obbligo di dichiarare in modo completo e veritiero eventuali condizioni di salute rilevanti e di fornire tutte le informazioni necessarie a consentire una corretta valutazione del rischio. Una comunicazione chiara e trasparente tra paziente e chirurgo è essenziale per garantire la sicurezza e l’appropriatezza della procedura.
Consenso Informato Lifting medio-facciale: Alternative disponibili
Possibili alternative:
Esistono diverse alternative al lifting medio-facciale che possono essere prese in considerazione in base alle caratteristiche cliniche, alle esigenze estetiche e alle aspettative del paziente. Tali opzioni consentono, con modalità e risultati differenti, di migliorare alcuni aspetti dell’invecchiamento del volto senza ricorrere necessariamente a un intervento chirurgico tradizionale.
Tra le alternative disponibili rientrano i filler dermici, come quelli a base di acido ialuronico, che vengono iniettati per riempire rughe e solchi naso-labiali e per ripristinare i volumi del viso, in particolare a livello delle guance e della regione zigomatica. Si tratta di procedure non chirurgiche e minimamente invasive, caratterizzate da tempi di recupero generalmente brevi. Un’altra possibilità è rappresentata dall’impiego della tossina botulinica, utilizzata per ridurre temporaneamente le rughe e le linee di espressione, soprattutto nella parte superiore del volto; sebbene il suo utilizzo sia più limitato nella regione medio-facciale, può essere associata ad altre tecniche per ottenere un miglioramento estetico complessivo.
Un’ulteriore alternativa è il lifting con fili di sospensione, una tecnica minimamente invasiva che prevede l’inserimento di fili riassorbibili sotto la cute al fine di sollevare e sostenere i tessuti del viso, contribuendo a migliorare i contorni e a ridurre la lassità cutanea. Possono inoltre essere presi in considerazione peeling chimici e trattamenti laser, come il laser frazionato, che agiscono sulla qualità della pelle migliorandone la texture, riducendo le rughe superficiali e favorendo il ringiovanimento cutaneo; tali trattamenti non determinano un vero riposizionamento dei tessuti, ma possono migliorare in modo significativo l’aspetto complessivo della cute.
Infine, per i pazienti che desiderano aumentare la proiezione degli zigomi senza sottoporsi a un lifting chirurgico completo, possono essere valutate opzioni come il rinofiller o l’inserimento di protesi zigomatiche, nonché l’uso di filler specifici per il ripristino o l’incremento dei volumi in queste aree. La scelta dell’alternativa più appropriata deve essere effettuata dopo un’attenta valutazione medica, considerando i benefici attesi, i limiti di ciascuna tecnica e la loro adeguatezza rispetto al quadro clinico individuale.
Principali differenze:
Le diverse alternative al lifting medio-facciale presentano vantaggi e limiti specifici che devono essere valutati con attenzione, poiché differiscono per modalità di esecuzione, durata dei risultati, grado di invasività e capacità di correggere i segni dell’invecchiamento del volto.
I filler dermici rappresentano una soluzione non invasiva, caratterizzata da risultati immediati e dall’assenza di un tempo di recupero significativo. Consentono di migliorare l’aspetto dei solchi e di ripristinare temporaneamente i volumi del viso; tuttavia, i risultati sono temporanei, con una durata variabile generalmente compresa tra 6 e 18 mesi, e possono essere associati a rischi quali reazioni allergiche, infezioni, asimmetrie o formazione di noduli. A differenza del lifting medio-facciale, i filler non sono in grado di correggere in modo efficace il rilassamento cutaneo, limitandosi a un miglioramento volumetrico transitorio.
La tossina botulinica è anch’essa una procedura non invasiva, con risultati rapidi e un tempo di recupero minimo. È particolarmente indicata per il trattamento delle rughe dinamiche, ma i suoi effetti sono temporanei, con una durata media di 3–6 mesi. Tra i possibili rischi rientrano la ptosi palpebrale, ossia l’abbassamento della palpebra, e lievi asimmetrie facciali. Rispetto al lifting medio-facciale, la tossina botulinica non consente il riposizionamento dei tessuti profondi né il ripristino dei volumi.
Il lifting con fili di sospensione è una tecnica minimamente invasiva che offre un effetto sollevante immediato e un recupero generalmente rapido. I risultati, tuttavia, sono limitati nel tempo, con una durata indicativa di 12–18 mesi, e possono essere associati a rischi quali infezioni, spostamento dei fili o un risultato estetico meno marcato. Rispetto al lifting medio-facciale, questa opzione risulta meno invasiva ma anche meno duratura e meno definitiva.
I peeling chimici e i trattamenti laser consentono di migliorare la qualità della pelle, ridurre rughe superficiali e macchie cutanee e stimolare la produzione di collagene. I possibili rischi includono irritazioni cutanee, alterazioni della pigmentazione e tempi di recupero variabili in funzione dell’intensità del trattamento. Queste metodiche, a differenza del lifting medio-facciale, non determinano il riposizionamento dei tessuti né il miglioramento dei volumi, ma possono essere utilmente impiegate in associazione ad altre tecniche.
Il rinofiller e l’inserimento di protesi zigomatiche consentono un aumento volumetrico mirato, con un recupero generalmente rapido e un rischio relativamente contenuto. Tuttavia, esiste il rischio di infezione o, nel caso delle protesi, di rigetto, e i risultati ottenuti con le protesi sono permanenti, potendo richiedere nel tempo una rimozione o una revisione chirurgica. Queste soluzioni si concentrano sul miglioramento della struttura e del volume in aree specifiche del volto, senza intervenire in modo significativo sulla lassità cutanea diffusa, che invece viene affrontata dal lifting medio-facciale.
Conseguenze del rifiuto:
Qualora il paziente decida di non sottoporsi al lifting medio-facciale né ad alcuna delle alternative terapeutiche proposte, è necessario considerare alcune conseguenze prevedibili legate a tale scelta. In assenza di interventi chirurgici o trattamenti estetici, il processo naturale di invecchiamento del volto continuerà il suo decorso, con un progressivo aumento della lassità cutanea, un ulteriore approfondimento dei solchi naso-labiali e una graduale perdita di volume nelle regioni zigomatiche e guanciali.
Dal punto di vista soggettivo, il paziente potrebbe andare incontro a un impatto psicologico variabile, che può manifestarsi come un crescente disagio o una riduzione della soddisfazione nei confronti del proprio aspetto fisico, con possibili ripercussioni sull’autostima e sulla qualità della vita. È tuttavia possibile che alcuni pazienti scelgano consapevolmente di mantenere il proprio aspetto naturale, accettando i segni dell’invecchiamento e preferendo non ricorrere a interventi chirurgici o a trattamenti estetici.
La rinuncia a qualsiasi trattamento comporta inoltre l’assenza dei rischi e delle complicanze potenzialmente associati alle procedure estetiche; tuttavia, tale scelta non determina alcun miglioramento della condizione estetica preesistente, che rimane invariata o può peggiorare nel tempo in relazione ai normali processi biologici.
È fondamentale che il paziente affronti queste considerazioni in modo approfondito insieme al chirurgo, valutando tutte le opzioni disponibili, le differenze tra le varie tecniche, i relativi benefici e rischi, nonché le implicazioni derivanti dalla decisione di non procedere con alcun trattamento. La scelta finale deve essere il risultato di una decisione informata e consapevole, coerente con le preferenze personali del paziente, le sue aspettative e le valutazioni cliniche del professionista sanitario.
Consenso Informato Lifting medio-facciale: Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
Prima di sottoporsi al lifting medio-facciale è fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni pre-operatorie, al fine di garantire la sicurezza dell’intervento e favorire un esito ottimale. In primo luogo è necessaria una valutazione pre-operatoria completa, che prevede la consegna al chirurgo di tutti i referti relativi agli esami e alle analisi prescritti, quali esami del sangue, elettrocardiogramma ed eventuali accertamenti aggiuntivi in relazione allo stato di salute generale. È inoltre indispensabile fornire un’anamnesi accurata, informando il chirurgo circa eventuali patologie pregresse o in atto, allergie conosciute e tutte le terapie farmacologiche in corso, comprese quelle a base di farmaci, integratori alimentari e prodotti di origine erboristica.
Particolare attenzione deve essere posta alla sospensione di alcuni farmaci. L’assunzione di anticoagulanti, come il warfarin, e di farmaci antiaggreganti, come l’aspirina, deve essere interrotta almeno due settimane prima dell’intervento, esclusivamente previo accordo e valutazione del medico curante. Analogamente, è necessario sospendere l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusi quelli contenenti acido acetilsalicilico, almeno due settimane prima della procedura, al fine di ridurre il rischio di sanguinamento.
È inoltre richiesta l’interruzione della terapia ormonale, compresi i contraccettivi orali e la terapia ormonale sostitutiva, da effettuarsi almeno un mese prima dell’intervento, allo scopo di diminuire il rischio di eventi tromboembolici. Un’altra indicazione di particolare rilievo riguarda la sospensione del fumo, che deve avvenire almeno un mese prima della procedura, poiché il fumo compromette la circolazione cutanea e aumenta il rischio di complicanze durante la fase di guarigione.
Per quanto riguarda la preparazione personale, è richiesto di lavare accuratamente i capelli il giorno precedente l’intervento, rimuovere lo smalto dalle unghie ed eliminare qualsiasi cosmetico dal viso. È necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore da cibi solidi e bevande prima dell’intervento. Il giorno della procedura si raccomanda di indossare abiti comodi e facilmente rimovibili, preferibilmente con apertura anteriore, e scarpe basse.
Infine, è indispensabile organizzare preventivamente la presenza di un accompagnatore che possa assistere il paziente nel rientro a casa dopo l’intervento, poiché, a causa dell’anestesia, non sarà consentito guidare autonomamente
Cosa fare dopo:
Dopo il lifting medio-facciale è necessario attenersi con attenzione alle indicazioni post-operatorie, al fine di favorire una guarigione ottimale e ridurre il rischio di complicanze. Per quanto riguarda la gestione del dolore, è importante assumere esclusivamente i farmaci analgesici prescritti dal medico, evitando l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei contenenti acido acetilsalicilico, che potrebbero aumentare il rischio di sanguinamento.
Un’adeguata igiene e gestione delle medicazioni riveste un ruolo fondamentale nel periodo successivo all’intervento. Le medicazioni devono essere mantenute in sede secondo le indicazioni fornite dal chirurgo. In presenza di incisioni endo-orali, è necessario evitare l’assunzione di cibi caldi o duri e curare con particolare attenzione l’igiene orale. Il viso può essere lavato delicatamente utilizzando una spugna, prestando attenzione a non traumatizzare le linee di sutura, mentre i capelli possono essere lavati anche prima della rimozione dei punti, impiegando detergenti disinfettanti.
Durante il riposo è raccomandato mantenere una posizione corretta, tenendo il capo sollevato mediante l’utilizzo di due o tre cuscini, così da favorire la riduzione del gonfiore post-operatorio. È inoltre essenziale rispettare il follow-up medico, attenendosi scrupolosamente al calendario delle visite di controllo stabilito dal chirurgo, che consentono la rimozione delle suture e il monitoraggio dell’andamento della guarigione.
Per quanto concerne l’attività fisica, la ripresa deve avvenire in modo graduale, privilegiando inizialmente attività leggere ed evitando sforzi intensi nelle prime settimane successive all’intervento, al fine di non compromettere il processo di recupero.
Cosa evitare:
Per favorire un recupero sicuro ed efficace dopo il lifting medio-facciale è necessario attenersi ad alcune indicazioni comportamentali ed evitare specifiche attività e abitudini che potrebbero compromettere la guarigione. È fondamentale continuare a evitare il fumo per almeno tre settimane successive all’intervento, poiché il fumo interferisce con la circolazione cutanea, rallenta i processi di guarigione e aumenta il rischio di complicanze.
Nel periodo post-operatorio devono essere evitati sforzi fisici intensi e attività sportive impegnative per almeno 3–4 settimane. In particolare, durante la prima settimana è importante non svolgere attività che comportino l’abbassamento del capo, come raccogliere oggetti da terra o allacciarsi le scarpe, per ridurre il rischio di sanguinamento e gonfiore. È inoltre necessario evitare l’esposizione diretta al sole, alle lampade abbronzanti e a fonti di calore intenso, come saune o bagni turchi, per almeno tre mesi dopo l’intervento. Qualora l’esposizione solare non possa essere evitata, è indispensabile applicare una crema solare ad alto fattore di protezione, al fine di prevenire irritazioni cutanee e alterazioni permanenti della pigmentazione.
Per quanto riguarda l’uso di cosmetici, è importante non applicare trucco sul viso per almeno una settimana dopo l’intervento e, in ogni caso, solo previa autorizzazione del chirurgo. Una volta ripreso l’utilizzo del trucco, è necessario rimuoverlo accuratamente prima del riposo notturno. Nelle prime settimane è inoltre consigliato limitare i movimenti facciali estremi, come sorrisi molto ampi o risate intense, per evitare tensioni eccessive sulle suture e favorire una corretta cicatrizzazione.
Infine, è opportuno evitare il consumo di alcolici per almeno una settimana dopo l’intervento, poiché l’alcol può interferire con i farmaci prescritti e aumentare il rischio di sanguinamento.
A cosa prestare attenzione:
Dopo il lifting medio-facciale è fondamentale prestare particolare attenzione ad alcuni segni e sintomi che potrebbero indicare l’insorgenza di complicanze e rendere necessario un contatto tempestivo con il medico. In presenza di dolore intenso, improvviso o persistente, non adeguatamente controllato dall’assunzione degli analgesici prescritti, è importante informare il chirurgo, poiché tale sintomatologia potrebbe essere correlata a complicanze quali un ematoma o un’infezione.
Un ulteriore segnale di allarme è rappresentato da un gonfiore anomalo, soprattutto se in rapido aumento o localizzato prevalentemente su un lato del viso, condizione che può indicare la formazione di un ematoma o un processo infettivo in atto. È inoltre necessario prestare attenzione alla comparsa di febbre superiore a 38°C o brividi, che possono costituire manifestazioni di un’infezione post-operatoria.
La presenza di arrossamento marcato, aumento della temperatura cutanea nella zona operata o la fuoriuscita di secrezioni giallastre o maleodoranti dalle incisioni devono essere segnalate prontamente, in quanto possono indicare un’infezione locale. Analogamente, la comparsa di asimmetrie facciali evidenti o di difficoltà nel movimento di una parte del viso, come l’incapacità di chiudere completamente un occhio o di muovere correttamente la bocca, può essere indicativa di un coinvolgimento nervoso e richiede una valutazione medica.
Qualsiasi difficoltà respiratoria, associata o meno a palpitazioni o a una sensazione di oppressione toracica, rappresenta un segnale di particolare gravità e necessita di immediata assistenza medica, poiché potrebbe essere correlata a una reazione all’anestesia o a complicanze sistemiche severe, come un’embolia.
Seguire con attenzione queste indicazioni nel periodo post-operatorio è essenziale per favorire un esito positivo dell’intervento e ridurre al minimo i rischi associati al lifting medio-facciale. È pertanto fondamentale mantenere una comunicazione costante e trasparente con il chirurgo e con l’équipe sanitaria, segnalando tempestivamente qualsiasi sintomo, dubbio o preoccupazione che insorga durante la fase di recupero.