Consenso informato alla procedura di Ciclocrioterapia

Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Ciclocrioterapia? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.

La procedura di Ciclocrioterapia è un Trattamento, talvolta denominato anche "Crioablazione ciliare" o "Criotrattamento del corpo ciliare", che rientra nell'area specialistica di Oftalmologia. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "12.72 Ciclocrioterapia".

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Consenso Informato Ciclocrioterapia: Descrizione della procedura

Cosa è:

La ciclocrioterapia è un trattamento utilizzato in oftalmologia soprattutto per alcuni casi di glaucoma non controllato, volto a ridurre la pressione oculare. Consiste nell’applicazione di freddo intenso sulla parte del corpo ciliare che produce l’umor acqueo (il liquido interno dell’occhio), per ridurne la produzione e quindi abbassare la pressione intraoculare. La procedura viene eseguita in sala operatoria o in ambiente dedicato, in genere con anestesia locale (talvolta con sedazione). Una sonda crioterapica viene appoggiata sulla sclera (la “parte bianca” dell’occhio) in corrispondenza del corpo ciliare, applicando cicli controllati di congelamento e scongelamento in più punti. Dopo l’intervento sono previsti controlli e terapia antinfiammatoria secondo indicazione specialistica.

A cosa serve:

La ciclocrioterapia è una procedura distruttiva mirata al corpo ciliare (la struttura che produce l’umore acqueo) mediante applicazione di freddo controllato. La sua finalità principale è ridurre la produzione di umore acqueo e quindi abbassare la pressione intraoculare, con l’obiettivo clinico di limitare il danno progressivo del nervo ottico e preservare, quando possibile, la funzione visiva nel glaucoma. È indicata soprattutto nei casi di glaucoma refrattario ai farmaci e/o alla chirurgia convenzionale, oppure per controllare il dolore in occhi con ipertono oculare e scarsa prognosi visiva.

Che natura ha:

La ciclocrioterapia è una procedura oftalmologica in cui si applica una sonda criogenica sulla superficie esterna dell’occhio (sclera) per raffreddare in modo controllato i processi ciliari, strutture che producono umore acqueo. È quindi un trattamento distruttivo (ablativo) e invasivo in senso funzionale, pur non richiedendo in genere incisioni chirurgiche. Non è un trattamento farmacologico: l’effetto terapeutico deriva dall’azione fisica del freddo. È una procedura strumentale, eseguita dall’operatore. Può essere dolorosa; per questo si utilizza di norma anestesia locale (talvolta sedazione).

Cosa comporta:

La ciclocrioterapia interessa principalmente l’occhio trattato. Il bersaglio è il corpo ciliare, una struttura interna che produce l’umore acqueo (il liquido dell’occhio) e contribuisce al controllo della pressione intraoculare; il freddo viene applicato dall’esterno sulla sclera (la “parte bianca” dell’occhio) in corrispondenza del corpo ciliare. Sono coinvolti in misura variabile anche congiuntiva (membrana superficiale), cornea e camera anteriore per possibili reazioni infiammatorie. I distretti extraoculari sono in genere non coinvolti, salvo palpebre e cute perioculare per l’applicazione della sonda e l’anestesia.

Quanto dura:

La ciclocrioterapia è una procedura ambulatoriale che in genere dura circa 10–20 minuti complessivi; l’applicazione del freddo sulla zona ciliare (area che contribuisce alla produzione dell’umor acqueo) richiede solitamente pochi minuti per ciascun settore trattato. La durata può variare in base a tipo e severità del glaucoma, pressione intraoculare iniziale, necessità di trattare un numero maggiore o minore di settori, precedente chirurgia o infiammazione oculare, e alla tolleranza del paziente e al tipo di anestesia (topica o loco-regionale). Possono aggiungersi tempi per preparazione e osservazione post-procedura.

Consenso Informato Ciclocrioterapia: Benefici attesi

Cosa aspettarsi:

La ciclocrioterapia è una procedura che applica freddo controllato a livello del corpo ciliare (la struttura che produce l’umore acqueo, il liquido interno dell’occhio) con l’obiettivo di ridurne la produzione. Il beneficio atteso principale è la riduzione della pressione intraoculare, indicata soprattutto nei casi di glaucoma refrattario (non adeguatamente controllato con colliri, laser o chirurgia) o in occhi dolorosi con prognosi visiva limitata. La diminuzione della pressione può tradursi in riduzione del rischio di ulteriore danno del nervo ottico (la struttura che trasmette le immagini al cervello) e, quando presente, in attenuazione del dolore oculare legato a ipertono; in alcuni casi consente anche una riduzione del numero di farmaci antiglaucoma.

Nella letteratura clinica (studi osservazionali e revisioni su glaucoma avanzato o complesso) il “successo” è definito in modo variabile, ma spesso consiste nel raggiungimento di una pressione intraoculare in un intervallo prefissato con o senza terapia aggiuntiva. In questo contesto, i tassi di successo riportati sono generalmente nell’ordine di circa 50–80% nel follow-up a medio termine, con una quota non trascurabile di pazienti che necessita di più sedute o di ulteriori trattamenti per mantenere l’effetto.

I risultati possono essere limitati da risposta individuale imprevedibile, progressione della malattia di base, necessità di reintervento e dall’incertezza sul recupero funzionale: la procedura mira soprattutto al controllo pressorio e/o del dolore e non garantisce il miglioramento della vista, specialmente nei glaucomi in fase avanzata.

Consenso Informato Ciclocrioterapia: Rischi e complicanze potenziali

Cosa può andare storto:

Gli effetti collaterali comuni dopo ciclocrioterapia (applicazione di freddo controllato sul corpo ciliare per ridurre la produzione di umor acqueo e abbassare la pressione intraoculare) includono dolore o fastidio oculare nelle ore o nei giorni successivi, arrossamento (iperemia) congiuntivale, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo, fotofobia (fastidio alla luce) e edema palpebrale. È frequente anche un’infiammazione intraoculare lieve-moderata (uveite) e può essere necessaria terapia antinfiammatoria. In studi clinici su cicloablazione, questi eventi sono in genere riportati come comuni, spesso nell’ordine di decine di percento, con ampia variabilità in base alla tecnica e all’intensità del trattamento.

Le complicanze generali di procedure oculari transcongiuntivali comprendono emorragia sottocongiuntivale, infezione (rara), ritardo di guarigione, peggioramento transitorio della visione e aumento o riduzione transitoria della pressione intraoculare. Una riduzione della pressione (ipotonia) può verificarsi soprattutto in occhi con glaucoma avanzato o dopo trattamenti più aggressivi; nelle casistiche è riportata con frequenze variabili, spesso da pochi punti percentuali fino a circa 10–20% nei trattamenti più intensi.

Le complicanze specifiche della ciclocrioterapia includono ipoproduzione persistente di umor acqueo con ipotonia cronica, cataratta o progressione della cataratta (opacizzazione del cristallino), edema corneale, sinechie (aderenze intraoculari), danno del corpo ciliare e dei tessuti adiacenti e peggioramento del campo visivo nei glaucomi già compromessi. Tra gli esiti più rilevanti, soprattutto nelle forme refrattarie, rientrano fthisis bulbi (atrofia e “collasso” funzionale del bulbo oculare) e perdita visiva permanente, eventi complessivamente non comuni ma descritti in letteratura con frequenze che possono arrivare a pochi–diversi percento nelle serie storiche e nei casi complessi.

I rischi sistemici e di pericolo per la vita sono in genere non pertinenti alla procedura in sé; tuttavia, se sono impiegati anestetici o sedazione, esistono rischi legati all’anestesia (ad esempio reazioni allergiche, depressione respiratoria o cardiovascolare), di regola rari e valutati caso per caso secondo le linee guida anestesiologiche.

Consenso Informato Ciclocrioterapia: Controindicazioni

Relative:

Le principali controindicazioni relative (situazioni che richiedono valutazione specialistica e precauzioni) alla ciclocrioterapia comprendono vista residua potenzialmente recuperabile o glaucoma non ancora trattato con opzioni meno distruttive, perché la procedura riduce la produzione di umor acqueo mediante lesione del corpo ciliare e può comportare calo visivo. Sono da valutare con particolare cautela occhio con infiammazione attiva (uveite) o infezione oculare, poiché il trattamento può riacutizzare l’infiammazione. Richiedono prudenza anche sclera sottile, episclerite o pregressa chirurgia sclerale, per rischio aumentato di danno tissutale. In caso di afachia/pseudofachia complicata o precedente vitrectomia, può crescere il rischio di ipotonia (pressione oculare troppo bassa) e di complicanze retiniche. Vanno inoltre considerate coagulopatie o terapia anticoagulante/antiaggregante, per il rischio di emorragia intraoculare, e scarsa collaborazione del paziente o difficoltà all’anestesia locoregionale, che possono compromettere sicurezza e precisione del trattamento.

Assolute:

Le principali controindicazioni assolute alla ciclocrioterapia (crioapplicazione transclerale sul corpo ciliare per ridurre la produzione di umor acqueo e abbassare la pressione intraoculare) includono: infezione o infiammazione oculare attiva (per esempio congiuntivite, cheratite o uveite in fase attiva), perché può aggravarsi e aumentare il rischio di complicanze; sospetta o accertata neoplasia intraoculare (come melanoma uveale o retinoblastoma), poiché procedure distruttive possono ritardare la diagnosi o favorire disseminazione locale; sclerite o marcata fragilità/assottigliamento sclerale (ad esempio in aree di stafiloma o dopo chirurgia con grave assottigliamento), per il rischio di danno perforante e complicanze severe; incapacità a mantenere immobilità o a collaborare in modo adeguato non correggibile con anestesia o sedazione appropriata, per l’impossibilità di eseguire la procedura in sicurezza; ipersensibilità grave nota ai farmaci indispensabili per anestesia locale o per la gestione perioperatoria, quando non esistono alternative sicure.

Il paziente dichiara di aver compreso che tali condizioni impediscono categoricamente l’esecuzione della ciclocrioterapia e, al momento della firma, conferma di escluderne la presenza.

Consenso Informato Ciclocrioterapia: Alternative disponibili

Possibili alternative:

Le principali alternative alla ciclocrioterapia, utilizzata per ridurre la produzione di umor acqueo e abbassare la pressione intraoculare nel glaucoma, includono la terapia farmacologica con colliri ipotonizzanti (prostaglandine, beta-bloccanti, inibitori dell’anidrasi carbonica, alfa-agonisti) e, in casi selezionati, farmaci sistemici. Sono disponibili procedure laser come la trabeculoplastica laser selettiva (slt) e la ciclofotocoagulazione transsclerale o endoscopica, che agiscono sul corpo ciliare con energia laser invece che con freddo. Alternative chirurgiche sono la trabeculectomia e gli impianti drenanti (valvole/tubi); in alcuni pazienti si possono considerare interventi mig (chirurgia mininvasiva del glaucoma).

Principali differenze:

La ciclocrioterapia è un trattamento “ciclodistruttivo” che riduce la pressione intraoculare nel glaucoma diminuendo la produzione di umor acqueo tramite congelamento del corpo ciliare; è moderatamente invasiva ed è in genere riservata a glaucomi refrattari. Benefici: possibile riduzione significativa della pressione e del dolore. Rischi: infiammazione, ipotonia (pressione troppo bassa), peggioramento visivo, emorragia, e raramente fthisis bulbi (atrofia del bulbo oculare). Alternative meno distruttive includono colliri e laser trabeculoplastica, con minori rischi ma talvolta efficacia insufficiente. Chirurgie filtranti o dispositivi di drenaggio sono più invasive, con rischio di infezione e ipotonia, ma spesso più titolabili.

Conseguenze del rifiuto:

In assenza di ciclocrioterapia, indicata soprattutto nel glaucoma non controllato per ridurre la produzione di umor acqueo, la pressione intraoculare può rimanere elevata o aumentare. Ciò può determinare progressione del danno del nervo ottico, con peggioramento del campo visivo (riduzione della visione periferica) fino a perdita visiva irreversibile. Il mancato trattamento può rendere necessari successivi interventi più complessi o un ricorso a terapie aggiuntive, con maggiore rischio di effetti indesiderati. In alcuni casi può persistere dolore oculare cronico e riduzione della qualità di vita.

Consenso Informato Ciclocrioterapia: Indicazioni pre e post-procedura

Cosa fare prima:

Per la ciclocrioterapia è necessario riferire se si assumono farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, cortisonici o colliri, e segnalare allergie, gravidanza, presenza di pacemaker/defibrillatore e precedenti interventi oculari. Informare l’oculista di eventuali infezioni oculari (congiuntivite, blefarite) o febbre, perché la procedura può essere rinviata. Il giorno dell’intervento non usare trucco, creme o lenti a contatto; detergere palpebre e viso. Portare elenco dei farmaci e documentazione clinica. Se prevista sedazione, rispettare il digiuno indicato e organizzare un accompagnatore per il rientro; evitare guida nelle 24 ore successive.

Cosa fare dopo:

Dopo ciclocrioterapia è normale avvertire dolore o fastidio oculare, arrossamento, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo e lieve annebbiamento visivo per alcuni giorni; può comparire gonfiore palpebrale. Assuma i farmaci prescritti (colliri antibiotici e antinfiammatori, eventuali analgesici) rispettando dosi e orari, senza sospenderli autonomamente. Eviti di strofinare l’occhio, trucco, piscine e sforzi intensi; mantenga accurata igiene delle mani e usi eventuale protezione oculare se indicata. Contatti urgentemente l’oculista in caso di dolore intenso, calo visivo marcato, secrezione purulenta, nausea/vomito, o peggioramento rapido. È previsto controllo per misurare la pressione intraoculare.

Cosa evitare:

Dopo ciclocrioterapia è opportuno evitare di strofinare o comprimere l’occhio, perché può aumentare dolore, infiammazione o rischio di sanguinamento. Nelle prime 24–48 ore non guidare e non usare macchinari se la vista è offuscata o se sono stati usati sedativi/anestetici. Per circa 1 settimana limitare sforzi fisici intensi, sollevamento di pesi e attività che aumentano la pressione venosa (piegamenti prolungati, sport di contatto), poiché possono favorire peggioramento dell’infiammazione o variazioni della pressione intraoculare. Evitare piscina, sauna e trucco oculare finché l’occhio non è stabilizzato.

A cosa prestare attenzione:

Dopo ciclocrioterapia è normale avere lieve dolore, arrossamento e lacrimazione. Contatti subito un medico se compaiono dolore intenso o in aumento, rapido calo della vista, forte sensibilità alla luce (fotofobia, fastidio marcato alla luce), nausea o vomito associati a dolore oculare (possibile aumento della pressione intraoculare), secrezione densa o maleodorante, gonfiore importante delle palpebre, febbre, o arrossamento diffuso che peggiora. È urgente anche la comparsa di lampi di luce, nuove “mosche volanti” o ombra/cortina nel campo visivo, possibili segni di complicanze retiniche.

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