Consenso informato alla procedura di Anestesia locale
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Anestesia locale? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Anestesia locale è un Trattamento, talvolta denominato anche "Blocco locale", che rientra nell'area specialistica di Anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "Non codificata separatamente (in quanto parte integrante dell’intervento principale)".
Consenso Informato Anestesia locale: Descrizione della procedura
Cosa è:
L’anestesia locale è una procedura che blocca temporaneamente la sensibilità dolorosa in una zona limitata del corpo, mantenendo la persona cosciente. Consiste nell’iniezione, o più raramente nell’applicazione topica, di un anestetico locale (farmaco che interrompe la trasmissione degli impulsi nervosi) nei tessuti vicino all’area da trattare o in prossimità di un nervo. Dopo la disinfezione della cute, il medico esegue l’infiltrazione con ago sottile e verifica l’effetto con test di sensibilità prima di iniziare la procedura prevista. L’effetto compare in pochi minuti e dura da decine di minuti a alcune ore, in base al farmaco e alla dose. Durante l’esecuzione vengono monitorati dolore e parametri vitali se indicato.
A cosa serve:
L’anestesia locale è una procedura che mira a ottenere perdita temporanea e reversibile della sensibilità dolorifica in una specifica area del corpo, mantenendo coscienza e funzioni vitali. Le finalità principali sono consentire esami diagnostici e interventi chirurgici o terapeutici minori riducendo o eliminando il dolore, e favorire immobilità e comfort durante la procedura. Gli obiettivi clinici includono analgesia (controllo del dolore) adeguata al tipo di intervento, limitazione dell’effetto ai tessuti interessati per minimizzare l’impatto sistemico, e riduzione della necessità di anestesia generale, quando appropriato.
Che natura ha:
L’anestesia locale è una procedura farmacologica che mira a ottenere la perdita temporanea della sensibilità in una zona circoscritta del corpo, senza indurre perdita di coscienza. Si realizza mediante somministrazione di un anestetico locale (farmaco che blocca la conduzione dei segnali nervosi del dolore), di solito tramite infiltrazione o blocco nervoso con ago. È quindi una procedura invasiva in misura variabile e non distruttiva. Può causare dolore o fastidio transitorio al momento dell’iniezione e una sensazione di pressione durante la manovra.
Cosa comporta:
Nell’anestesia locale viene coinvolto in modo prevalente il distretto anatomico sede della procedura (per esempio cute e tessuti sottocutanei, mucose o strutture superficiali), perché l’anestetico viene somministrato e agisce localmente bloccando temporaneamente la conduzione dei nervi sensitivi. Il coinvolgimento dei distretti vicini è in genere limitato e dipende dal tipo di tecnica e dalla diffusione del farmaco. L’organismo nel suo insieme è coinvolto in misura minima, ma può verificarsi un assorbimento nel sangue con effetti sistemici rari, soprattutto su sistema nervoso centrale e apparato cardiovascolare.
Quanto dura:
La procedura di anestesia locale prevede in genere una fase di preparazione (valutazione clinica, controllo di allergie, disinfezione) di circa 5–15 minuti e l’iniezione dell’anestetico in pochi minuti. L’effetto compare di solito entro 2–10 minuti; la durata dell’analgesia (assenza di dolore nell’area trattata) è variabile, in media 30–120 minuti, e può aumentare con l’uso di vasocostrittori come l’adrenalina. La durata complessiva può prolungarsi in caso di infiammazione/infezione locale, difficile accesso anatomico, obesità, ansia, o necessità di ripetere la somministrazione.
Consenso Informato Anestesia locale: Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
L’anestesia locale consiste nella somministrazione di un anestetico (farmaco che blocca temporaneamente la conduzione dei segnali nervosi) in un’area circoscritta, con l’obiettivo di ottenere analgesia o anestesia della zona trattata mantenendo coscienza e respirazione spontanea. Il beneficio atteso principale è la riduzione o abolizione del dolore durante procedure diagnostiche o terapeutiche (per esempio sutura di ferite, drenaggi, piccola chirurgia, procedure odontoiatriche) e, in alcuni contesti, la diminuzione del dolore post‑procedura nelle ore immediatamente successive, soprattutto con anestetici a durata più lunga. Rispetto all’anestesia generale, può consentire recupero più rapido, minore impatto su funzioni cardiache e respiratorie, riduzione del fabbisogno di farmaci sedativi e una più facile gestione in regime ambulatoriale, quando appropriato.
Le percentuali di successo variano in base a sede, tecnica (infiltrazione, blocco di nervo periferico), tipo di procedura, dose e caratteristiche individuali. Nella pratica clinica, l’analgesia adeguata è frequentemente ottenuta, ma non esiste un’unica percentuale valida per tutte le indicazioni; la letteratura riporta tassi elevati soprattutto per blocchi periferici eseguiti con tecnica corretta e, quando utilizzato, con guida ecografica, ma la variabilità tra studi e contesti limita una stima unica.
Tra i limiti, l’effetto può essere incompleto o di durata insufficiente, può richiedere integrazione con ulteriori infiltrazioni o sedazione, e può essere ridotto in presenza di infiammazione o infezione locale (tessuti più acidi che rendono l’anestetico meno efficace). Inoltre, l’obiettivo è il controllo del dolore procedurale e non necessariamente la sua eliminazione totale in ogni caso.
Consenso Informato Anestesia locale: Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
Gli anestetici locali sono farmaci che bloccano temporaneamente la trasmissione del dolore in una zona del corpo mediante infiltrazione nei tessuti o vicinanza a un nervo. In genere sono sicuri, ma possono verificarsi eventi avversi.
Effetti collaterali comuni: sono in genere lievi e transitori. Possono includere dolore o bruciore all’iniezione, sensazione di intorpidimento prolungato e formicolii nella zona anestetizzata. Se viene associata adrenalina (epinefrina) per prolungare l’effetto, possono comparire palpitazioni, tremore o ansia, di solito di breve durata. Le frequenze variano in base a sede, tecnica e dose; tali effetti sono complessivamente considerati frequenti nella pratica clinica.
Complicanze generali: possono verificarsi ematoma o sanguinamento nel punto di iniezione, soprattutto in caso di terapia anticoagulante o disturbi della coagulazione; infezione locale (rara con adeguata antisepsi); lesione di piccoli vasi o strutture vicine; vasovagale/sincope (calo di pressione e svenimento da dolore o ansia). Reazioni allergiche vere agli anestetici locali ammidici (es. lidocaina) sono molto rare; più spesso si osservano reazioni non allergiche o legate ad eccipienti.
Complicanze specifiche della procedura: includono blocco nervoso prolungato o irritazione/lesione del nervo con deficit sensitivo o motorio di durata variabile; la persistenza oltre alcune settimane è rara. È possibile iniezione intravascolare accidentale o diffusione non intenzionale del farmaco, con perdita di efficacia o comparsa di sintomi sistemici. In sedi particolari (es. anestesia regionale in prossimità di pleura o bulbi oculari) esistono rischi specifici legati all’anatomia, in genere rari e dipendenti dalla tecnica.
Rischi sistemici e pericolo per la vita: l’evento più rilevante è la tossicità sistemica da anestetici locali (local anesthetic systemic toxicity, last), dovuta soprattutto a iniezione intravascolare o sovradosaggio, con sintomi neurologici (ronzii, gusto metallico, agitazione, convulsioni) e cardiovascolari (ipotensione, aritmie fino ad arresto cardiaco). Nelle tecniche di anestesia regionale la sua incidenza riportata è generalmente rara (circa 0,03–0,2%: 0,3–2 casi per 1.000 blocchi). L’anafilassi è eccezionale ma potenzialmente fatale.
Consenso Informato Anestesia locale: Controindicazioni
Relative:
Tra le principali controindicazioni relative (cioè condizioni che richiedono valutazione individuale e precauzioni) all’anestesia locale rientrano allergia o precedente reazione avversa a anestetici locali o ad eccipienti, da distinguere da reazioni vasovagali. Sono rilevanti infezione, infiammazione o ascesso nel sito di iniezione, perché aumentano il rischio di diffusione dell’infezione e possono ridurre l’efficacia del farmaco. Richiedono cautela disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante/antiaggregante, per il rischio di ematoma; e severa vasculopatia periferica o condizioni con ridotta perfusione locale. Va valutata cardiopatia significativa o aritmie, soprattutto se si usa adrenalina (epinefrina) come vasocostrittore. Necessitano adattamenti insufficienza epatica o renale (ridotta eliminazione/metabolismo) e gravidanza, per scelta del farmaco e dosaggi. Ulteriore cautela in epilessia o predisposizione a convulsioni, poiché il sovradosaggio può causare tossicità neurologica. In caso di scarsa collaborazione o incapacità di mantenere immobilità, aumenta il rischio di complicanze procedurali.
Assolute:
Le principali controindicazioni assolute all’anestesia locale (infiltrazione o anestesia per blocco nervoso) sono: allergia documentata, di tipo immediato, all’anestetico locale che si intende usare (ad esempio reazione anafilattica dopo precedente esposizione); infezione o cellulite nel punto di iniezione, perché aumenta il rischio di diffusione dell’infezione e riduce l’efficacia del farmaco; rifiuto del paziente o mancato consenso informato, che rende la procedura non eseguibile. In caso di preparati contenenti vasocostrittori (per esempio adrenalina), è controindicazione assoluta l’uso in sedi con circolo terminale quando si impiegano tecniche o concentrazioni non appropriate, per rischio di ischemia, secondo indicazioni presenti in linee guida e testi di riferimento; tale valutazione è parte della scelta del farmaco da parte dell’anestesista. Per chiarezza, “allergia immediata” indica una reazione rapida con sintomi come orticaria, broncospasmo o calo della pressione.
Il paziente conferma di aver compreso le condizioni sopra indicate e, al momento della firma, dichiara di escluderne la presenza.
Consenso Informato Anestesia locale: Alternative disponibili
Possibili alternative:
Le alternative all’anestesia locale dipendono dal tipo di procedura e dalle condizioni cliniche. In alcuni casi è possibile eseguire l’intervento senza anestesia, con misure non farmacologiche (ad esempio immobilizzazione, tecniche di distrazione), ma con possibile dolore. Un’alternativa è l’analgesia sistemica (farmaci antidolorifici per bocca o per via endovenosa), che riduce il dolore ma può causare sonnolenza, nausea o depressione respiratoria (riduzione del respiro). Per procedure più invasive si può ricorrere a sedazione (riduzione controllata dello stato di vigilanza) o ad anestesia generale, più profonde e con maggiori rischi e necessità di monitoraggio. In alcune sedi è possibile un’anestesia regionale (blocco di nervi o neurassiale).
Principali differenze:
L’anestesia locale consiste nell’iniettare o applicare un anestetico in una zona circoscritta per ottenere analgesia (riduzione del dolore) senza perdita di coscienza; è in genere meno invasiva e con minore rischio sistemico rispetto ad alternative più profonde. Rispetto alla sedazione, mantiene di norma respiro e riflessi protettivi; la sedazione può però aumentare il rischio di depressione respiratoria e richiede monitoraggio più stretto. L’anestesia loco-regionale (blocchi nervosi/spinale/epidurale) offre analgesia più ampia ma è più invasiva, con rischio di ipotensione, cefalea post-puntura o complicanze neurologiche rare. L’anestesia generale garantisce incoscienza e controllo delle vie aeree, ma comporta maggiore invasività e rischi di complicanze respiratorie e cardiovascolari.
Conseguenze del rifiuto:
La mancata esecuzione dell’anestesia locale può impedire o ritardare l’intervento o la procedura diagnostico-terapeutica prevista, con possibile peggioramento della patologia di base e riduzione dell’efficacia del trattamento. Senza adeguata analgesia, il paziente può avvertire dolore significativo, con aumento di stress fisiologico (per esempio incremento di pressione arteriosa e frequenza cardiaca) e possibile difficoltà a rimanere fermo, con maggiore rischio di movimenti involontari e di complicanze procedurali. Può rendersi necessario ricorrere ad alternative (sedazione o anestesia generale) non sempre indicate o disponibili e potenzialmente associate a rischi differenti.
Consenso Informato Anestesia locale: Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
Per l’anestesia locale informi il medico su allergie (in particolare ad anestetici locali o lattice), terapie in corso (soprattutto anticoagulanti/antiaggreganti, antidiabetici, oppioidi), patologie cardiache, epatiche o neurologiche e precedenti reazioni a anestetici. In genere non è necessario il digiuno, salvo diversa indicazione; eviti alcol e sostanze stupefacenti nelle 24 ore. Non sospenda farmaci senza indicazione. Se l’infiltrazione è su un arto, rimuova gioielli e segnali eventuali infezioni cutanee. Dopo la procedura eviti di mordere o traumatizzare l’area insensibile e non guidi se associati sedativi.
Cosa fare dopo:
Dopo anestesia locale l’area trattata può restare insensibile per alcune ore: evitare di mordere o traumatizzare la zona, esporsi a fonti di calore o guidare/usar macchinari se la sensibilità o la forza non sono complete. Mantenere la medicazione asciutta e seguire le istruzioni su igiene della ferita; riprendere gradualmente le attività, evitando sforzi finché non indicato. È possibile lieve dolore quando l’effetto svanisce: assumere analgesici solo come prescritto ed evitare alcol se si assumono farmaci. Contattare subito il medico per dolore crescente, sanguinamento persistente, febbre, arrossamento esteso, pus, difficoltà respiratoria o gonfiore del volto.
Cosa evitare:
Dopo anestesia locale, finché persiste l’effetto (intorpidimento e ridotta sensibilità), è opportuno evitare di guidare o usare macchinari se si avvertono debolezza, capogiri o ridotta coordinazione. Se l’area anestetizzata è in bocca o gola, non mangiare o bere caldo finché la sensibilità non è tornata, per ridurre il rischio di morsi accidentali e ustioni. Non grattare, massaggiare o traumatizzare la zona anestetizzata e limitare attività fisica intensa nelle prime ore se indicato. Evitare alcol e sedativi se sono stati somministrati farmaci aggiuntivi.
A cosa prestare attenzione:
Dopo anestesia locale contatti subito un medico se compaiono difficoltà a respirare, gonfiore di labbra/lingua/viso, orticaria o svenimento, possibili segni di reazione allergica. Richieda valutazione urgente in caso di palpitazioni, dolore toracico, capogiri marcati, convulsioni, confusione, ronzio alle orecchie, sapore metallico o intorpidimento che si estende, che possono indicare tossicità da anestetico locale (effetto del farmaco sul sistema nervoso o sul cuore). Contatti inoltre se l’area trattata presenta dolore crescente, arrossamento importante, calore, pus, febbre o sanguinamento persistente.