Consenso informato alla procedura di Anestesia generale
Hai bisogno di un modulo di consenso informato per la procedura di Anestesia generale? Sei nel posto giusto: in questa pagina troverai le informazioni essenziali che il professionista sanitario deve fornire per garantire un consenso informato completo e consapevole da parte del paziente.
La procedura di Anestesia generale è un Trattamento, talvolta denominato anche "Anestesia totale" o "Narcosi", che rientra nell'area specialistica di Anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore. In base alla classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision - Clinical Modification), questo Trattamento può essere incluso nel seguente codice: "Non codificata separatamente (in quanto parte integrante dell’intervento principale)".
Consenso Informato Anestesia generale: Descrizione della procedura
Cosa è:
L’anestesia generale è una procedura che induce in modo controllato e reversibile incoscienza, assenza di dolore (analgesia), perdita dei riflessi e spesso rilassamento muscolare, per consentire un intervento o un esame invasivo. Viene eseguita da un medico anestesista, dopo valutazione clinica e monitoraggio continuo di pressione arteriosa, frequenza cardiaca, ossigenazione e respirazione. L’induzione avviene di solito con farmaci somministrati in vena e/o con gas anestetici inspirati attraverso una maschera. Per proteggere le vie aeree e garantire la ventilazione possono essere inseriti un dispositivo sovraglottico o un tubo in trachea (intubazione). Al termine, i farmaci vengono sospesi e il paziente viene assistito fino al risveglio e alla stabilizzazione.
A cosa serve:
L’anestesia generale è una procedura finalizzata a consentire l’esecuzione di interventi chirurgici o manovre diagnostico-terapeutiche in condizioni di sicurezza e assenza di sofferenza. I principali obiettivi clinici sono ottenere perdita controllata della coscienza, analgesia (controllo del dolore), amnesia (mancato ricordo dell’evento) e, quando necessario, rilassamento muscolare per facilitare la procedura. Durante l’anestesia generale si mira inoltre a garantire protezione e controllo delle vie aeree e una stabilità delle funzioni vitali (respirazione, circolazione e ossigenazione), prevenendo e trattando prontamente eventuali alterazioni.
Che natura ha:
L’anestesia generale è una procedura farmacologica che induce in modo controllato perdita di coscienza, assenza di dolore e riduzione dei riflessi, per permettere interventi o manovre diagnostico-terapeutiche. È una procedura invasiva, perché richiede l’accesso venoso e spesso la gestione delle vie aeree con maschera laringea o intubazione tracheale (posizionamento di un tubo in trachea per ventilare i polmoni). Non è una procedura distruttiva, poiché non rimuove né danneggia tessuti di per sé. In condizioni adeguate non è dolorosa durante l’esecuzione; possono esserci fastidi in fase di risveglio. Include anche manovre manuali di monitoraggio e supporto delle funzioni vitali.
Cosa comporta:
L’anestesia generale coinvolge l’intero organismo. Agisce principalmente sul sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), determinando perdita di coscienza, analgesia (controllo del dolore) e riduzione dei riflessi. Influenza in modo rilevante l’apparato respiratorio, con possibile depressione del respiro e necessità di supporto ventilatorio e gestione delle vie aeree. Coinvolge anche l’apparato cardiovascolare (cuore e vasi), con possibili variazioni di pressione arteriosa e frequenza cardiaca. In misura variabile interessa fegato e reni, organi che metabolizzano ed eliminano i farmaci, e la muscolatura, con possibile rilassamento neuromuscolare.
Quanto dura:
La durata complessiva di una procedura in anestesia generale varia in base al tipo e alla complessità dell’intervento associato. In genere include una fase di induzione (addormentamento) di circa 5–15 minuti, il mantenimento per tutto il tempo dell’atto chirurgico o diagnostico, e una fase di risveglio e stabilizzazione iniziale di circa 10–30 minuti. Il tempo può aumentare in presenza di vie aeree difficili (difficoltà a ventilare o intubare), obesità, patologie cardiache o respiratorie, urgenza/emergenza, necessità di posizionare accessi vascolari, o per effetti prolungati dei farmaci.
Consenso Informato Anestesia generale: Benefici attesi
Cosa aspettarsi:
L’anestesia generale ha come principale beneficio atteso l’ottenimento di incoscienza controllata, con assenza di dolore (analgesia) e amnesia dell’intervento, consentendo l’esecuzione di procedure chirurgiche o diagnostiche che altrimenti sarebbero intollerabili o non realizzabili. Un ulteriore beneficio è la immobilità e il controllo delle risposte automatiche dell’organismo allo stress chirurgico (per esempio aumento di pressione e frequenza cardiaca), migliorando le condizioni operative e, in molti casi, la sicurezza complessiva della procedura.
Quando indicato, l’anestesia generale permette anche la protezione delle vie aeree e il controllo della respirazione tramite ventilazione assistita; ciò è particolarmente utile in interventi lunghi, in posizione chirurgica complessa o in pazienti con rischio di aspirazione (passaggio di contenuto gastrico nei polmoni).
In termini di efficacia, l’obiettivo di garantire incoscienza e assenza di percezione del dolore è raggiunto nella quasi totalità dei casi. La consapevolezza intraoperatoria non intenzionale (awareness), cioè il ricordo dell’intervento, è rara e stimata in circa 0,1–0,2% nei pazienti a rischio standard, con percentuali più alte in alcune chirurgie ad alto rischio.
I risultati dipendono da fattori individuali (età, peso, comorbidità, farmaci assunti), dal tipo e durata dell’intervento e dalla risposta ai farmaci. Persistono limiti legati alla variabilità biologica: può essere necessario modulare i dosaggi e non è sempre possibile prevenire completamente sintomi postoperatori come nausea, dolore o sonnolenza, che vengono comunque trattati con terapie dedicate.
Consenso Informato Anestesia generale: Rischi e complicanze potenziali
Cosa può andare storto:
Gli effetti collaterali comuni dell’anestesia generale sono in genere transitori e includono sonnolenza e stanchezza, nausea e vomito postoperatori (mediamente circa 20–30%, con rischio più alto in soggetti predisposti), mal di gola e raucedine dovuti alla gestione delle vie aeree (frequenti, spesso 20–50%), brividi o sensazione di freddo, secchezza della bocca, capogiri e dolori muscolari dopo alcuni farmaci (per esempio i miorilassanti, cioè medicinali che rilassano i muscoli). Può verificarsi prurito se vengono impiegati oppioidi (farmaci antidolorifici).
Le complicanze generali comprendono reazioni allergiche o di ipersensibilità ai farmaci (da lievi a severe; le reazioni gravi sono rare), abbassamento o aumento della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie, cioè battiti irregolari), ritardo nel risveglio o confusione. Nei pazienti anziani o fragili può comparire delirio postoperatorio (stato di disorientamento temporaneo) e, più raramente, disfunzione cognitiva postoperatoria (peggioramento temporaneo di memoria e attenzione). Sono possibili infezioni o ematomi nel punto di accesso venoso.
Le complicanze specifiche della procedura riguardano soprattutto la protezione delle vie aeree e la ventilazione: difficoltà di ventilazione o intubazione (inserimento del tubo in trachea) e lesioni dentarie; la lesione dentale è stimata intorno a 0,02–0,1%. Possono verificarsi traumi di labbra, lingua o gola, laringospasmo/bronchospasmo (chiusura o restringimento delle vie aeree), inalazione di contenuto gastrico nei polmoni (aspirazione) con polmonite chimica o infettiva (evento raro, in genere circa 1–10 su 10.000). Più raramente si osservano consapevolezza intraoperatoria (ricordo durante l’intervento) circa 0,1–0,2%.
I rischi sistemici e di pericolo per la vita, complessivamente rari, includono anafilassi (reazione allergica grave), grave insufficienza respiratoria, infarto o ictus in soggetti a rischio, sepsi in contesti complessi e arresto cardiaco. La mortalità attribuibile esclusivamente all’anestesia è oggi molto bassa, tipicamente nell’ordine di circa 1 su 100.000–200.000 anestesie, variabile in base a condizioni cliniche e tipo di chirurgia. Una complicanza rara ma grave è la ipertermia maligna (reazione genetica a specifici anestetici) con frequenza circa 1 su 10.000–100.000.
Consenso Informato Anestesia generale: Controindicazioni
Relative:
Le principali controindicazioni relative all’anestesia generale sono condizioni che non escludono necessariamente la procedura, ma richiedono valutazione anestesiologica approfondita e misure di sicurezza dedicate. Sono rilevanti allergia o precedente reazione grave a farmaci anestetici (incluse reazioni anafilattiche) e storia personale o familiare di ipertermia maligna (grave reazione genetica a specifici anestetici). Richiedono particolare cautela malattie cardiache instabili (es. ischemia recente, scompenso non controllato, aritmie significative), insufficienza respiratoria o infezioni respiratorie acute, asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva non controllate, e apnea ostruttiva del sonno (pausa respiratoria durante il sonno). Sono importanti anche difficoltà previste di gestione delle vie aeree (intubazione/ventilazione), rischio aumentato di aspirazione (stomaco pieno, reflusso gastroesofageo severo, occlusione intestinale), insufficienza epatica o renale avanzata, gravidanza, obesità severa, e uso di alcol o sostanze/terapie che interferiscono con l’anestesia (es. oppioidi, benzodiazepine, anticoagulanti, alcuni psicofarmaci).
Assolute:
Le principali controindicazioni assolute all’anestesia generale sono rare e riguardano soprattutto situazioni in cui il rischio è inaccettabile o in cui mancano le condizioni minime di sicurezza. Sono considerate controindicazioni assolute il rifiuto o la mancata acquisizione di un consenso informato valido, l’impossibilità di garantire la gestione delle vie aeree e l’ossigenazione (cioè mantenere aperto il passaggio dell’aria e assicurare un adeguato apporto di ossigeno), e un’anamnesi certa di ipertermia maligna o forte sospetto non ancora chiarito (grave reazione genetica ai farmaci anestetici con rapido aumento della temperatura e complicanze metaboliche). Costituisce inoltre controindicazione assoluta l’anafilassi documentata a un farmaco anestetico indispensabile, senza alternative sicure disponibili (reazione allergica grave con rischio di shock). In assenza di urgenza, è controindicazione assoluta anche la mancanza di risorse essenziali per il monitoraggio e la rianimazione (personale, farmaci e apparecchiature necessari per assistere funzioni vitali e trattare complicanze).
Il paziente conferma di aver compreso tali condizioni e dichiara, al momento della firma, di escluderne la presenza.
Consenso Informato Anestesia generale: Alternative disponibili
Possibili alternative:
Le principali alternative all’anestesia generale dipendono dal tipo di intervento e dalle condizioni cliniche. L’opzione più frequente è l’anestesia loco-regionale, che rende insensibile una parte del corpo (ad es. spinale o epidurale, cioè tramite anestetico vicino ai nervi del rachide) e può consentire di restare svegli o con sedazione controllata. In alcuni casi è possibile la sola sedazione (riduzione del livello di coscienza) associata ad anestesia locale (anestetico infiltrato nella zona). Quando indicato, si possono impiegare analgesia multimodale e tecniche non farmacologiche di supporto, riducendo il ricorso a farmaci più intensi.
Principali differenze:
L’anestesia generale induce incoscienza, analgesia (assenza di dolore) e spesso controllo della respirazione con dispositivi nelle vie aeree; consente procedure complesse e immobilità completa, ma comporta rischi sistemici (instabilità di pressione e ritmo cardiaco), complicanze respiratorie (difficoltà di ventilazione, aspirazione), nausea/vomito e, raramente, reazioni gravi ai farmaci. Le alternative includono anestesia regionale (spinale/epidurale o blocchi nervosi), meno invasiva sulle funzioni cerebrali e respiratorie ma con rischio di ipotensione e cefalea; sedazione (riduzione del livello di coscienza) con anestesia locale, generalmente meno invasiva, ma non adatta a interventi lunghi o molto dolorosi.
Conseguenze del rifiuto:
Se il paziente non si sottopone a anestesia generale, l’intervento o la procedura programmata potrebbe non essere eseguibile, oppure potrebbe richiedere tecniche alternative (per esempio anestesia loco-regionale o sedazione), non sempre praticabili o equivalenti per efficacia e sicurezza. La mancata esecuzione può comportare ritardo o assenza di diagnosi e trattamento, con possibile progressione della malattia, peggioramento dei sintomi e aumento del rischio di complicanze, fino a necessità di interventi urgenti. In alcuni casi può verificarsi peggioramento clinico potenzialmente grave, inclusa compromissione di funzioni vitali e aumento del rischio di ricovero prolungato.
Consenso Informato Anestesia generale: Indicazioni pre e post-procedura
Cosa fare prima:
Per prepararsi all’anestesia generale, il paziente deve rispettare il digiuno preoperatorio: in genere niente cibi solidi per almeno 6 ore e liquidi chiari fino a 2 ore prima, salvo diverse indicazioni. Deve comunicare all’anestesista allergie, precedenti reazioni ad anestetici, malattie (cardiache, respiratorie, renali, epatiche), gravidanza, apnea ostruttiva del sonno (interruzioni della respirazione durante il sonno) e tutti i farmaci assunti, inclusi integratori. Alcuni farmaci (es. anticoagulanti) possono richiedere modifica o sospensione. È raccomandata astensione da alcol e fumo e rimuovere trucco, smalto, gioielli e protesi mobili. Serve un accompagnatore per il rientro.
Cosa fare dopo:
Dopo anestesia generale è possibile avvertire sonnolenza, riduzione dei riflessi e della capacità di giudizio per 24 ore, talvolta nausea o vomito, mal di gola (da tubo per la respirazione), brividi o dolori muscolari. È indicato farsi accompagnare e restare con un adulto; per 24 ore non guidare, non usare macchinari, non assumere alcolici, non firmare atti importanti. Riprendere cibo e liquidi gradualmente secondo indicazione. Assumere i farmaci prescritti. Contattare subito i sanitari in caso di difficoltà respiratoria, dolore toracico, svenimento, febbre alta, vomito persistente, sanguinamento o dolore non controllato.
Cosa evitare:
Dopo anestesia generale è opportuno evitare o limitare per almeno 24 ore attività che richiedono attenzione e coordinazione, perché possono persistere sonnolenza, riflessi rallentati e ridotta capacità di giudizio. Evitare di guidare, usare macchinari, andare in bicicletta o svolgere lavori in quota. Non assumere alcol e non prendere farmaci sedativi (es. ansiolitici o ipnotici) se non prescritti, per ridurre il rischio di depressione respiratoria (respiro troppo lento o superficiale). Evitare decisioni importanti e la firma di documenti. Limitare sforzi fisici intensi; farsi accompagnare e restare con un adulto nelle prime ore.
A cosa prestare attenzione:
Dopo anestesia generale contatti subito un medico se compaiono difficoltà a respirare, respiro rumoroso, labbra o dita bluastre (cianosi), dolore toracico, svenimento o marcata sonnolenza non risvegliabile. È urgente anche in caso di sanguinamento persistente, vomito incoercibile o vomito con sangue, febbre alta, brividi, peggioramento rapido del dolore, gonfiore o arrossamento doloroso in sede di accessi venosi o ferite, o segni di reazione allergica (orticaria, prurito diffuso, gonfiore di volto/labbra/lingua). Contatti il medico anche per confusione intensa, agitazione o difficoltà a parlare.